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Anche a me il solo averti vicina rinfranca e rassicura. La sera di quella presentazione mi giravo spesso a guardarti, perché mi annoiavo e la tua presenza al mio fianco m’attirava irresistibilmente. Le presentazioni dei libri mi annoiano quasi sempre, non c’è rimedio: ascolto per un minuto, poi la testa va per conto suo. Mi giravo a guardare il tuo profilo e ti vedevo un leggero sorriso, forse perché eri consapevole della mia vicinanza.
Ma mi preoccupa il fatto che, lontana da me, ti senti “con pensieri tristi, con un peso sulle spalle, goffa, impacciata, brutta e nervosa”. Come sarebbe? Con tutte le qualità che hai e con un futuro così radioso davanti? È assurdo, non c’è nemmeno bisogno che lo dica. Devi sentirti sempre bella e fiduciosa, anche quando sono fisicamente lontano. A me capita sempre più spesso di sentirmi sereno sul nostro futuro (anche se il disagio dato dall’incertezza e dai dubbi non cessa di emergere): basterebbe questa consapevolezza, molto fondata, a metterci al riparo da stati di ansia o di timore e dai sensi di colpa. Non mi domanderò più se merito questa fortuna e questi privilegi, perché devo – dobbiamo – solo coglierli e usarli al meglio, con scrupolo, e dobbiamo vivere positivamente, con la fiducia che ci accompagna sempre. Io sono pronto a concedermi senza risparmio, a non farti sentire mai sola. Penso che più il tempo passerà più saremo presenti l’uno all’altra, così ti rafforzerai, acquisirai ancor più fiducia per i tuoi compiti e per esprimerti secondo le tue inclinazioni. Dire quanto mi mancano il tuo profumo e il tuo sorriso, le tue parole e la tua voce di ragazza è scontato, ma non perde mai il suo senso, è una cosa quasi necessaria.

 

ventiquattro dodici

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Oggi è il suo giorno di nascita, ed è un giorno sacro, per me. E la sua gratitudine trova uno specchio perfetto nella mia gratitudine, semplicemente perché esiste così com’è. Ora vorrei poterle trasmettere ancora di più, perché confesso di esser stato pigro, in questi anni, rispetto a quel che merita. Allora ricomincerò a spedirle cartoline illustrate, o lettere dentro la busta, come si faceva ai tempi dell’innocenza (quell’Innocenza che lei è riuscita a non perdere del tutto, e forse anch’io). Da adolescente coltivavo anch’io la pratica di scrivere lettere, perché mi piacevano le carte, le buste, i francobolli, l’attesa del postino. Ebbi molte “amiche di penna”, pen-friends o pen-pals, che a volte allegavano alla lettera piccole foto a colori: come scrissi tempo fa, spesso erano ragazze bionde, nordiche o d’impronta inevitabilmente anglosassone o germanica o finnica. E anche lei ha quei lineamenti, pur essendo fieramente mora: mi piace pensarla normanna.

 

Media(sun)set

A Piazza Affari è da otto sedute consecutive che il titolo Mediaset è in ribasso: ieri ha preso l’ultimo colpo, chiudendo in calo del 3,11% dopo essere scivolato fino a -3,5%, quando al Tribunale di Milano c’è stata la lettura della sentenza di condanna (in primo grado) per Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere.
Il processo – iniziato nel 2006 – è quello sulla presunta frode fiscale per 470 milioni di euro nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset (major cinematografiche americane avrebbero venduto i diritti a due società off-shore, le quali li avrebbero rivenduti a Mediaset a prezzi gonfiati, per aggirare il fisco italiano e creare fondi neri a disposizione di Berlusconi). L’attuale presidente Fedele Confalonieri invece, imputato con la stessa accusa, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Significativo che la condanna sia stata superiore alla richiesta del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, che aveva chiesto 3 anni e 8 mesi per Berlusconi e a 3 anni e 4 mesi per Confalonieri.
Dall’inizio dell’anno il titolo Mediaset è crollato del 36%, e con questa condanna si acuiscono i timori sui conti del gruppo, in una fase in cui la raccolta pubblicitaria su giornali e tv è in drastico calo. Una reazione del mercato più che comprensibile: visto che gran parte del sistema mediatico sta spingendo sulla demonizzazione dei reati fiscali e che l’ex-premier ha appena annunciato di non voler tornare al potere, è facile temere una futura regolamentazione che penalizzerà le sue aziende.
Mediaset Sunset, dice qualcuno.

 

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La fragilità, il senso d’inutilità e inadeguatezza, son cose che conosco. E sono certo che il tuo stato d’animo cambierà: ti sentirai più sicura e tutto acquisterà più senso. Ci arriverai presto, perché hai troppo talento, sei troppo brava e volenterosa. E poi ispiri fiducia e simpatia, e sprizzi un’intelligenza così densa da essere palpabile. Hai un grande futuro, si tratta solo di fare i tuoi percorsi, che concluderai rapidamente. Tu puoi mantenere la tua fragilità, non devi per forza indurirti: devi rimanere te stessa. Ma consapevole del tuo valore e non succube della prepotenza, o della prevaricazione, o della soggezione altrui. Che nessuno t’impedisca di esprimere liberamente la tua personalità: perché hai una personalità bella forte. E confesso che essere con te dà senso alla mie giornate, mi fa sentire d’avere il diritto di vivere. È un investimento per il  mio futuro, perché ogni incontro con te è un tassello del patrimonio che mi vado costruendo dentro: significa cominciare a riscuotere il credito che sento di avere verso la vita, “riprendermi i miei diritti”, come scrissi tempo fa.

 

Trenta gennaio


Oggi cade il ventiseiesimo anniversario della morte di un mio amico — amico intimo per molto tempo, prima che il suo esaurimento ci separasse — che quel giorno, in cui compiva ventitrè anni, si stese sui binari del treno e la fece finita. Quella tragedia mi sconvolse e mi lasciò a vagare disorientato per mesi, senza scopo né idee sul futuro. Ripensandoci oggi, mi accorgo che nessuno di quelli che gli stavano intorno, a cominciare dalla famiglia e a finire da noi amici che piano piano ci allontanammo, riuscì a capire la portata del suo male, nessuno sembrava in grado di mettersi in sintonia con lui, e nemmeno di provarci. Lo sforzo sembrava troppo grande per volercisi dedicare. Alcuni, me compreso, agirono anche male, cioè ebbero comportamenti impulsivi e sbagliati, non rendendosi conto di quanto questi potessero aggravare la sua situazione e spingerlo ancor più lungo la discesa. Questa tragedia fu per me la “prova generale di senso di colpa” che preluse all’affondo esistenziale, definitivo e irreversibile, che sarebbe avvenuto il primo settembre di quello stesso anno.

 

Realtà distorta


Pur così semplice ed evidente, pare che il concetto — di cui si discute da diciassette anni — qui in Italia sia di difficilissima assimilazione. Eppure non è necessario rompercisi la testa: basta essere pragmatici e smettere di negare l’evidenza. Detenere il potere dell’informazione e degradare culturalmente e moralmente un Paese, alla lunga, dà i suoi frutti. E lo vedono tutti.
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A Distorted Reality

January 26, 2011

Eloisa Morra is a contributing writer for the Women’s International Perspective.

Silvio Berlusconi’s continuing popularity can be attributed to the powerful media apparatus in his hands and the polarized attitudes of Italians — especially women — towards him.

Television is the basic medium of news for most Italians. Berlusconi owns three private television channels and indirectly controls the state channels. Many important newspapers, publishing houses and magazines are in his hands.

Women who defend him want to maintain their political relevance and economic advantage.

Through domination of the media, he can cause Italians to absorb his vision of the world day by day. The younger generation is especially influenced by a vision of life based more on showing off rather than on moral values. For these people, a major event is going on a game show. Meanwhile, Italian intellectuals and politicians have overlooked — intentionally or not — the danger of Berlusconi’s power.

He is a great communicator and is able to utilize many politicians, lawyers, journalists and pollsters in Italian broadcasting to defend him and modify the facts of reality, as is now happening with the latest scandal.

Women’s responses to Berlusconi are poles apart. The women of his political party defend him vociferously in order to maintain their political relevance and economic position. At the same time, many women react against his vile and coarse behavior with books, documentaries, blogs and petitions.

DECADENZA (5)


Dal New York Times:


Decadence and Democracy in Italy

Silvio Berlusconi

 

Introduction

Italian prime minister Silvio Berlusconi’s career and personal life have caused outrage for as long as he’s been in the public eye. In the latest scandal, wiretapped phone conversations suggest that Mr. Berlusconi has been involved with Karima el-Mahroug, a nightclub dancer, since she was a minor. An investigation has been opened into allegations that Mr. Berlusconi paid Ms. Mahroug and other women for sex.

However, less than 50 percent of Italians are asking for his resignation according to a recent poll. His political future seems, at least for the time being, secure.

Why have Italians — especially the women — tolerated Mr. Berlusconi’s antics for so long? Is there a tipping point for Italians?

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Debaters

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rm019 Black Magic, 1942 1a

Sai, ho l’impressione che leggerti mi aiuti a trovare e interpretare quei segmenti di me che sento incomprensibili. Sono i perché che mi sfuggono, le relazioni di senso, il fine a cui tendono, se un fine c’è. Io vivo proprio la triplice impazienza descritta da Lévi-Strauss (ma chissà quanti la vivono!). Il più tardi mi preme sull’animo, benché mi sforzi di controllarne l’invadenza; l’adesso mi sfugge da sotto mentre me ne sto ancora nutrendo; il passato è così vorace, con gli angosciosi macigni che ancora mi sovrastano, da disgregare l’immagine di futuro da cui traggo forza.
Sento arrivato il momento in cui potermi guardare dentro, senza che nessuno (persona, procedura o scheggia d’apparato) s’impossessi di me. E tu sei come una lente attraverso cui posso guardare.

 

DISCORSI CRITICI

— La questione è semplice: bisogna costruire un punto d’osservazione che permetta di cogliere le modalità con cui il significato dei fatti è stato amputato, veicolato e infine promosso a strumento del consenso attraverso cui rendere accettabile uno stato di cose di per sé inaccettabile. Vogliamo che realtà e memoria s’incontrino, per poi fondersi nelle forme di un discorso letterario che assurge a un valore testimoniale esplicitando nel presente ciò che il passato contiene per aprirlo al futuro. Giusto?

— Giusto.

— Un’apertura al futuro che scalza e dimette le strategie retoriche impiegate dagli apparati preposti a stabilire oggettivamente ciò che è vero e ciò che è falso. È qui che la storia ritorna all’elemento da cui proviene, al linguaggio. E sappiamo che anche l’anti-rappresentazione è una forma di rappresentazione: è la pratica teorica di sfidare le leggi della rappresentazione, proponendosi di rappresentare l’irrappresentabile e dire l’indicibile. Continua a leggere “DISCORSI CRITICI”