Materiali 17. Ad sidera

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Agli angoli erano raffigurati i quattro elementi, i sette pianeti, antiche divinità, alcuni paesaggi e scritte scolorite; dentro l’emisfero erano distribuite le costellazioni nella loro rappresentazione tradizionale. La Stella polare, perno dell’emisfero, era la prima stella del timone del Piccolo carro, ovvero della coda dell’Ursa minor. La costellazione era raffigurata come una piccola orsa, ma in realtà sembrava un cane, in accordo con la tradizione greca, che vedeva nell’Orsa minore il cane della costellazione finitima di Bootes, il mandriano dei buoi. L’Ursa maior campeggiava sulla sinistra, con le sette stelle più luminose a formare il grande carro. Gli arabi ci vedevano una cassa da morto seguita da tre prefiche, mentre per i latini erano sette buoi che vagavano per il cielo, septem triones, da cui il nome di settentrione imposto alla parte boreale del cielo. Altre quattordici stelle completavano la figura dell’orsa. A dividere le due orse, le spire del lunghissimo Draco, il custode del giardino degli dei dove crescevano i pomi d’oro. Lunga e complicata, la costellazione si estendeva fino al Cigno e alla Lira. Attorno al polo celeste c’era un assembramento di figure: un possente Ercole armato di clava poggiava un piede sulla testa del Drago e l’altro su quella di Bootes; la mano sinistra dell’eroe toccava la Lira, mentre sul corpo centrale del Drago si addossavano la figura di Cefeo e quella del Cigno. In grande evidenza era la luminosissima Vega, “l’aquila in picchiata”, astro principale della costellazione della Lira. Su una natica di Ercole poggiava la Corona boreale. Tutt’intorno si disponevano gli altri abitanti del nostro cielo: la regina d’Etiopia Cassiopea, seduta in trono, Andromeda incatenata, Pegaso, Perseo che brandiva la spada con la mano destra e la testa della Medusa con la sinistra, il fiume antropomorfizzato Eridano. E poi il Triangolo, il Cavallino, il Delfino, la Freccia, l’Aquila, e il Serpente — l’unica costellazione divisa in due parti, serpens caput e serpens cauda, separate da Ofiuco. L’eclittica chiudeva il cerchio, e le immagini zodiacali vi si sgranavano sopra come in un rosario.