Writing 76

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Comincio a pensare che incarni un approdo. Un punto in cui si arriva seguendo il richiamo al senso naturale. Un punto dove il conforto si fa palpabile, non più agognato e promesso, ma vero. E sperimentare il conforto, come sai esprimerlo e trasmetterlo tu, permette d’avviare una rigenerazione. Non più il peso di quel che è stato, che ero diventato, che non volevo aver fatto. Queste cose – così pesanti, condizionanti – ora si sono velate, per essere dismesse e trasferite altrove. Fantasmi che si possono guardare dall’esterno, per riconoscerne le forme e farne un consuntivo. Ed è un vivere diverso.

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Writing 75

Dev’essere la mia continua ricerca di senso, questa invincibile resistenza al mollare del tutto. Continuo a trovare le cose, a osservarle, a pensarle, e le mostro, immaginando di condividerle con te. Di guardarle insieme, di parlarne, di rifletterci. E quando ti vedo in qualsiasi modo, anche per frammenti, provo un’emozione grande, perché hai tutta la bellezza che un essere umano può possedere. Hai creato un insieme formidabile, con l’impegno, la profondità, la determinazione, la chiarezza degli intenti. Oltre a essere integrale e delicata, sei forte e attenta, ineguagliabile, capace di costruire e di far luce. Per questo m’impressioni tanto. A volte sembra che il cuore prema per venire a te, e quando ti sento, anche nell’aria, sorrido sempre. Perché mi vedo vivo, avverto la mia forza, che mi fa qualcosa d’importante. Sentire il tuo sguardo mi porta avanti, mi dà senso. E mi dà vigore, perché il tuo sguardo, il tuo sorriso sono risananti e preziosi. Con la tua presenza mi dai cose che non avrei immaginato, per questo stento a definire ciò che provo: è un insieme profondo, che mi prende intero. Qualcosa di naturale, come naturale sei tu.


Writing 74

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A volte penso a come ho riconosciuto subito il tuo talento di vita, un talento così netto e chiaro da definire tutto il tuo insieme di bellezza. Un talento che si legge anche nella luce degli occhi, nel disegno del viso, nell’immediatezza del sorriso. Che quando si apre lo fa in modo diretto, spontaneo, coinvolgendo tutto il tuo essere. Perché sei delicata e forte, sei completa ma sempre in formazione, questa la cosa stupefacente.

Writing 73

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La tua forza è nella trasparenza dello sguardo e del linguaggio. Negli occhi che splendono. Nelle cose che dici, univoche, chiare, propositive, e positive. Nell’osservazione, dove dai sempre una forma comprensibile alla realtà. Sai interpretare e leggere le cose, le sai sentire, e sai trasmettere ciò che senti con generosa leggerezza. Nella critica sai costruire. Sai essere per gli altri, e sai essere per te stessa senza incertezze. Sai rispettare tutto, perché il mondo ti rende consapevole con naturalezza, e ti fa parte del suo insieme. Sei profonda in ogni cosa, anche quando tratti idee e situazioni leggere, quando sorridi alle stranezze e non resisti all’umorismo. Tutto ti esce con facilità, perché dentro te ferve il lavoro sulla complessità, con vigore e rigore. Sai offrire te stessa, e sai prendere dalla realtà ciò che fa crescere. Sai essere, sai mantenere, sai osservare, sai consolare, sai proteggere. E sai amare. Chi ha il tuo amore ha tutto.

L’illusione della forza.

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Non c’è niente da risvegliare, se non l’illusione di chi crede di saper controllare la forza e inevitabilmente ne viene travolto. Tutti, nel poema, presumono di essere dalla parte del giusto e si ritengono legittimati a imporre il proprio volere. Ma l’esito è sempre diverso dalle attese, le conseguenze dolorose. Agamennone che crede di poter piegare Achille e assiste alla rotta del suo esercito; Achille che, per umiliare Agamennone, causa la morte del suo più caro amico; Patroclo e Ettore che non si sanno fermare al momento giusto e pagano con la vita. La forza inebria chi crede di possederla, ma nessuno la possiede veramente. “Ares, la guerra, è imparziale, e uccide chi ha ucciso”. Vincitori e vinti si assomigliano. La forza è un’illusione.

È una vicenda nota, che si ripeterà continuamente nella storia umana. Omero la canta con infinita pietà e partecipazione. Fa bene, perché questi eroi sempre eccessivi – che mangiano come cinghiali, uccidono spietatamente, piangono come fontane, litigano come bambini, dominano su eserciti immensi – sono come noi: come noi affrontano situazioni difficili, si preoccupano per i propri cari, s’indignano per le ingiustizie. Greci o Troiani, sono uomini che combattono: a volte vincono e a volte perdono, inseguendo le loro passioni, esposti alle contraddizioni dell’esistenza. Sbagliano perché vivono.

Mauro Bonazzi, su la Lettura #215, pagg. 2-3

morfologia

 

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Guardare l’esterno, la morfologia, gli alberi, le colline, un torrente, il mare. E naturalmente il cielo, e poi le parti di me. Pensare al fuori da me, all’alterità del mondo. Fare qualcosa, senza fermarsi, e guardare l’alterità, attribuendole le proprie proiezioni, spargendovele senza paura, per poi guardarne l’effetto.

Writing 71

 

Resta da capire dove nasce l’enorme tenerezza che provo, e come nasce, e perché. Anche per il pensiero di te, per il senso, l’immagine. Una tenerezza così grande e spontanea, così immediata, così rasserenante, forte: qualcosa che ho provato in tempi che non ricordo. Qualcosa di costitutivo, di formante, qualcosa che somiglia a un’iniziazione. Penso che un sentimento così completo, così intero, andrebbe esaminato per estrarne la natura, e farne campione. Ma analizzare una cosa così pura, che nasce direttamente dalla psiche, che emerge dall’insieme integrale dell’interiorità, non sarebbe possibile. Forse nemmeno sensato. Perché il solo pensiero si dissolve appena sorge, perché è l’umanità che si muove, che cerca, che si esprime, che reagisce. È ciò che tutti abbiamo dentro, il bisogno e la necessità, è l’inclinazione a esistere che porta a questo, penso. Dev’essere questo. Tu che compari, con la tua pienezza, e io che improvvisamente voglio esistere.


Writing 70

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Grazie a te ho intrapreso quello che non riuscivo ad affrontare. Guardandoti, osservandoti, sono riemerse le forze della consapevolezza, che sembravano sparite sotto la superficie. Le pensavo dissolte, invece non lo erano. I miei richiami non servivano, fino a quando sono risorte da sole, come suscitate dalla tua presenza, dal tuo esempio, dal tuo modo di vivere, dunque di esprimere cosa significa essere nel mondo. Perché sei sempre alla ricerca di significati, di relazioni, di connessioni: la curiosità e il bisogno di conoscere ti guidano, e nella ricerca esprimi la tua tensione al bello e al bene, all’umano. Una tensione pura. E l’affetto e l’amore ti sono connaturati, sono costitutivi di ciò che fai. Allora penso a chi sostiene che la vita e l’umanità, con i complessi meccanismi naturali che le governano, tendono al Bene. Che ogni malfunzionamento, malformazione, ogni malvagità che si verificano non sono che deviazioni da questa linea di continuo accrescimento dell’essere, che partendo dalle origini si realizza con l’incessante energia che muove tutto. E tu tendi al Bene, sei pura, vuoi sempre esprimere l’umanità nel senso migliore. Questo l’ho sentito subito, appena ti ho vista.

Writing 69

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Ciò che esprimi è un’umanità piena. È una delle tue capacità naturali. Sai tratteggiare il vero e sai rappresentarlo con la felicità che t’appartiene, con l’attenzione, l’apertura, lo sguardo, la sobrietà del giudizio e il sorriso che affiora, sempre. E con la bellezza dello scegliere e del fare. Quando ti ho vista, e ti ho sentita, ho sentito anche me: perché hai saputo guardarmi e vedere, senza difficoltà. Hai saputo trasmettermi il tuo invito a essere. Forse è stato per il mio grande bisogno di aprirmi, di trovare una ragione, un bisogno che esiste ancora. E trovare te, un’umanità che sa vedere, che sa fondersi con le cose intorno senza condizionamenti, che sa essere, mi ha ricreato direttamente, senza passaggi intermedi. Sentire se stessi è una cosa così profonda e speciale che non la ricordavo: non so in che epoca posso averla vissuta, forse in quella dell’innocenza. E tu sei un dono che riassume tutto.