brandelli

telephone

È la prima volta dopo molto tempo che ricordo brandelli di sogno. Mi trovavo in una specie di azienda od organizzazione e il mio ruolo era importante, visto che l’emissario del capo mi diceva: “Ora vado a consultarmi e poi decideremo la mossa da fare. Questo momento è molto delicato”. Ma io, invece di restar lì in attesa di disposizioni, tornavo a casa, convinto che questo non avrebbe avuto conseguenze; poi prendevo il telefono per chiamarli e avere notizie e sentivo all’altro capo le loro voci che mi cercavano: “Niente da fare, non c’è”; “Non risponde, non si trova”. Io dicevo “Sono qui, pronto, pronto!”, ma loro mettevano giù. Allora tornavo a chiamarli, ma all’improvviso mi arriva la telefonata di un amico con cui faccio affari: mi cerca, ha bisogno di me. “Posso richiamarti fra un minuto?” gli chiedo tutto concitato. “Eh, buonanotte!” risponde lui, “Allora lasciamo perdere”. “No, no, aspetta, ma che dici?”, insisto. Doveva solo aspettare un po’ e ci saremmo parlati, che problema c’era? Mai successa una cosa del genere. “Aspettami che ti richiamo”, ripetevo, ma lui voleva chiudere: “No, lascia stare, non si può”. Così la cosa mi sfuggiva dalle mani, mentre dall’altra parte quelli che mi cercavano probabilmente concludevano che m’ero eclissato e reso irreperibile, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Una catastrofe, insomma. Poi mi son svegliato. Un po’ storto, va da sé.

 

Paradossi

Zenone di Elea

Sappiamo che, quando le aspettative sull’andamento futuro dell’economia vengono “dopate” forzandole verso un falso ottimismo, il sistema economico viene spinto a vivere al di sopra delle proprie capacità. Le imprese sono portate a investire più di quanto sia effettivamente redditizio nel lungo periodo e le famiglie spendono più di quanto possano permettersi — indebitandosi, ovviamente. Così, in seguito, quando i nodi verranno al pettine, si verrà colpiti da un eccesso di sfiducia — il  tipico atteggiamento  delle fasi di recessione –, e ci si farà più male del necessario.
Ora, pare che il sistema economico stia dando una risposta un po’ strana alla crisi: mentre le aziende continuano a licenziare con mano pesante, la loro redditività — grazie alla riduzione e razionalizzazione dei costi — torna a crescere. Coesistono quindi un’elevata efficienza industriale e un’alta disoccupazione. Con la disoccupazione crescente, molte famiglie non riescono a spendere; così si arriva al paradosso che in Usa la Fed si dichiara preoccupata perché le famiglie americane non utilizzano abbastanza credito. Ma il problema non era stato proprio che negli anni precedenti se n’era abusato? E ora che le banche son diventate molto più selettive nel concedere  fidi, e  il lavoro è sempre più scarso, come si fa ad allargare il credito alle famiglie (per non parlare delle imprese)?
Ah, i paradossi: ci seguono fin dall’antichità.