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de-chirico-2


Come faccio a leggere certe cose senza che mi si allarghi la bocca in un sorriso che non mi lascia più, neanche adesso che scrivo? Anch’io a volte penso a come sorrido quando sono con te, ed è un sorriso particolare, di beatitudine profonda, che mi esce così puro solo con te. Certo, sorrido spesso nelle mie giornate (soprattutto quando esco di casa e mi trovo tra la gente) ma un sorriso come quello mi viene solo con te, perché è tuo. Perché come sto bene e a mio agio e serena e felice come quando tu sei con me, non ci sto mai. Perché tu mi fai sempre sentire amata in un modo entusiasmante, e perché mi piaci, mi piace tutto di te, e mi piace come mi baci e come mi abbracci e come mi assapori e come mi accarezzi. E mi piace tanto accarezzarti e baciarti e sentire il tuo corpo, e sentire che ti piacciono le mie coccole. Come potrei non sorridere beatamente? Come ti ho detto, mi piace un sacco trovarmi fra la gente e pensare che tra noi c’è un legame così speciale e che sei l’unico che può conoscermi così bene. E sono felice che ci sia una buona intesa anche tra i nostri corpi, oltre che tra i nostri spiriti, perché così è tutto perfetto. Mi regali tante emozioni che non credevo di poter provare. E quella di questi giorni è una tristezza passeggera, che non lascerà alcun segno, non ti preoccupare. Anche perché sei sempre riuscito a farmi sentire la tua presenza.

 

appunti #0

MeyerDussackenOL

La massima di Stephen King — Scrivi di ciò che sai — è senz’altro azzeccata, lui non è l’unico a sostenerlo. E io sono d’accordo. Penso che farei esattamente questo: raccontare uno scenario, un ambiente, delle situazioni che siano moderne ma universali: non importa in che anno ci si trova. Ci saranno naturalmente i computers — come ci sono nella nostra vita — ma il protagonista vivrà in un villaggio di costa in cui i tempi sono ancora scanditi all’antica, dove ci sono i focolari e in cui si raccontano ancora le storie degli avi.
Penso che l’Inghilterra più autentica sia quella dei sixties-seventies, e che dopo di allora sia cambiata poco, se non nella megalopoli multietnica Londra, che però è un altro pianeta. Dunque scriverei con naturalezza e senza preoccupazioni, e penso che mi uscirebbe bene. Poi: ai lettori dovrebbero interessare l’Avventura e l’Azione, non specificamente l’accurata ricostruzione storica: quest’ultima sarà una struttura che regge il narrato, ma non potrà assumere troppo peso.
Una volta lessi un aneddoto su un produttore cinematografico di Hollywood: quando un regista o autore si metteva a raccontargli la storia di un progetto di film, con gli aspetti psicologici e di background ecc., lui esortava a venire al sodo: “Come to the chase”, diceva, “Vai all’inseguimento”, all’azione. La storia che vorrei è avventura, mistero, corsa, battaglia, amore, amicizia, valori. L’inquadramento storico dovrà essere accurato, ma quanto basta alla sua funzione di “nutrimento” di una storia complessa che in realtà è fuori del tempo, in quanto universale. Il messaggio universale è in grado di affascinare i lettori di tutto il mondo, come sappiamo. Gli stessi fantasmi che evoca King sono universali, e la serie della Torre Nera (che non conosco) suppongo stia fuori del tempo, ma sia dannatamente “dentro” tutto ciò che ci riguarda.

 

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Archivio personale N 2


Prima ho pensato al rapporto che ho con la scrittura. A volte ho letto di scrittori importanti che dicevano più o meno di “scrivere per sopravvivere”, cioè come esercizio vitale. Io, invece, passo molto tempo senza scrivere. Ma qui sto scrivendo parecchio, a dir la verità: ogni giorno mi dedico all’esercizio vitale di scriverti e di leggerti, e non riesco a immaginare un giorno in cui ciò non avvenga. Lo faccio per vivere, dunque, e finora siamo arrivati a riempire molte pagine. Non solo: come sai, non sono quasi mai riuscito a tenere un diario, mentre ora lo sto scrivendo attraverso il nostro carteggio. È un diario che vorrebbe recuperare gli anni di cui non son riuscito a lasciare traccia, e questo grazie a te, che m’hai contagiato con il tuo amore per la letteratura e per la testimonianza, e per le emozioni e la vita interiore e i moti dell’animo. Mi sa che tu mi stia facendo diventare scrittore sul serio, credo stia accadendo questo. Sto acquisendo quella dignità e quella maturità a cui anelavo, rendendomi conto di esserci ancora lontano. E tu mi ci stai portando per mano. Non solo mi stai ricostruendo: mi stai ri-creando.

 

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Se ci pensi, oggi sei più abile di ieri e meno di quanto lo sarai domani. Ogni giorno che passa è un guadagno per te, è un miglioramento, una rifinitura della tua personalità e delle tue abilità. Tu non le giudichi notevoli solo perché non ti fermi a rifletterci, e perché concentri il pensiero su ciò che hai “mancato” di fare. Ma se pensi con attenzione a ciò che “sei riuscita” a fare, malgrado tutte le difficoltà che ti opprimevano, capirai quanto sei brava. Anche nel tuo lavoro di adattamenti e scritture, hai una grande abilità: un’abilità che si vede e si sente. Pensaci bene, perché è importante. Anche solo parlando di cose che potrebbero essere banali, tu le rendi grandi e profonde, ottieni un’espressività che tocca dentro, e io me ne accorgo ogni volta. Se qualcuno non se ne accorge, non è un buon lettore e difetta di sensibilità. Tu sai usare le parole con semplicità e con grande efficacia, e sai emozionare, quindi sei brava, sei abile. Questo è un dato incontrovertibile, secondo me.