Eakins

Thomas Eakins, John Biglin in a Single Scull, 1873-1874

«Al lirismo delle apparenze instabili e fluttuanti, l’americano Thomas Eakins (rientrato in patria dopo quattro anni di formazione a Parigi) contrapponeva sagome infallibili, realistiche e sgarbate, nella luce di un meriggio che l’inclinazione dei raggi solari consentiva di datare esattamente – mese, giorno, ora – nell’arco dell’anno 1872.
Perché sulla scienza (prospettica, matematica, geometrica, anatomica) Eakins fondava la sua conoscenza del mondo, forgiando un’identità nazionale libera, per la prima volta, dai modelli europei. Nascono allora le immagini votive di una mitologia americana ardita e senza padri: pugili e canottieri, ginnasti e giocatori di baseball, medici, fisici, inventori… schegge memorabili di quella versione pragmatica del sogno romantico di creatività che il Nuovo Mondo realizzava senza enfasi, nel quotidiano».

Anna Ottani Cavina, Una panchina a Manhattan, Adelphi, Milano 2019