Qualcosa accadrà (3)

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Con le dimissioni di Pierluigi Bersani e Rosi Bindi dai loro ruoli, dopo il pasticciaccio della mancata formazione di un governo e delle fallite candidature alla presidenza della Repubblica, è chiaro che nella sfera politica qualcosa deve accadere. Ed era ora.
A questo punto, sono anch’io in attesa che qualcosa accada: un cambiamento sostanziale — e sostanzioso — di ciò che son stati i miei ultimi anni. Sono in attesa perché da un po’ vedo segnali che vanno in quella direzione, e lo spirito sta riprendendo respiro. A proposito di respiro: devo re-imparare a respirare, perché nel tempo la tensione mi ha portato a sincopare i respiri, a fermarli e a non completarli. Un po’ di ginnastica, anche lieve, mi aiuterebbe a riprenderne il ritmo fisiologico.

 

miei Prodi

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courtesy Daw Blog

Ho proposto, insieme a Renzi e a tanti altri, che il candidato alla quarta fosse Romano Prodi, perché credevo che sarebbe stato un ottimo Presidente della Repubblica e che avrebbe potuto trovare i voti del Pd, quelli di Monti (trovo incredibile che Monti non abbia votato Prodi, o forse no) e aprire un dialogo con il M5S sul futuro di questa legislatura. Ho parlato con decine di deputati del M5S per spiegare loro che ci avrebbe consentito di fare le cose che in queste pagine abbiamo sempre scritto, ma non c’è stato verso, perché loro avevano Rodotà. Inutile ragionare. Nemmeno del fatto che l’elezione di Prodi avrebbe potuto spostare l’attenzione dall’asse Pd-Pdl a quello del Pd-M5S, che era il vero obiettivo. Mi hanno detto che è vecchia politica. Infatti sarà eletto un presidente che non è Prodi, e nemmeno Rodotà. All’insegna della coerenza, chiaramente.

Non abbiamo ‘abbandonato’ Rodotà, come scrivono molti commentatori che la sanno lunga: abbiamo solo cercato di mantenere uno schema non inciucista (per capirci) che avesse anche i voti. E Prodi era la persona giusta, credevamo, per tenere insieme questi due principi.

Ora, molti chiedono: “perché non Rodotà?”. E si incazzano anche con me, che Rodotà l’ho pure votato. Tre volte. La risposta la trovate qui sotto: Rodotà non ha i voti, in quell’aula. Se il Pd non ha votato Prodi, è un po’ difficile immaginare che voti Rodotà. Perché c’è una parte del Pd che non guarda al M5S ma a destra. Spero sia chiaro a tutti. Ed è questo il vero problema.

leggi tutto:
http://www.ciwati.it/2013/04/20/perche-non-rodota

 

Liberarsi

Non so perché, ma ho l’impressione che il tema prioritario degli ultimi giorni sia diventato questo. Pare che per nessun Presidente del Consiglio dei Ministri, nell’era repubblicana, si sia posta la questione in maniera tanto radicale; e fa impressione vedere quanto sia stato breve il passo dall’assoluta priorità della legge sulle incercettazioni (cosiddetta legge-bavaglio) all’assoluta priorità della cacciata del Premier (con la legge sulle intercettazioni rimessa nel cassetto). Davvero stupefacente.