Homo Naledi

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“A causa della natura accidentata e ai molti passaggi claustrofobici della grotta, Lee Berger capì fin dall’inizio che la campagna di scavo non sarebbe stata semplice e che persone con caratteristiche particolari avrebbero dovuto farsi carico dell’estrazione fisica del materiale fossile dalla Camera di Dinaledi. Da uomo moderno qual è, molto pratico con le nuove tecnologie, Berger postò un annuncio su Facebook in cui chiedeva ai colleghi di spargere la voce che aveva bisogno di paleoantropologi con esperienza in speleologia e arrampicata e in particolare di corporatura esile per poter accedere agli stretti passaggi per arrivare alla Camera di Dinaledi. All’appello risposero circa sessanta persone e la scelta è ricaduta su sei donne che furono poi soprannominate Underground astronauts, le astronaute del sottosuolo.”

Damiano Marchi, in Micromega – Almanacco della scienza, 6/2016