Daryl

Daryl Hannah by Michel Comte, German Vogue, Los Angeles, 1992

Manila 2016

«Con altri colleghi mi appostavo alle 8 di sera alla centrale di polizia. Quando le volanti partivano alla caccia di un presunto trafficante cercavano di depistarci. A poco a poco imparavo come intuire i loro inganni, come intercettare le loro radio. Ma imparato anche che la scena del crimine era solo l’inizio della storia e che spesso era truccata: mettevano nelle tasche del cadavere dell’anfetamina e persino un fucile ben piazzato tra le mani. Allora ho cominciato a intervistare i testimoni, a entrare in confidenza con le famiglie di chi non c’era più per verificare la versione ufficiale e smascherare molte operazioni archiviate dalle autorità come legittime. D’altra parte il presidente filippino, autore orgoglioso di tre omicidi, in la sua retorica violenta aveva dato l’esempio alle forze dell’ordine: “Se lo posso fare io, potete anche voi”. E con l’occasione aveva espressamente citato Hitler, parafrasandolo a modo suo: “Anch’io ripulirò il mio Paese da tre milioni di drogati”».

Daniel Berehulak
Foto scattata a Manila l’11 ottobre 2016, vincitrice dei premi Pulitzer (Breaking News Photography) e World Press Photo (General News) 2017.

Intervista in la Lettura #283, pagg. 46-47

Snap the shutter

There are so many pictures that when you snap the shutter, that’s the end of their existence. It’s done. It never comes to life. You see it on a contact sheet, and you don’t even look twice. The good pictures all have a certain power or electricity to them. For a picture to have a long life it has to speak to me, have some meaning for me. And then, of course, I hope it contains enough space to hold a range of meanings for others. You might have to take 10,000 frames to produce 500 really good pictures.

Todd Hido