Quattro anni fa

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L’arresto di Claudio Scajola mi fa tornare in mente le mie osservazioni di quattro anni fa, quando venne a galla l’affare (a sua insaputa) dell’appartamento vista Colosseo:

 


“Non mi lascio intimidire”, dunque.
Ma il problema è che quando i media ti addentano — specie in un momento così delicato (scontro all’ultimo sangue nel Pdl) e per una questione così rilevante (quasi un milione di euro occultati al fisco, anche se l’episodio riflette una pratica diffusa, quella di non dichiarare le cifre intere nelle compravendite immobiliari) — non è facile liberarsi senza danni. Come minimo bisogna mettere in conto pantaloni sdruciti e lesioni profonde alle chiappe.

https://ferrucci.wordpress.com/2010/05/01/non-lasciarsi-intimidire

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Attività produttive 2

Riprendendo quanto avevo scritto il 1° giugno (quasi due mesi fa), ribadisco: con tutti i guai che si sono scatenati ultimamente — i più recenti sono l’avventura dell’ex-ministro Aldo Brancher e la sua condanna in primo grado a due anni di reclusione, nonché le ipotesi di reato a carico dei coordinatori del Pdl Nicola Cosentino (dimessosi da sottosegretario) e Denis Verdini (dimessosi dalla presidenza della sua banca, immediatamente commissariata dal ministro dell’Economia per gravi irregolarità) — continua a passare in secondo piano il fatto che non abbiamo ancora un ministro delle Attività produttive, ovvero dell’Industria, e che non si sa a chi si avrà il coraggio di assegnarlo, vista la questione — quantomeno epocale — che sta ponendo la nuova politica industriale della Fiat.

Attività produttive

Con tutti i guai che si sono scatenati ultimamente — dalla falla petrolifera nel golfo del Messico alla crisi finanziaria europea fino all’ultimo assalto militare israeliano alle navi pacifiste — è passato in secondo piano il fatto che non abbiamo ancora un ministro delle Attività produttive, ovvero dell’Industria, e che non si sa chi avrà il coraggio di ricoprire quel ruolo. Come alle elezioni per la regione Lazio, dove nessun esponente del Pd ebbe il fegato di candidarsi come successore dello scandaloso Marrazzo, ora il posto di Ministro dell’Industria sembra scottare. E Silvio Berlusconi sembra confermare la sua ossessione per la “gnocca”, visto che sta tentando di metterci alla guida una bella donna: prima ha platealmente offerto il ministero alla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e dopo il rifiuto di questa l’ha proposto alla ancor più bella Luisa Todini, capitana d’industria nel ramo delle costruzioni. Ma anche quest’ultima ha abbozzato, e sembra non aver nessuna voglia di concedersi.
La ragione principale di questi rifiuti sembra evidente: è impensabile che due capitane d’industria, padrone assolute nel proprio ramo, vadano a fare le signorine signorsì alla corte dell’Imperatore, per dar lustro alla sua immagine. In più, vediamo che questa immagine — insieme a quella dell’intero Governo — si sta deteriorando sempre più, e questo certamente non aiuta.

VISTA COLOSSEO

http://www.repubblica.it


L’avevo detto io: quando i media ti addentano su una questione così delicata, con evidenze e testimoni così difficili da smentire, le ferite (alle chiappe) si fanno tanto profonde che si deve abbandonare la poltrona. Era solo questione di giorni, lo sapevamo.
Va da sé che, secondo la tradizione popolare (quella che dice “Non c’è due senza tre”), se Claudio Scajola dovesse essere ingaggiato nuovamente in un futuro governo, non avrebbe scampo.

NON LASCIARSI INTIMIDIRE

Claudio Scajola
http://www.repubblica.it


“Non mi lascio intimidire”, dunque.
Ma il problema è che quando i media ti addentano — specie in un momento così delicato (scontro all’ultimo sangue nel Pdl) e per una questione così rilevante (quasi un milione di euro occultati al fisco, anche se l’episodio riflette una pratica diffusa, quella di non dichiarare le cifre intere nelle compravendite immobiliari) — non è facile liberarsi senza danni. Come minimo bisogna mettere in conto pantaloni sdruciti e lesioni profonde alle chiappe.

 

IPSE DIXIT

Dubai ha superato la crisi, crescerà del 5% nel 2010 ed ora guarda con simpatia all’Italia e con ammirazione ai nostri prodotti.

Dichiarazione di Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, il 24 novembre, due giorni prima del tracollo di Dubai World.

FIAT 2 – La vendetta

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Il titolo Fiat continua a salire impunemente, senza che mi decida a salire sul carro. Gli arrivano nuove spinte, che passano attraverso il salone dell’auto di Francoforte.
Prima inizia le danze il ministro Claudio Scajola, che afferma:  “valuteremo di concerto con gli altri Stati Ue quella che oggi è una cosa auspicata e auspicabile, di proseguire con gli incentivi nel settore auto”. E’ ovvio che se gli incentivi per l’acquisto delle auto venissero meno, il settore tornerebbe a sprofondare: è questa la spada di Damocle temuta dagli investitori. Secondo un analista interpellato a caldo, “le parole del ministro sono ovviamente un buon segnale, anche se il mercato dava già per scontato il rinnovo degli incentivi e dunque il titolo Fiat, già ampiamente positivo, non ha reagito”.
Ma a un certo punto l’azione parte in su, superando la barriera dei 9 euro e segnando il nuovo massimo dell’anno a 9,01. A spingerlo son state le parole di Sergio Marchionne al Salone dell’auto: il gruppo raggiungerà l’obiettivo di 5 milioni e mezzo-6 milioni di auto vendute solo (visto che la partita Opel è chiusa) grazie all’apporto di Chrysler, il cui piano industriale sarà presentato a novembre. E poi, il 2010 non sarà così duro come quest’anno, sempre che vengano rinnovati gli incentivi. Il messaggio di Marchionne al governo è chiaro: senza il rinnovo degli incentivi alla rottamazione, l’impatto sarebbe “disastroso”. E il titolo corre. E io non mi decido a saltare sul carro: quanto durerà questa salita? E se salto e la salita si ferma o — peggio — si trasforma in discesa? E qui capisco l’unica strada che mi resta per non farmi fregare da questi tamarri: attendere il titolo al varco, cogliere il momento in cui non avrà più fiato per continuare la salita e sarà costretto ad arretrare, ed entrare al ribasso. Continua a leggere “FIAT 2 – La vendetta”