N. M. 2

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Nella musica contemporanea del Novecento troviamo una caratteristica comune, che è l’autonomia esecutiva concessa all’interprete. Ciò significa rifiutare i “rapporti gerarchici” imposti dalla società conservatrice (innanzitutto rifiutando la tonalità), per vedere, sentire, capire il mondo in modo nuovo.

I rapporti tradizionali — fra interprete e partitura nella musica, tra fruitore e dipinto nella pittura — vengono scardinati e tolti di mezzo. Questo rientra nell’Opera aperta teorizzata negli anni Sessanta da Umberto Eco: un campo di possibilità interpretative, una configurazione di stimoli dalla sostanziale indeterminatezza, in modo che il fruitore sia indotto a una serie di letture sempre variabili.

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La nuova musica si costruisce come “figura formata da linee e punti delimitanti intervalli (superfici)” (Paolo Emilio Carapezza). Una strutturazione pittorica della notazione musicale: la composizione grafica è una scelta dei punti nello spazio sonoro, dove i punti di vista possibili si moltiplicano.

Musica e sistema grafico

Giuseppe Chiari, Partitura musicale con colore
Giuseppe Chiari, Partitura musicale con colore

Così, il sistema grafico che scrive la musica ne rende il tracciato generale, ne evidenzia le componenti fondamentali, su cui l’esecutore ha libertà d’intervenire. L’esecutore, come s’era detto, non è più il semplice interprete di un’opera d’arte, ma concorre a determinarne la forma e la manifestazione.

Nascono così le partiture-quadro, dal valore figurativo e musicale insieme. Le premesse sono l’ASTRAZIONE e l’ATEMATISMO. La forma dell’opera musicale si rivoluziona: non più le strutture — tramandate e ripetute dalla memoria — che legano i vari momenti della composizione, ma i  momenti e i diversi “attimi” musicali vivono in se stessi, esistono compiuti, con una forza propria.

Berio_c1995_Paris_gallOgni elemento sonoro avrà “tante e molteplici possibilità di vita formale quante, oltre al compositore, l’ascoltatore saprà dargliene”.
(Luciano Berio, in Incontri musicali, 1956)