Via col vento (in poppa)

Non ho ancora capito per quale ragione la sigla di Porta a Porta è tratta dalla colonna sonora di Via col vento.
Se mai qualcuno l’ha spiegato, m’è evidentemente sfuggito.

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NOTTATACCIA

Una nottataccia. Continui risvegli, inspiegabili coi comuni inconvenienti che possono causarli (stomaco pieno e digestione lenta, oppure stomaco troppo vuoto, o pigiama pesante che fa sudare). I tentativi di riprendere sonno avevano successo solo per poco, finché la coscienza confusa riprendeva il sopravvento. Poi, nel cuore della notte, quell’orribile incubo.
Ho fabbricato con la creta una specie di mostro, un rettile simile a un basilisco, che appena prende forma si anima e si mette a camminarmi intorno, come a tendermi un agguato. Per sfuggire a quell’iguana grottesca devo muovermi di qua e di là, devo schivarla, senza troppe difficoltà perché cammina lenta; ma compare una ragazza brasiliana dall’aspetto malvagio che si dichiara autrice di un malocchio ai miei danni. Questo mi terrorizza: la vera paura è che mi abbiano fatto un rito vudù (voodoo, come leggevo da ragazzo sugli albi di Tex), così glielo chiedo: “Avete fatto un rito vudù?”. La sua faccia si fa ancor più scura, così insisto: “Avete fatto un rito vudù??” La sua espressione, i suoi gesti confermano: sì, hanno dovuto farlo, visto che mi odiano. Maledette. Maledette brasiliane, hanno animato il mostro che mi gira intorno per uccidermi e succhiarmi l’anima. Con quei volti grossi e bombati potrebbero essere uomini che son mutati, come quelli della recente orgia mediatica in tv: ricordate le varie Brenda, Michelle, Corinne e via dicendo? Quelle che riempivano lo schermo ma non rassicuravano affatto, che si definivano psicologhe e carine e speciali? Hanno tentato di farmi fuori con un rito vudù, ‘ste stronze, questi palloni gonfiati dalla faccia strana (Bruno Vespa non si vedeva, ma forse c’era lui a guidare il basilisco). Soffiava, il mostro, soffiava e non mi mollava: era bianco-grigio, il colore della creta con cui l’avevo modellato, e ogni tanto s’ammaccava sbattendo negli spigoli, ma non si fermava. Perché tanto odio, maledette? Solo perché il 21 novembre ho scritto questo? Be’, non me lo rimangio di certo. Anzi, rivendico il diritto di dire che non mi piacete e che non mi sembra il caso di stendervi i tappeti rossi per invitarvi nei salotti. Per fortuna l’orgia mediatica è passata per lasciare il posto ad altre efferatezze, altrimenti sarebbe passato il concetto che siamo tutti responsabili per la vostra emarginazione e le vostre sofferenze. I riti vudù, quindi, teneteveli per voi e per i vostri amici.

  • P.S.: Oggi si è stabilito — una volta per tutte — che Silvio Berlusconi è il Diavolo. Lo sospettavamo da un po’, a dire il vero, ed era ora che lo si dichiarasse a chiare lettere. Ci voleva la spregiudicatezza di un guastatore come Antonio Di Pietro per abbattere il muro del politically correct tipicamente di sinistra: quella vecchia ipocrisia vetrificata per cui certe cose si pensano ma non si possono dire.

DECLINO ?

auditel1Poffarbacco. Una notizia Reuters fresca fresca dice che la puntata speciale di Porta a porta di ieri si è attestata al 13,48% dello share (con un ascolto medio di 3,219 milioni), quindi al di sotto della fiction L’onore e il rispetto trasmessa su Canale 5, che ha ottenuto uno share del 22,59% (con un ascolto medio di 5,757 milioni).
Significa che a seguire la fiction son stati quasi il doppio di quelli che hanno assistito all’esibizione del premier. Non solo: quasi lo stesso numero di spettatori che ha seguito Vespa (3,105 milioni con uno share dell’11,82%) ha preferito guardare le avventure dell’ispettore Coliandro su Raidue, e un gruppo ugualmente numeroso (3,117 milioni con l’11,91%) il film Dirty dancing col povero Patrick Swayze su Italia1.
Gli altri ascolti: su RaiTre il film La caduta ha avuto il 9,69% (2,377 milioni); su Rete4 il film Selvaggi il 6,10% (1,594 milioni); su La7 il film The district ha registrato il 2,75% (763 mila spettatori).
Il premier, dunque, non ha portato fortuna all’esordio di Porta a porta: la scorsa stagione, quando andava in prima serata, la trasmissione aveva ascolti con una media del 18,3% di share (un terzo in più di ieri sera).  Che sia fondata la “teoria del declino“?  Oppure: ma ieri sera che razza di evento era?

LA PUNTATA IMPERIALE

vespaberlusca

Dunque, “la puntata imperiale dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi” (citando dall’articolo di Nazione indiana) si è svolta secondo le previsioni. L’ho guardata stimolato dalle polemiche politiche e di libertà degli ultimi giorni, altrimenti l’avrei ignorata come al solito — Raiuno in primis, ma anche la televisione nel suo complesso, salvo qualche eccezione indotta dalla noia o dalla disattenzione verso il mondo (nel senso che, quando sento un disinteresse verso il mondo, potrei anche trovarmi inopinatamente davanti allo schermo, portato dalla risacca). Ma in fondo un po’ di tv la guardo, ad esempio quando mi preparo la cena e mi siedo al desco a riempirmi la pancia.
Dunque, Berlusconi ha fatto il suo classico show, mentre Vespa tentava di accennare — per esigenze di scena — qualche alzata di testa e osservazione pseudo-critica, ovviamente fiacca come la recitazione nelle fiction meno riuscite. In particolare Piero Sansonetti, della cui inopportuna partecipazione tanto s’è discusso, ha pesato molto poco come fattore del mix, complice anche la sua fede calcistica (avete capito bene), che coincide con quella del premier: non ha mancato di sottolinearlo Bruno Vespa, ed è bastato questo per inficiare in buona parte (so che sembra incredibile, ma a volte basta poco per indebolire un fattore oppositivo) il portato delle sue posizioni, ovvero il suo stesso esserci. La comunanza di fede calcistica, messa astutamente sul piatto da Vespa, secondo me ha stemperato agli occhi del telespettatore la sua contrapposizione di partenza, depotenziandola e addirittura autorizzando l’idea di cameratesche pacche sulle spalle, per quanto immaginarie. A volte l’immaginazione è tutto, e il nostro premier è un grande ipnotizzatore, al punto che ha finito per ipnotizzare anche me — almeno fino a quando mi son alzato da tavola con lo stomaco strapieno e una digestione tutta da affrontare.