Facebook forever

A Wall Street, Facebook prosegue il recupero, dopo il clamoroso tonfo successivo al collocamento in Borsa – avvenuto come sappiamo a un prezzo spropositato. Con il +5% di ieri l’altro, il titolo è salito a 24,32 dollari. A sorpresa, dal 13 novembre scorso, giorno in cui su 804 milioni di azioni è scaduto il lock up (vincolo di non vendere il titolo prima di un certo termine), il rialzo è stato del 22%.

I dipendenti azionisti e tutti quelli che a cui son state assegnate le azioni prima della quotazione in Borsa stanno verosimilmente vendendo: lo confermerebbero i volumi di scambio, che son stati superiori alla media. Dunque, pare che a fronte delle massicce vendite ci siano dall’altra parte dei compratori pronti a scommettere sulla società e sulla crescita della pubblicità. I “facebookiani” sono avvisati: si preparino a un aumento dei banner nelle loro bacheche.

Nel frattempo, la società ha annunciato un nuovo passo nel processo che porterebbe alla totale unificazione dei vari livelli del profilo. Gli utenti potranno usare senza restrizioni il servizio di condivisione di immagini e fotografie sugli smartphone gestito da Instagram, una società che Facebook ha acquisito in aprile, poco prima di quotarsi, per 1 miliardo di dollari: un prezzo a dir poco sbalorditivo, anche per gli standard “fuori di testa” delle valutazioni delle società di social network economy. Solo due settimane prima della transazione, Instagram aveva raccolto 50 milioni di euro di capitali, su una base valutativa di mezzo miliardo di dollari. Roba da matti.

 

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Un miliardo di dollari

Oggi a Wall Street Facebook è in calo del 2,8%: dal suo esordio in Borsa (prezzo di collocamento a 38 dollari), l’azione ha perso il 47% del suo valore.
Dalle comunicazioni obbligatorie alle autorità di controllo dei mercati finanziari, ieri si è appreso che il membro del consiglio di amministrazione Peter Thiel ha venduto tra il 16 ed il 17 agosto oltre 20 milioni di azioni a prezzi compresi tra 19,27 e 20,69 dollari ciascuna, con un introito pari a 395,8 milioni di dollari.
Questo Thiel è un gestore di Hedge Fund che aveva investito 500.000 dollari in Facebook nel 2004. Dopo aver visto lievitare il valore della sua quota di decine di volte, già in occasione del collocamento in Borsa del social network aveva venduto un primo pacchetto di azioni, incassando 640,1 milioni di dollari. Dopo le due vendite, il pacchetto nelle sue mani dovrebbe essere molto esiguo; ma in compenso Thiel ha incassato la bellezza di un miliardo di dollari. Un bel modo per “uscire da Facebook”, senza dubbio.

 

Facebook 3, la resa dei conti


23 maggio
(Reuters) – Un gruppo di azionisti ha fatto causa a Facebook e ad alcune banche, compresa Morgan Stanley (MS.N), sostenendo che abbiano nascosto le previsioni di crescita ridimensionate in vista dell’offerta pubblica iniziale in Borsa da 16 miliardi di dollari del social network.

Gli azionisti ritengono che gli accusati, tra i quali l’amministratore delegato e fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, abbiano taciuto agli investitori, durante il processo che ha portato all’Ipo, “una riduzione significativa e marcata” delle previsioni di crescita degli introiti da parte degli analisti, derivante dall’aumento dell’uso del social network e della sua applicazione sui dispositivi mobili.

Facebook ha presentato la sua Ipo la scorsa settimana.

La causa è stata depositata presso il Tribunale distrettuale di Manhattan oggi, secondo quanto riferito dallo studio legale che segue i querelanti.

Una causa simile era stata avviata ieri in un tribunale della California da altri investitori.

Gli azionisti che hanno avviato la causa a New York sostengono che la riduzione delle stime di crescita sia stata “divulgata selettivamente ad alcuni investitori privilegiati” piuttosto che al pubblico in generale.