· 43


Adesso che hai trovato una “luce” ulteriore, devi solo riuscire a rilassarti e ad accettarlo. È davvero paradossale che spesso si faccia tanta fatica nell’accettare anche le cose belle; a volte la bellezza e la bontà che incontriamo ci fanno soffrire quanto il dolore e il male, se non siamo disposti ad accoglierle, se non ci sentiamo pronti. Ci fanno venire i sensi di colpa che conosci bene, i dubbi. È naturale questo, ma è un modo chiuso di vivere la vita, arrotolati su se stessi come ricci. Bisogna aprirsi, rilassarsi. Tutte cose che dico a me stessa e che non sempre riesco a praticare ma quando ci sono riuscita ho sempre capito che era la cosa più giusta e buona. Nella Bibbia c’è scritto che una persona buona e giusta non è quella che non pecca (o non sbaglia) mai, ma è quella che se pecca 7 volte, fa il bene 70 volte. Cioè non sta lì a pensare ai propri peccati ed errori, li commette ma poi va avanti, è già proiettato ad amare, ad aprirsi, a lasciarsi stupire e travolgere da tutto quel bene che, nonostante peccati ed errori, può ancora e sempre dare e ricevere. Mi sembra un discorso che si può benissimo applicare anche a noi!

· 41

Mentre facevo merenda mi è venuta in mente questa cosa. Io prima ti ho scritto che sei una persona meravigliosa, adesso. Ma ho sbagliato. Tu lo eri anche prima, solo che facevi di tutto per non esserlo; hai fatto degli errori, sì, ma come tu stesso sai e mi hai più volte detto, la tua natura era pura e tendeva alla purezza. Quindi quegli errori sono state come delle sovrastrutture che per un certo tempo hanno interferito con la tua vera essenza, che però alla fine è emersa nella sua purezza, pur con i segni fisici e psichici che anni di errori hanno lasciato. Cicatrici che come dici e come senti, possono guarire. Voglio dire che tu non sei negli errori che hai commesso, o almeno che sei lì solo in piccola parte. Se sei sopravvissuto a tutte quelle vicissitudini, non è stato affatto solo per fortuna o per un immeritato privilegio (come tendi a pensare quando ti arriva lo scoraggiamento che a volte ti prende), ma per ciò che sei e che hai dentro e che non si è spezzato e non è stato travolto da quelle cose terribili che hai passato. Io sono convinta di questo. Tu ti sei guadagnato ciò che sei e hai adesso e lo meriti. Bisogna anche credere a ciò che sentiamo nel profondo: se tu senti di avere un’anima pura, è così.

· 36


Non riesco a immaginare che tu fossi così fragile e non riuscissi a farti rispettare. Ci credo, ovviamente, ma non riesco a immaginarti così, né d’altronde riesco a immaginarti duro e spietato (te l’ho già detto). Forse perché adesso hai raggiunto o stai raggiungendo faticosamente un minimo di equilibrio, anche se spesso ti viene da piangere (e io vorrei essere lì ad abbracciarti forte, quando accade). Riguardo alla mia ferita e al mio cuore, non so se potranno mai guarire… io, certe volte, ho pensato che ormai sono “rovinata”! Però mi fa tanto bene stare con te… non sai quanto. Che bella persona tua madre. Non mi avevi ancora detto che era una maestra! Io adoro le vere maestre e di sicuro da quel che dici tua madre lo era. Che bel rapporto hai con lei. Questo è un punto forte. E ti ha cresciuto bene, poi, perché altrimenti sarebbe stato molto più difficile per te non lasciarti travolgere dai tuoi errori e rialzarti come hai fatto. Forse tua madre è un po’ per te quel che mio padre è per me. A proposito di quello che mi avevi chiesto: è vero, ho un comodino molto lungo e pieno di libri. E davvero ogni tanto mi leggo uno dei racconti di James prima di addormentarmi (per avere incubi!).

· 27

È vero, come dici tu, che hai commesso delle colpe. E riconoscere di essere stati immorali e amorali non è affatto una cosa leggera. Lo dice una che su certe cose non transige. Però (e questo “però” è un macigno, non lo si può ignorare): tu hai riconosciuto le tue colpe e ne sei pentito. Tu ti comporteresti ancora così sul lavoro, per esempio? È questa la domanda decisiva. Se ti senti in colpa e riconosci di aver gravemente sbagliato e non vuoi farlo più… ne sei fuori. E pian piano dovrai convincerti di questo. Ogni parte di te dovrà convincersene. Ci sarà una grossa differenza tra uno schifoso, ad esempio, che dopo aver mandato sul lastrico centinaia di poveri investitori, mentre viene arrestato saluta le telecamere con un bel sorriso, e uno che non dorme sonni tranquilli solo perché si sente in colpa? Allora, io non sono per gli spensierati colpi di spugna; ma anche una crudele intransigenza non va bene, perché t’impedirebbe di cambiare e diventare una persona migliore, quella persona pura che sei e che vuoi essere… e che io vedo. Ricordi la cura omeopatica? Se vuoi purezza e bellezza devi circondarti di purezza e bellezza: e già lo fai. Quindi, con calma e perseveranza, il fardello si alleggerirà, già si sta alleggerendo.

· 25

Quel passo di Lester: l’ho letto con attenzione e pensando a te (come tutti i suoi pensieri, del resto). Mi ha ricordato cose che mi hai detto fin dal primo giorno. Il tuo sentirti a volte sbagliato, inadeguato, gravato del tuo errore (per esempio quando dice che il mondo lo delude e lui delude il mondo), diverso… Mi ha colpito quando dice che non vuole morire, perché vuol continuare a cercare, ma se per questa ricerca deve correre rischi che potrebbero anche portarlo alla morte, allora è pronto a correrli. L’ho ammirato. Mi sono sentita vicina a te, molto, forse è naturale, dopo tutte le nostre confidenze. Non so invece fino a che punto io sarei disposta a rischiare: non so se tornerei “là sotto”, insomma, perché il mio attaccamento alla vita si traduce spesso nel non voler correre rischi. Forse anche a costo di perdermi qualcosa… non so. Fuori posto, invece, mi ci sento sempre, in questo siamo proprio simili. Pensa che anche oggi, mentre dalla mia postazione osservavo le persone passare, e come ti ho detto stavo bene, ero felice e soddisfatta, mi chiedevo tuttavia cosa ci facevo lì, cos’avevo in comune con loro, mi sentivo irrimediabilmente aliena, anche se parevo così normale. Ma è da quand’ero piccola che mi sento così, e credo non cambierò mai. Non è una sensazione triste, però, mi è naturale. Può diventare triste e dolorosa solo quando si aggancia ai sensi di colpa, al sentimento d’inadeguatezza. Sentirsi diversi è un conto, ma sentirsi diversi perché colpevoli o inadeguati è tutta un’altra cosa…

Rappresentazioni mentali


Se uno vuole puntare verso mete significative, deve comunque conoscere se stesso, le proprie carenze, i punti deboli del proprio carattere. E le debolezze, quando si manifestano, non devono né stupire né spaventare: le si deve osservare per imparare a vincerle. La tendenza a rimuginare sui propri errori, poi, è comunissima, come quella ad autoprocessarsi e a condannarsi. Così ci sono persone talmente abituate a un regime autopunitivo che non riescono ad accettare una lode, anche se meritata, senza provare un senso d’ingiustizia o d’imbarazzo, se non di colpa. E questo è male, perché così respingono importanti gratificazioni che aiutano il benessere e la creatività.
I modelli comportamentali, dunque, possono essere o vincenti o perdenti (o anche neutri, dice qualcuno, ma l’immobilismo totale pare che non giovi comunque). E questi modelli sono determinati soprattutto dalle rappresentazioni mentali, che quando sono negative non permettono di dare risposte adeguate alle situazioni difficili. Se si aggiunge poi l’eccessiva insistenza sul passato, si va a impedire la disponibilità verso il nuovo e ci si chiude la strada per quegli atteggiamenti creativi necessari allo sviluppo di sé.