Quattro anni fa

claudio-scajola-carcere-3


L’arresto di Claudio Scajola mi fa tornare in mente le mie osservazioni di quattro anni fa, quando venne a galla l’affare (a sua insaputa) dell’appartamento vista Colosseo:

 


“Non mi lascio intimidire”, dunque.
Ma il problema è che quando i media ti addentano — specie in un momento così delicato (scontro all’ultimo sangue nel Pdl) e per una questione così rilevante (quasi un milione di euro occultati al fisco, anche se l’episodio riflette una pratica diffusa, quella di non dichiarare le cifre intere nelle compravendite immobiliari) — non è facile liberarsi senza danni. Come minimo bisogna mettere in conto pantaloni sdruciti e lesioni profonde alle chiappe.

https://ferrucci.wordpress.com/2010/05/01/non-lasciarsi-intimidire

Annunci

Tracollo

berlusconi_casco_lavorop

Molte aziende italiane, soprattutto quelle di piccole dimensioni, sono da anni in passivo, vittime di una recessione che non si è interrotta neanche nel secondo trimestre dell’anno, quando in altri paesi d’Europa c’è stata una ripresa. E non sembra che ci siano miglioramenti in vista. Al contrario, dopo aver perso anni preziosi intorno a un solo uomo, ai suoi interessi economici, ai suoi giochi di potere politici e alle sue orge notturne, il paese non trova pace, anche perché questa persona continua a tenere in pugno l’Italia e la sua economia.
Silvio Berlusconi, più volte presidente del consiglio, condannato per frode fiscale, ha ottenuto, in cambio del sostegno al governo Letta, l’abolizione dell’imposta sulla prima casa. Inoltre, se in seguito alla sua condanna per evasione iscale, Berlusconi fosse escluso dal parlamento, il paese rischierebbe il tracollo. Politici di maggioranza, economisti e perino operatori di borsa affermano che se Berlusconi farà crollare la coalizione di governo le conseguenze saranno “drammatiche” sia per la società sia per l’economia italiana. E anche per i mercati finanziari internazionali.

Thomas Fromm, Süddeutsche Zeitung, Germania

 

Screwed

MILANO, 9 giugno (Reuters)

“The man who screwed an entire country”, l’uomo che ha fregato un intero paese, per usare una traduzione ancora edulcorata del termine usato in copertina nel numero in edicola domani dell’Economist.
Un termine che peraltro in inglese ha varie sfumature.
A otto anni dal celeberrimo ‘unfit to rule Italy’ – inadatto a governare l’Italia – del 2003, è ancora Silvio Berlusconi l’oggetto delle critiche dell’Economist, che in uno ‘special report’ sull’Italia giudica il premier alla luce di un decennio di tassi di crescita definiti molto deludenti per il paese.
L’Italia ha bisogno di un cambio di governo per far ripartire l’economia. È questo in sintesi il messaggio lanciato dal rapporto del settimanale britannico, alla vigilia di una consultazione referendaria che, dopo le amministrative di maggio, potrebbe mettere in ulteriore difficoltà la maggioranza.
“C’è molto in Italia oltre Berlusconi, ma lui è stato la persona chiave della politica dalla metà degli anni novanta, con la promessa di far ripartire l’economia, e, al di là degli aspetti di colore, sull’economia ha fallito” ha dichiarato stamane a Milano John Prideaux, l’autore del rapporto, che auspica un nuovo Risorgimento per l’Italia.
“Berlusconi è un politico brillante, ma se nel 2003 ritenevamo che il conflitto di interessi gli avrebbe impedito di essere un buon premier, oggi possiamo dire che ogni cosa avvenuta da allora ce lo ha confermato” aggiunge Prideaux.
Tra le numerose riforme di cui il paese ha bisogno l’Economist ne individa alcune prioritarie: il mercato del lavoro, giudicato troppo corporativo, la giustizia, troppo lenta, il fisco, da semplificare e alleggerire, e nel medio termine il sistema scolastico.
Ma l’Italia, emerge dal report, può anche contare su numerosi punti di forza: l’imprenditorialità diffusa, una elevata preparazione tecnico-ingneristica (comparabile solo a quella della Germania), l’interesse che a livello internazionale continuano a suscitare i prodotti italiani e le numerose pesonalità brillanti, di mentalità internazionale, attualmente all’estero che potrebbero rientrare con i primi segnali di ripresa dell’econonomia.
“Senza contare che dopo dieci anni di non crescita c’è un grosso potenziale da recuperare” conclude Prideaux.

Il breve e il lungo

ROMA, 20 aprile (Roberto Landucci, Reuters) — Si sposta al Senato il focus sulle leggi che hanno importanti risvolti per i processi a Silvio Berlusconi, con il ddl sul processo breve che ha debuttato oggi in una commissione, mentre un progetto di legge sul “processo lungo” potrebbe arrivare in aula a maggio prima delle elezioni amministrative, arricchito di una norma fatta apposta per congelare il processo sul caso Ruby.
L’iter del disegno di legge sul processo breve, la cui unica norma qualificante è l’accorciamento dei tempi di prescrizione per gli incensurati, è cominciato oggi a palazzo Madama, ma non c’è fretta, ha detto Filippo Berselli del Pdl, presidente della commissione Giustizia, secondo il quale potrebbe rimanere tutto il mese in commissione per andare al voto finale in aula a giugno.
“Non ho nessuna intenzione di restringere il dibattito. Ci sarà dibattito e anche uno scontro politico”, ha detto al termine della seduta di oggi.
Il relatore del provvedimento, Giuseppe Valentino del Pdl, che era stato relatore anche alla prima lettura in Senato, quando il ddl prevedeva che i processi che superavano una certa scadenza temporale si concludessero con il proscioglimento dell’imputato — una norma poi cancellata alla Camera a beneficio della prescrizione breve — ha detto che la decisione su quanto chiudere con il processo breve è soltanto politica.
“Ormai il ddl è ridotto ad un’unica norma, quella che prevede di ridurre da un quarto ad un sesto l’aumento automatico dellla prescrizione. Si potrebbe approvare in un momento”, ha detto.
La nuova prescrizione permetterebbe di accorciare di circa otto mesi la vita del processo Mills, in cui Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria, di fatto estinguendolo prima della sentenza di primo grado.
Allora perché al Senato il processo breve rischia di trascinarsi fino a giugno, allungando i tempi di approvazione? Continua a leggere “Il breve e il lungo”