Materiali 17. Ad sidera

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Albrecht Dürer, Imagines coeli Septentrionales cum duodecim imaginibus zodiaci, Norimberga 1515

Agli angoli sono raffigurati i quattro elementi, i sette pianeti, antiche divinità, alcuni paesaggi e scritte scolorite; dentro sono distribuite le costellazioni nella loro forma tradizionale. La Stella polare, perno dell’emisfero, è la prima stella del timone del Piccolo carro, ovvero della coda dell’Ursa minor. La costellazione è raffigurata come una piccola orsa, ma in realtà sembra un cane, con la tradizione greca che vedeva nell’Orsa minore il cane della costellazione finitima di Bootes, il mandriano dei buoi. L’Ursa maior campeggia sulla sinistra, con le sette stelle più luminose a formare il Grande Carro. Gli arabi ci vedevano una cassa da morto seguita da tre prefiche, mentre per i latini erano sette buoi che vagavano per il cielo, septem triones, da cui il nome di Settentrione dato alla parte boreale del cielo. Altre quattordici stelle completano la figura. A dividere le due orse, le spire del Draco, custode del giardino degli dèi dove crescono i pomi d’oro. Lunghissima, la costellazione si estende fino al Cigno e alla Lira. Intorno al polo celeste un assembramento di figure: Ercole armato di clava poggia un piede sulla testa del Drago e l’altro su quella di Bootes; la mano sinistra tocca la Lira, mentre sul corpo centrale del Drago si addossano la figura di Cefeo e quella del Cigno. In grande evidenza la luminosissima Vega, “l’aquila in picchiata”, astro principale della costellazione della Lira. Su una natica di Ercole poggia la Corona boreale. Tutt’intorno gli altri abitanti del cielo: la regina d’Etiopia Cassiopea, seduta in trono, Andromeda incatenata, Pegaso, Perseo con la spada nella mano destra e la testa della Medusa nella sinistra, il fiume antropomorfizzato Eridano. E poi il Triangolo, il Cavallino, il Delfino, la Freccia, l’Aquila, e il Serpente, diviso in due parti, serpens caput e serpens cauda, separate da Ofiuco. L’eclittica chiude il cerchio, le immagini zodiacali vi si sgranano sopra come in un rosario.

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