Knebworth

Knebworth festival, UK, 1979

Taccuini materni: fortuna

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taccuino 1941-42, p. 4

La fortuna –
Può darsi che un giorno la fortuna ti arrida. È una dea capricciosa: se la cerchi non la trovi, se l’incontri ti sfugge, se la chiami non risponde.
Bisogna coglierla al laccio quando passa, perché è leggera come il vento: presto viene e più presto va. Se ti sorride ringraziala, se t’abbandona non implorarla di restare: ricordati che non si volta indietro e non ascolta chi piange. E sii certo che se la fortuna può rivelare tutte le piccolezze dell’uomo, solo la sfortuna mette in luce la sua vera grandezza. Entrambe mutano cento volte di nome.
Ma nella fortuna e nella sfortuna conserva sempre il tuo …

 

Taccuini materni: anima e giovinezza

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taccuino 1941-42, p. 3

La giovinezza –
Questa è l’ora di cercare l’ideale che ti illumini la strada. Ma abbi la certezza che lo troverai.
Vivi la tua giovinezza con gioia: i canti più belli son quelli del mattino. Ma anche nel meriggio e verso sera, uno stornello accompagni sempre il tuo passo: ogni stagione ha il suo fiore. Quello che conta è possedere sempre nel cuore il ritmo di un canto.

(sotto, scritto a matita:)

Vi sono anime che diventano vittime e anime che si fanno distributrici arbitrarie e prepotenti di diritti e di doveri. Ma nel loro intimo, queste sono più tristi di quelle. Soprattutto quando un giorno soffriranno per aver fatto soffrire.

· 24

Riguardo alla mia nottataccia, sono solo sogni confusi che ricorrono, fantasmi che non mi vogliono lasciare, su vecchie situazioni strane e poco comprensibili. Io mi trascino tante cose brutte della gioventù, forse, e anche brutti comportamenti verso il prossimo, negli anni in cui nel lavoro facevo il “mercenario”. Gli affari spesso diventano sporchi e tendono a sporcare l’anima. Il problema sono i sensi di colpa che riaffiorano… ma non preoccuparti: è routine.

 

TIPI D’ACCUSO

Dunque, i disoccupati. A novembre la disoccupazione in Italia ha raggiunto l’8,3%, quindi è cresciuta del 1,3% rispetto a novembre 2008. Pare che sia il livello più alto dall’aprile del 2004: significa che prima  di quella data il tasso di disoccupazione è stato anche superiore. Ma questo è il dato generale: vediamo quello riferito ai giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 26,5%, cresciuto del 2,9% rispetto a un anno fa. Dunque, a patire gli effetti della crisi sono soprattutto loro, visto che il valore è triplo rispetto a quello generale. Che vogliamo fare? Vogliamo aiutarli, ‘sti giovani? E allora comincino a mollare la presa quei vecchi che, dopo aver avuto tanto, restano artigliati al loro posto: potrebbe comunque essere un inizio, mi sembra. Continua a leggere “TIPI D’ACCUSO”

· 6

Un giorno parleremo meglio, e mi spiegherai perché “hai deluso tutti” e ti senti “una sconfitta”. Cose assurde, considerata la tua giovane età: c’è gente che non si arrende mai ed è capace di ricominciare a quaranta, cinquant’anni. E poi è inesatto che ho degli amici: ho vissuto senza amici per più di vent’anni, dopo una lunga gioventù bruciata che ha lasciato dietro di sé molti morti, per droga, malattie e disperazione. Parleremo, un giorno, e mi dirai perché ti senti una sconfitta. Di sicuro sei molto intelligente e sensibile, e sei molte altre cose, lo vedo, lo sento.  Se sei imbranata, questo si mescola alla tua dolcezza e crea qualcosa di molto speciale. Mi piace quando dici che t’infondo sicurezza e che senti il mio sguardo senza vederlo: dici che è attento e accogliente, e animato da una curiosità “buona” che lo rende acuto ma non invadente.  Ma devi spiegarmi come riesci a vedere che mi sono salvato l’anima: le sofferenze non sempre la raffinano, spesso anzi accade il contrario.

· 5

Leggendoti, ho avuto diverse impressioni di te. Sei giovanissima e ami la cultura e la letteratura in un modo viscerale, che pochissimi giovani conoscono. Hai la fortuna di aver avuto tanti parenti amati — mentre io, ad esempio, non ho mai conosciuto i nonni — e d’avere un rapporto splendido con tuo padre, che con una figlia come te possiede una fortuna colossale. Poi, tendi alla riflessone e all’ascolto, e non prediligi il chiacchiericcio perché sei malata di profondità: in questo mi somigli senz’altro. Anch’io parlo poco e non mi apro mai quanto sto facendo ora. Non è sbagliato, sai? No, anzi, a me sta facendo rivivere. E un giorno vorrò vederti e toccarti le mani e le guance, per sentirne la consistenza, per sentire che sei vera. Mi piacerebbe conoscere il tuo lavoro, e sentire la tua voce.
Mi raccomando, leggimi sempre. Mi raccomando.