Fratelli d’Italia

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Pertanto i prìncipi italiani che, dopo essere stati a lungo sul trono, lo hanno poi perso, non accusino la fortuna, ma la loro inettitudine: non avendo mai, nei tempi tranquilli, pensato che il clima può mutare (è un difetto diffuso fra gli uomini quello di non prevedere la tempesta finché c’è il bel tempo), quando poi arrivarono le avversità, pensarono a fuggire e non a difendersi; e sperarono che i popoli, irritati dalla tracotanza dei vincitori, li richiamassero. In mancanza di meglio si può fare anche questo. Ma è molto male farlo per aver trascurato di adottare altre soluzioni, perché non si dovrebbe mai cadere con l’idea che tanto ci sarà qualcuno a sorreggerti. Questo può non accadere, e se accade non ti offre sicurezza, perché il tuo modo di proteggerti è stato vile e il tuo rialzarti non dipende da te. Le uniche difese del tuo potere che siano buone, certe e durevoli sono quelle che dipendono da te e dalle tue capacità politiche.

Niccolò Machiavelli, Il Principe (1513), XXIV-3, versione contemporanea di Piero Melograni, Mondadori, Milano 2013

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Taccuini materni: fortuna

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taccuino 1941-42, p. 4

La fortuna –
Può darsi che un giorno la fortuna ti arrida. È una dea capricciosa: se la cerchi non la trovi, se l’incontri ti sfugge, se la chiami non risponde.
Bisogna coglierla al laccio quando passa, perché è leggera come il vento: presto viene e più presto va. Se ti sorride ringraziala, se t’abbandona non implorarla di restare: ricordati che non si volta indietro e non ascolta chi piange. E sii certo che se la fortuna può rivelare tutte le piccolezze dell’uomo, solo la sfortuna mette in luce la sua vera grandezza. Entrambe mutano cento volte di nome.
Ma nella fortuna e nella sfortuna conserva sempre il tuo …

 

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A volte mi vengono dubbi strani, poco comprensibili: come delle sensazioni sgradevoli che mi lasciano smarrito e incerto sul senso del mio esistere. Ad esempio, ora non sono sicuro che io meriti d’essere amato. Può essere che tu non veda le cose giuste? Che tu sia condizionata da qualche fattore che t’impedisce di sentire la realtà per com’è e che ti stia ingannando a darmi tutto questo valore? Momenti come questi arrivano inaspettati, e non me li so spiegare. Ho fatto molti danni nella vita, e solo una fortuna sfacciata può avermi fatto superare situazioni che per altri sarebbero state insuperabili. La merito, tutta questa fortuna? Merito il privilegio d’essere amato? Ora non riesco a trovare cose buone che giustifichino i miei privilegi. Mi piacerebbe porti questi interrogativi guardandoti e ascoltando la tua voce, ma non è possibile, ora. Sono costretto a scriverteli, e a distrarti dai tuoi compiti, quindi farei meglio a tacere e a non turbarti, sarebbe più responsabile. Ma sento forte il bisogno di parlarti.

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Leggendoti, ho avuto diverse impressioni di te. Sei giovanissima e ami la cultura e la letteratura in un modo viscerale, che pochissimi giovani conoscono. Hai la fortuna di aver avuto tanti parenti amati — mentre io, ad esempio, non ho mai conosciuto i nonni — e d’avere un rapporto splendido con tuo padre, che con una figlia come te possiede una fortuna colossale. Poi, tendi alla riflessone e all’ascolto, e non prediligi il chiacchiericcio perché sei malata di profondità: in questo mi somigli senz’altro. Anch’io parlo poco e non mi apro mai quanto sto facendo ora. Non è sbagliato, sai? No, anzi, a me sta facendo rivivere. E un giorno vorrò vederti e toccarti le mani e le guance, per sentirne la consistenza, per sentire che sei vera. Mi piacerebbe conoscere il tuo lavoro, e sentire la tua voce.
Mi raccomando, leggimi sempre. Mi raccomando.