La cosa più bella

Su cosa ci sia di più bello al mondo, la poetessa Saffo aveva le idee chiare:
«ciò che uno ama».
Quello che la singolarità umana ama e desidera, introietta e proietta.

Chi cavalieri a schiera, e chi fanti,
chi navi, dice, sulla nera terra
sia la cosa più bella, ma io dico:
ciò che uno ama.
Facile è certo a un poeta spiegare
questo a ognuno: ché lei, che sopra tutti
fu la più bella, Elena, il marito
ottimo in tutto
lasciò, e venne a Troia navigando,
né la figlia né i cari genitori
ricordò affatto, ma la portò via
Cipride amore.
…………………………………………..
Di Anattoria ora a me venne il ricordo
che non è qui.
Di lei vorrei sia l’amabile passo
che la luce veder chiara del volto,
più che i carri dei Lidi, più che in armi
fanti a battaglia.

(fr. 27 D.)

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Writing 45

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Penso che la tua, essendo una bellezza totale, non sfiorirà mai. Spesso delle donne si dice “Da giovane era bella”, oppure “Una bellezza sfiorita”, ecc. Ma tu sei estranea a questo, sarai sempre bellissima, perché sembri incarnare la bellezza del mondo. Certo, si dice che il mondo perfetto è un’illusione, un proiezione della psiche. Ma l’illusione e la speranza sono motori che muovono le cose: quando ci si scopre disillusi o senza speranza è come se la vita si fermasse. Per me incarni l’idea (per molti illusoria) del mondo perfetto: sei l’energia di bellezza che permette di vivere con orgoglio. Quell’energia che ti fa leggere il mondo come pochissimi sanno, con lo spirito fecondo e mai stanco, che guarda sempre avanti a sé e con apertura all’altro. È anche la tua lettura del reale così centrata, piena e profonda, a renderti formidabile.

 

# 30

 

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Oggi ho visto le immagini che ti ritraggono, senza chiedere il permesso. Confermano che sei indiscutibilmente bella, di una bellezza solidamente disegnata, di quelle definitive, che non temono mutamenti. E questo mi fa felice, sul serio. Ma la cosa che mi colpisce di più è la dolcezza dello sguardo e del sorriso che s’impone sempre, in ogni inquadratura: come se volesse affermare una realtà costitutiva, l’integrazione necessaria del tuo essere, che ti forma e ti leviga in quel modo così personale e riconciliante. Guardarti fa star meglio, davvero.

# 21

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Lo ammetto: oggi il suo sguardo mi ha messo in difficoltà. Così bello e trasparente, parla di sé e dice così tante cose che mi son quasi sentito sopraffare. Sembra riassumere tale e tanta tenerezza, chiarezza di vedute, concretezza, semplicità, affidabilità, bellezza di sentimenti, generosità, altruismo, intelligenza, talento, abilità, lungimiranza, umiltà, e rispetto per il prossimo, e capacità di amare, e capacità di soffrire, da farmi venire il respiro grosso. Aggiungere la bellezza a tutte queste cose – che sono certo possieda davvero, oltre le apparenze – viene da sé, si conforma su di lei come un vestito magico, una conseguenza necessaria e naturale del suo essere.

# 3

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C’è una bellezza che parte da dentro e si riverbera fuori, pervadendo ogni fattezza e manifestazione, ogni movimento, parola, sguardo. E quando si riescono a rivedere nella mente, dopo le prime volte, il viso e gli occhi sorridenti, il modo in cui si muovono le mani, il tono da ragazza ma con un incedere adulto, il passo così personale, di donna matura che sa quello che fa, allora ci si sente meno insicuri, perché il mondo appare più ospitale, meno denso di pericoli. Sono sensazioni, ma sono utili pure quelle.

· 107

chagall_passeggiata

Il libro che mi hai regalato è bellissimo, è lussuoso, mi fa ricordare i tempi andati, quando avevo ancora una vita pulita davanti. Poi, purtroppo, arrivò la Grande Corruzione. Ora rivedo la tua figura lontana, quando ci scorgiamo a distanza, quei capelli scuri e quegli occhiali meravigliosi che celano uno sguardo formidabile, dolcissimo, trasparente, che disarma e fa sentire tutta la bellezza vera che possiedi. Quanto è bello il tuo corpo, così snello e morbido, aggraziato, timido, dal sapore dolce. Il tuo sorriso m’incanta, non ne ho mai visto uno migliore, più adorabile, più espressivo. Questo mi colpisce di più: dietro le tue parole c’è tutta la tua storia e il tuo mondo, che m’interessano tanto che vorrei scriverci libri interi. Vorrei essere pittore per dipingerti sempre, in tutte le versioni e situazioni. Sei il mio ideale di bellezza, di gioia, d’intelligenza, di moralità, di generosità e altruismo, di interesse per il mondo e per l’umanità. Sei una donna stupenda, e fin dai primi giorni, se ricordi, mi veniva da piangere perché sentivo di non esser degno di te. E ancora un po’ lo penso: sei così pulita e profonda che non so se posso essere all’altezza. Ma il tuo amore, così grande e sentito, vero e forte, m’incoraggia e mi fa pensare che forse posso esser fiero di come sono. Ma vorrei migliorare, per poterti amare degnamente, per poterti dare tutto quello che meriti. Tu incarni la felicità, una felicità potenziale che esplode quando ci si unisce a te, spiritualmente e fisicamente, che è l’incredibile privilegio che mi è toccato. Io non riesco ancora a esprimere tutta l’ammirazione che provo: già pronunciare il tuo nome è inadeguato a far capire quanto sei grande, intelligente, profonda, arguta, enormemente simpatica. La tua simpatia – di cui ho parlato poco, perché abbagliato dalla tua bellezza totale – è grandissima, e meriteresti schiere di amici che desiderano la tua compagnia. E vogliamo parlare anche della tua capacità di scrittura e d’introspezione, e della profondità della tua cultura? Qui si aprirebbe un capitolo lungo, in cui entra in gioco il tuo talento. Se facessi la giornalista saresti una delle più brave, e se ti mettessi a scrivere libri produrresti cose di grande qualità. E’ chiaro che bisogna sentirsele, queste cose, e finché non le sentirai non è necessario forzarti. Ma così come hai trovato un amore travolgente senza nemmeno cercarlo, potrà pure accadere che ti appassioni a scrivere un’opera organica e strutturata, qualcosa che ti porterà grandi soddisfazioni. Tu sei la dimostrazione che la vita la si può apprezzare per le cose vere, semplici e profonde, quelle che veramente le danno un senso, e non per le materialità e i feticci che la guastano. Tutte queste cose messe assieme, che ho provato a sintetizzare, ma che formano solo una parte – anche piccola – della tua meravigliosa complessità, sono ciò che mi viene in mente quando dici che dietro le parole Ti Amo ci sono la tua storia e il tuo mondo. Una storia che vorrei esplorare, un mondo in cui vorrei perdermi. È impressionante sentire quanto è forte questo sentimento, quello che provo ogni volta che penso a te, cioè sempre: un amore strabiliante, così dolce e forte che mi prende ogni fibra, che quasi m’imbambola.

· 97

Picasso_Ragazza allo specchio


E io mi sono dimenticata di dirti che appena entrata in casa, dopo averti salutato, passando davanti allo specchio mi sono un attimo voltata e… che sorpresa! Mi son vista bellissima. Ero, non so come dire… LUMINOSA! E sorridente! Mentre nei giorni precedenti, incrociandomi allo specchio, mi ero vista così scialba e insignificante, brutta e “grigia”. Capisci che potere hai? Basta un tuo sguardo, un tuo abbraccio, per farmi rifiorire! Anch’io penso sempre a quante cose potremmo fare/dire insieme. Per le mie potenziali qualità di attrice… grazie: in effetti, penso che starei bene in quei filmini di famiglia che piacerebbero anche a te, in bianco e nero, ambientati nel passato. Di filmini un giorno potremo anche vederne un po’ (non tanto da annoiarti): ci sono mia mamma e i miei zii da bambini, c’è tutto il contorno familiare, con le loro arie da alta borghesia, c’è lo zio scapestrato che fa il buffone per sedurre certe signorine in visita; le atmosfere, i vestiti, le automobili ecc. sono quelle degli anni ’50 e’60, bellissime!

 

· 91

jack vettriano


Ecco, hai detto bene a proposito della mancanza di contatto fisico tra noi: mi sento anch’io fragile, con pensieri tristi, con un peso sulle spalle, goffa, impacciata, brutta e nervosa. Perché ho bisogno di te tutto intero! Oggi pomeriggio, quando mi sentivo sperduta, ho semplicemente immaginato di tendere la mano e di trovare la tua, anche solo questo minuscolo contatto mi darebbe il sollievo che cerco e che solo tu mi puoi dare. Solo tu e nessun altro che conosca. Ti ricordi quando eravamo all’incontro di presentazione di quel libro organizzato dai tuoi amici? Eravamo semplicemente seduti accanto senza neanche guardarci, eppure già essere al tuo fianco e sentirti vicino a me mi faceva sentire bene.
Comunque, quando dico che sei bello non lo dico tanto per dire. Piuttosto starei zitta, non te lo ripeterei continuamente. Prima, quando mi hai scritto che hai comprato delle camicie, ti ho visualizzato come ti ho visto le ultime volte: con i pantaloni leggeri, con la camicia che lascia scoperti gli avambracci e mi permette di insinuare le mani fino a carezzarti la schiena, e con i tuoi occhiali da sole: non solo bello, ma anche sexy. Molto. Poi ti ho visto come sei alla guida della macchina, quando mi volto a guardarti (o meglio, ad adorarti) e ti vedo di profilo, sia con gli occhiali sia senza, anche lì sei stupendo. Insomma, ti ho proprio visualizzato in quella posizione, che guardi la strada con le mani sul volante (e ogni tanto ne allunghi una per accarezzarmi) e ho provato un brivido e un languore violento che quasi mi son vergognata! Sei stupendo, non solo interiormente ma anche esteriormente. Te l’ho detto: anche non conoscendoti, se ti avessi visto per strada o seduto da qualche parte non lontano da me, ti avrei subito notato. Poi, in questo periodo mi son detta più volte che è bellissimo leggere gli stessi libri, perché è bello confrontarci e sentirci uniti anche in questo. “La regina degli scacchi” mi è piaciuto forse più de “L’uomo che cadde sulla terra”, ti tiene attaccato alla pagina, secondo me. Però finora sei tu che hai letto i libri che volevo leggere io, ma se ne hai qualcuno che vuoi leggere tu, mi accodo io. Sì, “Il male oscuro” l’ho letto tutto ed è stata una delle letture più dolorose (forse proprio la più dolorosa) in assoluto. C’è questo rapporto col padre, e con la famiglia… terribile. Adesso sto leggendo un romanzo di Palahniuk (“Soffocare”), volevo vedere come e cosa scrive, dato che è uno di quegli autori che ha un popolo di lettori fanatici e adoranti, ma non mi sta convincendo molto, per ora. Comunque, almeno so come scrive. Entro giovedì l’avrò finito.

 

· 86

04

Questo mi piace: allora il mio essere abitudinaria serve a qualcosa! Sì, ho bisogno che un certo ritmo scandisca le mie giornate e che certi riti si riconfermino quotidianamente, perché mi dà sicurezza e mi aiuta a non perdere la rotta nel mio oceano d’incertezze. Prendendomi in giro, mi dico spesso che il mio ottimismo e la mia regolarità poggiano sul loro contrario, cioè sulla mia visione apocalittica della vita, di fronte alla quale o si sprofonda nel dramma oppure si sorride. E io preferisco sorridere, soprattutto da quando ho consistenti motivi per farlo. Be’, io sarò il tuo esempio per la disciplina e tu lo sei per me per così tante cose che sarebbe lungo elencarle. Anche le mie giornate sono basate su di te: scriverti al mattino, al pomeriggio e alla sera; pensarti, immaginarti, ricordare di noi… desiderare e immaginare il momento in cui ci rivedremo, quando ti correrò di nuovo incontro e tu allargherai le braccia, sorridendo in quel tuo modo irresistibile!
Sì, prenderemo un sacco di tè insieme, vedremo belle cose, fantasticheremo e scriveremo. Ci divertiremo, anche, e ragioneremo sul mondo. Non chiedo di meglio, assieme a te. Stamattina ho poi finito “L’uomo a rovescio”; l’ho letto rapidamente, piuttosto coinvolta, però non lo ritengo niente di memorabile. Certo, sono un po’ curiosa di seguire le vicende dei personaggi. Tra l’altro, questo è precedente a “Parti in fretta”, non successivo, come credevo! Vorrei leggere quello successivo a “Parti in fretta”, lo cercherò in biblioteca. Sì, questo è più adatto ai ragazzi ma forse si annoierebbero; dopo un po’ secondo me perde mordente; all’inizio, nella prima parte del viaggio, c’è più ritmo e più curiosità nel lettore; dopo diventa tutto più lento, più confuso… secondo me non piacerebbe. E in quanto a plausibilità, anche qui… ce ne sono di cose un po’ strane!

 

· 77

Giancarlo Isola, Il molo

Non mi sembra neanche di essere stata in vacanza. Mentre, andando verso casa, percorrevo in bici i viali (con meno traffico, oggi, ma col solito smog), le solite strade, riflettevo su come non mi sembra neanche di essere stata via, tanto questa “vacanza” è stata breve e spezzettata (e passata per lo più forzatamente in casa a lavorare), così diversa dal solito! Pazienza. Ieri sera, anche se mi sentivo ancora un po’ debole, ho voluto – come da tradizione – fare un giro di saluto, camminando per i “miei” posti e salutandoli nel mio cuore. Ovviamente sono stata anche al porto, sul molo. Era buio, ma lo stesso s’intravedeva il mare, se ne sentiva il profumo. Ho guardato il muretto su cui ci siamo seduti la prima volta (dove tu eri “fuori controllo”, e lo ero anch’io) e la panchina su cui ci siamo seduti l’ultima volta. E ho pensato che d’ora in poi quel posto non è più legato a me nella mia inavvicinabile solitudine di sempre, ma a me e te. Mi sono commossa! È bello, vero? Ormai ne abbiamo tanti di posti “nostri”, ma quello è particolare. L’unica pecca è che non ho potuto accoglierti nella mia casetta, ma è stato bellissimo parlare con te, mangiare con te (battendo ogni record di lentezza masticatoria), e poi tutto il resto, per ore – ore davvero! Tu mi sei sembrato ancora più bello del solito, fra l’altro. Quando ti penso, la prima cosa che mi appare è il tuo sorriso, poi il tuo sguardo accogliente e spiritoso quando mi sorridi. A volte penso a quanto mi dai, in tutti i campi. Sei così generoso di te stesso, spero di meritarmelo davvero e di riuscire a darti anch’io quanto più riesco. Ormai per me sei un punto di riferimento stabile, ti ascolto sempre con attenzione e non sai quante volte, di fronte a certe situazioni o pensieri, mi tornano in mente cose che mi hai detto e che mi aiutano a ragionare.