· 63


Be’, riguardo
al leggere, come dici tu, è questione di abitudine ed esercizio (quasi una “deformazione professionale”). Infatti tu sei capace di concentrarti sull’analisi di dati e problemi perché sei abituato così dal lavoro. Esercitandoti puoi imparare a concentrarti di più anche sui libri. Che poi non è mica così fondamentale leggere tanto. Basta leggere abbastanza, o quel che serve o che piace, insomma, a seconda delle proprie esigenze…
Riguardo a quel che hai detto stamattina ho poi anche pensato che è normale che tu ti senta “fuori ruolo”, perché un po’ lo sei: fino a poco tempo fa lavoravi come un matto ed eri concentratissimo su quello; adesso che ti sei un po’ allontanato e hai più tempo libero è normale che ti senta un po’ spaesato. Già succede a tutti gli uomini; tu, poi, sei anche particolarmente sensibile (per fortuna), quindi è normalissimo che provi smarrimento anche per questo motivo. Certo, so bene che non dipende solo da questo ma da tutta la storia e i problemi e insicurezze che hai alle spalle; ma un pochino può dipendere anche da questo ed è normale.
Sai che oggi avevo tutta la faccia verde? Facevo troppo ridere! Sembravo un mostro delle riviste pulp americane degli anni ’50! Invece era una “maschera di bellezza” alla menta piperita che l’Irene mi ha dato. Aveva un profumo buonissimo di menta, però sono uguale a prima (dopo averla tolta)… soltanto più allegra.


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Dopo quella parentesi di smarrimento mi sono risistemato. Tu mi aiuti molto: la tua presenza, la tua attenzione per me sono una cura molto efficace. È come se vegliassi su di me, e questo mi fa sentire accudito e protetto.
La spiegazione sulle tue abitudini di lettura è molto chiara: ho capito che hai una capacità di concentrazione sui testi elevatissima, cosa che io non posseggo perché non l’ho coltivata abbastanza. Non ho avuto buoni maestri, o forse non ne ho avuti affatto. Buona parte della gioventù l’ha passata sulla strada, buttando tempo e talenti, quasi ignorando il mondo vero. Poi, col tempo ho sviluppato una capacità di concentrazione soprattutto sui problemi, sui dati e sui ragionamenti, per via delle esperienze lavorative e di sopravvivenza. Ora mi piacerebbe imparare a divorare i libri come fai tu, senza distrarmi e senza perdermi. Quanti ne leggerei… E invece sono così indietro! Ma voglio imparare: nella letteratura c’è la salvezza, dicono. Anch’io, quando ho a che fare con testi noiosi imposti da qualche ricerca, tendo a fare una lettura veloce, che procede “in diagonale” come dici tu, o in qualche altro modo che non so dire. E lì mi distraggo più spesso, naturalmente: la mia testa vola dappertutto, basta il più piccolo stimolo. Voglio imparare da te, perché sei una studentessa modello. E sei anche un modello di vita, per chi riesce a essere alla tua altezza.


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Sì, immaginavo
che conoscessi Woolrich! Io l’ho scoperto grazie a Xanadù; nella bibliografia per i ragazzi c’è “L’angelo nero”, che ha avuto successo (terzo in classifica). L’ho letto e mi è piaciuto. Così mi sono incuriosita, ho cominciato a leggere ieri sera “La donna fantasma” ed eccomi qui irretita. Ieri ho anche letto un suo racconto. Di solito non sono molto attratta dal genere noir perché non mi piacciono le storie di “uomini duri” e poi spesso lì le donne sono solo “di contorno” o negative e così mi annoio. Invece sia ne “L’angelo nero” sia qui i protagonisti sono persone comuni, di cui vengono ben delineati i sentimenti e i pensieri; poi le donne sono delle presenze “vere” e c’è anche l’amore. Poi c’è una scena terribile con dei poliziotti in cui subito ho pensato a te e alla tua avversione per i poliziotti e lì infatti ci sono delle situazioni che non ho capito bene e che ti dirò, così mi spiegherai, dato che tu sei più esperto.
Come leggo: be’, per es. questo è un libro di 210 pagine; ho iniziato a leggerlo ieri sera dopo cena (avrò letto per due ore) poi ho ripreso a leggerlo altre due ore stamattina e un’ora il pomeriggio (nelle altre ore ho studiato/letto altri libri) e prima di andare a letto leggerò ancora, conto di finirlo se non stanotte domani mattina. E contemporaneamente porto avanti le altre letture obbligatorie (sempre dedicando un po’ di ore all’una e all’altra in un meccanismo in cui tutto finisce in qualche modo per incastrarsi). Ma diciamo che le letture appassionate (cioè non obbligatorie ma di puro piacere) tendono da un lato a essere lette in meno tempo, perché appunto mi entusiasmano, ma amche a distrarmi (e ciò è negativo) da quelle obbligatorie. In questo però sono abbastanza tollerante con la mia passione e non la reprimo troppo; certo, sto attenta a evitare che la “forbice” si allarghi troppo; se mi accorgo che rischio di restare troppo indietro con le cose obbligatorie mi do un’assestata, dolorosa, però. L’ideale è quando dovere e piacere coincidono, e accade spesso (anche col lavoro, in fondo)!
Non uso tecniche particolari se non, quando il libro lo permette, una specie di “lettura veloce” in cui leggo tutto senza saltare niente ma al tempo stesso procedendo in diagonale, il che mi permette di cogliere più velocemente il senso del tutto senza soffermarmi troppo sulle singole parole o frasi. Ma questo lo faccio solo con le letture obbligatorie e brutte. Le letture piacevoli e interessanti me le godo per bene.
Sei stato più sereno, oggi, dopo il momento di smarrimento? Spero proprio di sì!


· 60


Ottima la
tua scelta: Cornell Woolrich (che firmò romanzi anche come William Irish) è uno dei più grandi scrittori di gialli, se non il più grande. Certo che lo conosco, ho diversi suoi libri. Scrisse anche “La sposa in nero” da cui venne tratto un film con Jeanne Moreau. Come ad altri, capitò anche a lui di perdere la voglia di scrivere e di vivere, proprio quand’era al culmine del successo (anche per la malattia e la morte della madre): si isolò e si mise a bere.
Ma dimmi come fai a leggere tutta quella roba! Io non ne sarei capace. In quanto tempo lo leggi un romanzo di Woolrich, ad esempio? Usi qualche tecnica? In quali parti della giornata ti dedichi a quelle letture voluttuarie? Dimmelo, ti prego, insegnami il segreto (devo assolutamente uscire dalla mia pigrizia!).


· 59


Prima sono
stata in garage a prendermi cura della mia bici bella (non la scassona che conosci tu), ma soprattutto tra ieri sera e oggi ho fatto una scoperta folgorante: Cornell Woolrich. Lo conosci? Ti piace? Be’, io sto provando quasi un innamoramento che mi sta portando all’insanità emotiva. Sto leggendo “La donna fantasma” e non riesco a staccarmi dalla pagina, trascurando la lettura dei libri che devo leggere per l’università… E’ più forte di me. Oggi ho preso in biblioteca qui sotto casa una pila di altri suoi volumoni e intendo divorarli tutti, piuttosto non dormo la notte o non mangio di giorno. È una situazione terribile perché c’è un innocente nel braccio della morte e un conto alla rovescia e purtroppo ho la sensazione che, nonostante sia venuto il suo amico dal Venezuela per aiutarlo, non ce la farà! E non posso neanche dare una sbirciatina verso il finale se no mi rovino la lettura… che angoscia!!! Ho l’adrenalina a mille! Speriamo in bene…

 

· 58


Tutte le
volte che mi scrivi di provare questo smarrimento, il mio unico impulso è lo stesso che dici tu… vorrei accarezzarti il viso mentre ti parlo e ti rassicuro… e mi sembra un’ingiustizia dovermene stare qui, lontana.
Lo provi ancora? Sai benissimo che è reale quanto ingiustificato. Non sei affatto inutile, guardati intorno e pensa quante persone allora dovrebbero sentirsi inutili, me compresa. E invece no! E non devi avere paura, di cos’hai paura? Devi stare tranquillo. Cerca di provare a lavorare, o al contrario prova a distrarti, fai qualcosa di riposante o divertente, leggi la mia lettera, gioca col tuo cane e senti quanta vita respira intorno a te e in te. Come puoi avere paura quando non sei solo? Sei parte come me e come tutti di un tutto che ci sostiene quando abbiamo paura o ci sentiamo fragili, dobbiamo solo ricordarcene sempre e riconoscerlo oltre le nostre paure. Forse ti sembrerà che questo sia un pensiero superficiale o ingenuo, e forse lo è, ma a me consola molto quando sono io a sentirmi smarrita. Anche solo guardare le colline, un torrente, o il mare quando sono in villeggiatura, o il cielo e poi me, il mio corpo e il mio spirito, che sono parte di tutto questo, mi rinfranca, non mi fa sentire più sola. A tutto questo, poi, ora si aggiunge il pensiero di te. Resta il fatto che la “cura” migliore, almeno temporaneamente, sarebbe quella che vorremmo entrambi: scacciare insieme quella brutta ombra che si è permessa di turbarti.


Il bunga bunga della domenica

Visto che i professori della scuola pubblica «inculcano valori diversi da quelli delle proprie famiglie, c’è bisogno di educare liberamente i propri figli e quindi di non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato». E poi, i gay non avranno mai matrimoni equiparati a quelli delle famiglie tradizionali, perché di famiglia ce n’è una sola, né il governo consentirà adozioni agli omosessuali e ai single. «I ragazzi che sono qui sono così belli e simpatici che li invito al bunga-bunga, che significa divertirsi, fare quattro salti, magari bere qualcosa ma senza nulla d’immorale…». «Berlusconi è entrato e si è seduto sul letto. Quella notte abbiamo parlato e parlato fino alle quattro di notte. Ha parlato di politica». «Prevediamo un ormai inevitabile esodo biblico di profughi dalla Libia, e il pericolo islamico è alle porte, non dimentichiamo che siamo sempre nel mirino di Al Qaeda». «Tesoro, devo dare un nome entro dieci minuti per questa markettina… vuoi farla tu?»