Writing 71

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Saul Leiter, Johanna, 1947

Resta da capire dove nasce l’enorme tenerezza che provo, e come nasce, e perché. Anche per il pensiero di te, per il senso, l’immagine. Una tenerezza così grande e spontanea, così immediata, così rasserenante, forte: qualcosa che ho provato in tempi che non ricordo. Qualcosa di costitutivo, di formante, qualcosa che somiglia a un’iniziazione. Penso che un sentimento così completo, così intero, andrebbe esaminato per estrarne la natura, e farne campione. Ma analizzare una cosa così pura, che nasce direttamente dalla psiche, che emerge dall’insieme integrale dell’interiorità, non sarebbe possibile. Forse nemmeno sensato. Perché il solo pensiero si dissolve appena sorge, perché è l’umanità che si muove, che cerca, che si esprime, che reagisce. È ciò che tutti abbiamo dentro, il bisogno e la necessità, è l’inclinazione a esistere che porta a questo, penso. Dev’essere questo. Tu che compari, con la tua pienezza, e io che improvvisamente voglio esistere.

 

Writing 70

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Grazie a te ho intrapreso quello che non riuscivo ad affrontare. Guardandoti, osservandoti, sono riemerse le forze della consapevolezza, che sembravano sparite sotto la superficie. Le pensavo dissolte, invece non lo erano. I miei richiami non servivano, fino a quando sono risorte da sole, come suscitate dalla tua presenza, dal tuo esempio, dal tuo modo di vivere, dunque di esprimere cosa significa essere nel mondo. Perché sei sempre alla ricerca di significati, di relazioni, di connessioni: la curiosità e il bisogno di conoscere ti guidano, e nella ricerca esprimi la tua tensione al bello e al bene, all’umano. Una tensione pura. E l’affetto e l’amore ti sono connaturati, sono costitutivi di ciò che fai. Allora penso a chi sostiene che la vita e l’umanità, con i complessi meccanismi naturali che le governano, tendono al Bene. Che ogni malfunzionamento, malformazione, ogni malvagità che si verificano non sono che deviazioni da questa linea di continuo accrescimento dell’essere, che partendo dalle origini si realizza con l’incessante energia che muove tutto. E tu tendi al Bene, sei pura, vuoi sempre esprimere l’umanità nel senso migliore. Questo l’ho sentito subito, appena ti ho vista.

Writing 69

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Ciò che esprimi è un’umanità piena. È una delle tue capacità naturali. Sai tratteggiare il vero e sai rappresentarlo con la felicità che t’appartiene, con l’attenzione, l’apertura, lo sguardo, la sobrietà del giudizio e il sorriso che affiora, sempre. E con la bellezza dello scegliere e del fare. Quando ti ho vista, e ti ho sentita, ho sentito anche me: perché hai saputo guardarmi e vedere, senza difficoltà. Hai saputo trasmettermi il tuo invito a essere. Forse è stato per il mio grande bisogno di aprirmi, di trovare una ragione, un bisogno che esiste ancora. E trovare te, un’umanità che sa vedere, che sa fondersi con le cose intorno senza condizionamenti, che sa essere, mi ha ricreato direttamente, senza passaggi intermedi. Sentire se stessi è una cosa così profonda e speciale che non la ricordavo: non so in che epoca posso averla vissuta, forse in quella dell’innocenza. E tu sei un dono che riassume tutto.

Writing 68

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Sei una persona, una figura, una presenza, un’idea, una immagine bellissime, incomparabili. E indimenticabili in senso assoluto, perché niente e nessuno aveva lasciato questi segni. In te vedo anche la libertà: la libertà di pensiero e la coerenza intellettuale, e l’onestà. Perché sai integrare la libertà concessa all’essere umano con la vita e con il mondo, sai mescolarla con la spontaneità del fare. Sei un esempio stupendo. Con te sono tornato a sentire cos’è l’impegno, una cosa che avevo dimenticato. Saper guardare la realtà, saperla vivere, saperla leggere senza condizionamenti, con la forza della coscienza attenta, generosa, capace di dedicarsi. E poter riscoprire quell’autenticità che molti hanno dimenticato. Anche nel restituire il reale, nel dare forma alle cose, nel trovare l’equilibrio dello sguardo.

Writing 67

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Il tuo valore si vede anche da qui. Come la realtà fisica non mente mai — la terra è terra, l’albero è albero, la pietra è pietra —, così tu sei legata al reale e ne riprendi l’autenticità, perché sai leggere il presente senza mentire, senza farti condizionare da ciò che può mettere in crisi la tua visione del mondo. Sai vegliare, ami essere attenta e coltivare l’autenticità dei pensieri, pronta a cogliere e a seguire ciò che è del mondo. Senza adottare categorie improprie o autoinganni consolatori. Sai leggere la contemporaneità e seguirne il senso, senza farti fermare, dunque sai essere. È anche questa — soprattutto questa — la bellezza, ed è anche lo splendore del tuo sguardo maturo, sempre fedele alla coscienza, a renderti bellissima.

Writing 66

 

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Anche la dolcezza dello sguardo e la morbidezza del sorriso ti rendono bellissima. Gli occhi sono comprensivi, accoglienti, vedono il bene. La bocca ha una piega dolce, esprime una benevolenza che riposa ed è sempre presente, non viene mai a mancare, anche quando ti trovi in situazione controversa o di contrapposizione, come un fatto costitutivo che ti rende forte e speciale, unica. E il tuo modo di sorridere piegando la bocca ti dona un plus aggraziante, che con lo sguardo profondo e leggero crea un insieme formidabile, il più bello mai visto. Perché il tuo sguardo ha questo: è profondo, sa penetrare, è leggero, sa trasmettere la levità dell’apertura e della benevolenza, della saggia comprensione. Vedere tutte queste cose, di cui ogni giorno scopro qualche altra ricchezza, vederle tutte insieme così in armonia, e anche se ogni personalità ha le sue dissonanze la tua armonia resta l’impostazione di fondo, vederle manifestarsi con la leggerezza che hai e che sai trasmettere, vedere tutto questo, tutto insieme, è davvero un’esperienza unica, mai fatta, bellissima, arricchente, ricostruttiva, meravigliosa.

Writing 65

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Non solo mi hai insegnato, hai fatto di più: sei qualcosa che fatico a definire in poche parole, ci vorrebbe un intero libro. Le sfaccettature del tuo essere, della tua personalità, sono molte, sei complessa, ricchissima, profonda, sei molte cose, hai molti significati, ispiri moltissimo, sotto tanti aspetti. Dunque, altro che insegnante: quello è solo un aspetto, importante, perché anche i tuoi doni alla mia interiorità sono come insegnamenti. Cose che restano, che segnano la vita. C’è un prima e c’è un dopo, come ti dissi, come se tu avessi fatto ingresso dandomi luce, significato, dandomi chiarezza su molte, moltissime cose. Mi hai salvato da un buio che si stava consolidando. Mi hai dato un esempio e mi hai fatto vedere. Mi hai sorriso e mi hai dato attenzione. Mi hai tirato fuori guardandomi e parlandomi, come se m’avessi tirato fuori da quel buio con le tue mani eleganti. So che la bellezza, il modo di percepirla, è un fatto personale. Ma ci sono aspetti, strutture della bellezza, che sono quelle, che sottostanno a un insieme apparente e lo permeano e lo caratterizzano e lo formano in modo decisivo. E che quindi escono dall’insieme, si mostrano con chiarezza. E con splendore. Tu splendi, è così. La tua bellezza è grande, grandissima. Perché sei grande tu, sei meravigliosa. Grazie a Dio è proprio così: non una mia invenzione, ma una stupenda realtà.

Writing 60

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La forza che hai sempre avuto, la trasparenza nel guardare e nel decidere, la chiarezza degli intenti e dell’agire, la generosità con cui hai affrontato il tuo percorso ti rendono un esempio prezioso e enorme. Con te la mia fragilità non sarebbe stata, sarebbe bastata la mia ossatura esile e forte a rendermi solido e responsabile. Operare con te, condividere scelte e azioni, costruire un percorso comune, anche senza la possibilità di amarti, mi avrebbe formato e consolidato come nessuno è riuscito. Purtroppo, il mio galleggiare in una  medietà senza rimedio non m’ha permesso di costruirmi appieno, e ancora fatico a maneggiare la complessità del reale, quell’intrico di relazioni che unisce ogni cosa. Forse si spiega così la mia contemplazione meravigliata di ciò che sei, di come ti manifesti, di cosa crei, di come affronti ogni situazione col talento dell’immediatezza. Anche il modo in cui sorridi, in cui ti apri al mondo e ne restituisci la lettura, mi lascia stupefatto.