Il giornale in testa

Da Blitz quotidiano di stamattina:

ROMA – Il presidente della Camera Gianfranco Fini è stato colpito alla testa da un giornale che gli è stato tirato addosso da un deputato del Pdl mentre lasciava l’Aula di Montecitorio dopo la bocciatura del processo verbale. Il giornale ha colpito in pieno il presidente della Camera, che ha individuato il “lanciatore”, con il quale ha avuto uno scambio di battute. Nel frattempo, dai banchi del Pdl in tanti gridavano a Fini “Dimissioni, dimissioni”.

Dietro le bagarre delle ultime ore ci sono vari conflitti e problemi, come sappiamo. Fra questi, sono in gioco le liste per le elezioni comunali di Milano e le nomine nelle aziende pubbliche. Per queste ultime, entra in ballo non solo l’insoddisfazione degli “ex An” che si sentono messi in ombra o trascurati nell’assegnazione dei posti, ma anche l’attivismo della Lega. Gli uomini di Bossi, infatti, stanno premendo nella partita delle nomine su almeno due punti: quello di Giuseppe Orsi, attuale amministratore delegato di Agusta Westland, da piazzare al posto dell’Ad di Finmeccanica, e quello del vice ministro Roberto Castelli da nominare alla presidenza di un’azienda energetica, come Eni o Enel. Per entrambe queste partite ci sarebbero problemi; sulla prima, in particolare, peserebbe il veto del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che preferirebbe Giuseppe Zampini (amministratore delegato di Ansaldo Energia), preferito anche da Pier Francesco Guarguaglini (amministratore di Finmeccanica) che manterrebbe il ruolo di presidenza con delega sulle relazioni internazionali. E sembra che la soluzione non sia facile da trovare.
Ah, la politica.

(fonte: Reuters)

Election Day

L’argomento più dibattuto di oggi, of course.
E di domani, ovviamente.
Vediamo per quanto ancora si avrà il coraggio di insistere a parlare di prosecuzione della legislatura fino alla naturale scadenza, e di altre amenità come la realizzazione delle cosiddette riforme (tra cui il fantomatico federalismo, nome roboante dato alla più umile devoluzione), il tutto senza crederci minimamente.
Questa è la politica, gente.

Ipse dixit II


ROMA, 9 agosto (Reuters)
– Silvio Berlusconi, indebolito dall’uscita dal Pdl di Gianfranco Fini e dei parlamentari a lui vicini, chiede ai simpatizzanti di intensificare da settembre l’azione a favore del governo.
“Una mobilitazione permanente è necessaria per contrastare i disfattismi e i personalismi di chi antepone i propri particolari interessi al bene di tutti, al bene del Paese”, scrive Berlusconi ai Club della libertà.

25 luglio

e5977c232355a31d1dca3dec15764a1f_mussolini

Oggi, 25 luglio, è l’anniversario dell’arresto di Benito Mussolini, all’indomani del Gran Consiglio del Fascismo che nel 1943 lo esautorò dai suoi poteri. Da qui, come sappiamo, ebbe inizio la guerra civile che insanguinò l’Italia per almeno un biennio.
Da qualche tempo lo spettro del “25 luglio” viene agitato da alcuni giornalisti anche per Silvio Berlusconi, sotto il tiro della fronda capeggiata da Gianfranco Fini: ma a oggi il temuto spodestamento non è ancora avvenuto. In compenso, proprio oggi Ignazio Larussa ha invitato pubblicamente Fini ad abbandonare il suo ruolo istituzionale e ad entrare nel governo per lavorare al fianco di Berlusconi. Che sia un modo per esorcizzare lo spettro del 25 luglio rivoltandolo contro colui che lo minaccia? Non si sa.
Sta di fatto che, secondo alcuni, la possibile risposta a questo invito suonerebbe così: «Ahahahahahahahahahahah!!»