Writing 46

Gala Opening, Metropolitan Opera, New York, 1950

Il tuo arrivo mi ha fatto tornare in me: sei lo specchio che m’ha restituito l’immagine come nessuno è mai riuscito a fare. Allora ho sentito tutto, in modo diretto e assoluto, e indiscutibile. Sei grandissima, lo posso dire con cognizione. E sono sicuro che niente mai, nessuno sviluppo di carriera, nessuna gratifica materiale, nessun altro fattore potrà contaminarti o condizionarti: resterai sempre, sempre, sempre la ragazza pura che sei. Un patrimonio inscalfibile, sempre preziosa ed esemplare, sempre bellissima. I risultati ottenuti dimostrano che hai una capacità di concentrazione elevatissima, cosa che io non posseggo perché non l’ho coltivata a dovere. Non ho avuto maestri, buona parte della gioventù l’ho passata sulla strada, buttando tempo e talenti, quasi ignorando il mondo vero. Ero refrattario all’impegno, alla responsabilità. Poi, col tempo ho sviluppato la capacità di concentrazione, sui dati, sui ragionamenti, sui problemi, e mi sono innamorato della letteratura. Perché pensavo che nella letteratura c’è la salvezza, ma ora non ne sono più sicuro. Oggi mi distraggo spesso, la testa vola dappertutto, basta il più piccolo stimolo. Vorrei imparare da te, perché sei un esempio formidabile, mai visto prima. E sei un modello di vita, per chi riesce a essere alla tua altezza.


Writing 12

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Mi stai facendo tornare la forza desiderante. Mi basta vedere come esisti e come fai, come ti fermi a guardare le cose, come ridi e come rappresenti la realtà. Il tuo occhio così preciso e fulmineo, così istintuale, mi fa capire che il mondo si può leggere e può essere nostro, che non è ostile e indecifrabile come pensavo. Così mi è tornato il desiderio di osservare, di muovermi, di essere nei luoghi, di parlare con gli altri, d’interrogarmi sulle cose. E il desiderio di te resta sottotraccia, come un tappeto su cui scorre questa forza, e nutre tutti gli altri desideri, ogni giorno.