Stagioni

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Quando in una stagione della vita si è goduto di un primato, o di una visibilità privilegiata, o di uno status elitario, e poi questa stagione declina e finisce, accade spesso che si continui a pensare, a sentire, a giudicare con lo stesso metro e la stessa attitudine a cui si è abituati, e che ci si senta ingiustamente incompresi, se non defraudati di ciò che ci apparteneva – e che si pretende ci debba ancora appartenere. Qui il rischio di scivolare nell’insofferenza, nella contumelia, nell’amara rievocazione nostalgica, nella critica severa, o rivendicativa, se non sprezzante. E qui, nell’evitare questo rischio, si rivelano la qualità, la struttura, la forza, l’adeguatezza dell’essere umano non solo ai tempi, ma allo scorrere della propria umanità.