Homo sapiens solitarius

Ilya Fedotov-Fedorov, Homo sapiens solitarius, installazione, 2015

«La presunzione di sapere è contagiosa. Milioni di persone possono pensare di aver capito solo perché il vicino pensa di aver capito e questo, a sua volta, si è affidato al vicino… È così che nasce l’ideologia: già all’origine di diverse guerre nel passato, ora sta disgregando l’Occidente, dove cresce la  polarizzazione. Singole comunità si allontanano, ciascuna con i suoi leader, i suoi valori, la sua certezza di capire basata sul nulla».

— La radicalizzazione delle posizioni rischia di diventare più forte oggi che i social network ci chiudono nella bolla degli amici che la pensano come noi?

«Sì, soprattutto perché la cosiddetta echo chamber — la condizione in cui le informazioni si rafforzano in quanto ribadite entro un sistema definito — non riguarda solo un gruppo di vicini di casa ma città, nazioni. Attraverso internet o i satelliti attraverso cui riceviamo notizie da tutto il pianeta. Io stesso ho colleghi con i quali dialogo di politica e mi isolo dagli altri. Dati americani mostrano tuttavia che a favorire la polarizzazione non sono tanto i social. Solo il 14% dei votanti negli Stati Uniti li usa per informarsi; la maggior parte apprende le notizie dalla tv. Ed è questo gruppo, formato dai più anziani, ad avere posizioni più radicali. La polarizzazione non dipende solo dalla Rete».

— Quali sono le altre cause?

«La globalizzazione, la crisi economica. Negli Stati Uniti tutto è iniziato negli anni Novanta, quando i repubblicani lanciarono il cosiddetto “Contratto con l’America”, creando un’ideologia che si è autorinforzata, separandosi sempre più dai liberal. In precedenza le comunità erano dominate dal buon senso, riunite attorno a figure ritenute autorevoli come i religiosi o gli intellettuali. Poi è avvenuta la disgregazione dietro a singoli maître à penser che parlano senza appoggiarsi a dati oggettivi, ma convinti di sapere».

— Viviamo una crisi della competenza?

«Sì, ed è pericolosissima. I vertici politici non hanno rispetto per la preparazione. Un leader forte invece è chi, consapevole di non sapere tutto, ascolta gli esperti. L’intelligenza non è solo la quantità di informazioni che immagazziniamo o la velocità con cui lo facciamo. Alla luce del nostro pensiero collettivo, l’intelligenza è quanto un individuo contribuisce alla comunità. Spesso i colloqui di lavoro sono inefficaci perché valutano le capacità individuali e non il potenziale contributo al ragionamento comune per la risoluzione dei problemi. Bisognerebbe valorizzare abilità come l’empatia e l’ascolto».

[ Steven Sloman intervistato da Alessia Rastelli, la Lettura #324, pag. 8 ]

La fabbrica di “like” e “follower”

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Bangladesh, la fabbrica di “like” e “follower”.
Ecco i forzati del successo online

Una troupe della britannica Channel 4 scopre a Dakha i laboratori in cui, h24, si producono consensi su Facebook e Twitter a pagamento. Un business che impiega circa 20mila persone per 12 dollari al mese. Il manager: “E’ tutto legale, se poi è immorale è un problema di chi ce lo commissiona”.

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leggi tutto: http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/08/03/news/farm_like

 

TIPI D’ACCUSO

Dunque, i disoccupati. A novembre la disoccupazione in Italia ha raggiunto l’8,3%, quindi è cresciuta del 1,3% rispetto a novembre 2008. Pare che sia il livello più alto dall’aprile del 2004: significa che prima  di quella data il tasso di disoccupazione è stato anche superiore. Ma questo è il dato generale: vediamo quello riferito ai giovani. Il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 26,5%, cresciuto del 2,9% rispetto a un anno fa. Dunque, a patire gli effetti della crisi sono soprattutto loro, visto che il valore è triplo rispetto a quello generale. Che vogliamo fare? Vogliamo aiutarli, ‘sti giovani? E allora comincino a mollare la presa quei vecchi che, dopo aver avuto tanto, restano artigliati al loro posto: potrebbe comunque essere un inizio, mi sembra. Continua a leggere “TIPI D’ACCUSO”