tutto è natura

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Secondo Vito Mancuso, in L’anima e il suo destino, tutto è natura. Tutto. Quindi anche il fenomeno umano, con tutti i suoi portati culturali, spirituali, etici. Il dualismo natura-cultura, dunque, è un paradigma non accettabile. Se tutto è natura, e se Dio esiste, anche Dio va pensato come Natura, nella forma più alta. La natura è un processo, un continuo divenire. In questo continuo divenire è ricorrente la presenza dell’errore. Se all’origine dell’evoluzione c’è l’inizio di una sequenza di mutazioni, le quali tendono a conformarsi a un ordine superiore, a un “accrescimento” dell’organizzazione del sistema vivente, quando compare l’errore che crea qualcosa di disumano (come la malattia genetica che condanna un essere umano alla degenerazione, alla sofferenza e alla morte), quella singola mutazione non conforme all’ordine superiore non viene accettata all’interno del sistema e dunque non viene riprodotta. Quelle mutazioni, invece, che sono destinate a contribuire a un’organizzazione maggiore non vengono eliminate, ma riprodotte. Questo fa pensare all’esistenza di un sistema che configura un ordine superiore, concettualmente riconducibile all’idea di Dio. Un’idea che porta con sé l’idea di costruzione, di associazione, di altruismo, di inclusione.