Paradiso Perduto

La stupidità, questo inconfessabile amore, esercita su di noi un potere ipnotico, una invincibile attiranza. Più volte l’ho sperimentato nel tram, nei luoghi pubblici, al caffè. Sto seduto al caffè, e accanto a me che vado errando nei più inesplorati continenti dell’intelligenza, seggono alcuni sconosciuti. Come avviene di solito, esalano i discorsi di costoro una stupidità ineffabile, ispirata, incantatrice. A poco a poco la mia avventura si offusca, perdo la traccia del mio viaggio solitario, cedo al richiamo primordiale della stupidità, il mio orecchio è pieno della voce della sirena. Intelligenza, ti saluto! Non penso più, non cerco più, non voglio più. Un dolcissimo languore m’invade, come in capo a un’insonnia prolungata i nostri nervi finalmente si disciolgono nello sfinimento voluttuoso del sonno. Ora mi rivolgo a voi e vi domando: “Per noi figli dell’Intelligenza, per noi figli del Peccato, questo richiamo non è forse quello lontanissimo, nostalgico del Paradiso Perduto?

Alberto Savinio, Nuova Enciclopedia, pp. 353-354

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· 107

chagall_passeggiata

Il libro che mi hai regalato è bellissimo, è lussuoso, mi fa ricordare i tempi andati, quando avevo ancora una vita pulita davanti. Poi, purtroppo, arrivò la Grande Corruzione. Ora rivedo la tua figura lontana, quando ci scorgiamo a distanza, quei capelli scuri e quegli occhiali meravigliosi che celano uno sguardo formidabile, dolcissimo, trasparente, che disarma e fa sentire tutta la bellezza vera che possiedi. Quanto è bello il tuo corpo, così snello e morbido, aggraziato, timido, dal sapore dolce. Il tuo sorriso m’incanta, non ne ho mai visto uno migliore, più adorabile, più espressivo. Questo mi colpisce di più: dietro le tue parole c’è tutta la tua storia e il tuo mondo, che m’interessano tanto che vorrei scriverci libri interi. Vorrei essere pittore per dipingerti sempre, in tutte le versioni e situazioni. Sei il mio ideale di bellezza, di gioia, d’intelligenza, di moralità, di generosità e altruismo, di interesse per il mondo e per l’umanità. Sei una donna stupenda, e fin dai primi giorni, se ricordi, mi veniva da piangere perché sentivo di non esser degno di te. E ancora un po’ lo penso: sei così pulita e profonda che non so se posso essere all’altezza. Ma il tuo amore, così grande e sentito, vero e forte, m’incoraggia e mi fa pensare che forse posso esser fiero di come sono. Ma vorrei migliorare, per poterti amare degnamente, per poterti dare tutto quello che meriti. Tu incarni la felicità, una felicità potenziale che esplode quando ci si unisce a te, spiritualmente e fisicamente, che è l’incredibile privilegio che mi è toccato. Io non riesco ancora a esprimere tutta l’ammirazione che provo: già pronunciare il tuo nome è inadeguato a far capire quanto sei grande, intelligente, profonda, arguta, enormemente simpatica. La tua simpatia – di cui ho parlato poco, perché abbagliato dalla tua bellezza totale – è grandissima, e meriteresti schiere di amici che desiderano la tua compagnia. E vogliamo parlare anche della tua capacità di scrittura e d’introspezione, e della profondità della tua cultura? Qui si aprirebbe un capitolo lungo, in cui entra in gioco il tuo talento. Se facessi la giornalista saresti una delle più brave, e se ti mettessi a scrivere libri produrresti cose di grande qualità. E’ chiaro che bisogna sentirsele, queste cose, e finché non le sentirai non è necessario forzarti. Ma così come hai trovato un amore travolgente senza nemmeno cercarlo, potrà pure accadere che ti appassioni a scrivere un’opera organica e strutturata, qualcosa che ti porterà grandi soddisfazioni. Tu sei la dimostrazione che la vita la si può apprezzare per le cose vere, semplici e profonde, quelle che veramente le danno un senso, e non per le materialità e i feticci che la guastano. Tutte queste cose messe assieme, che ho provato a sintetizzare, ma che formano solo una parte – anche piccola – della tua meravigliosa complessità, sono ciò che mi viene in mente quando dici che dietro le parole Ti Amo ci sono la tua storia e il tuo mondo. Una storia che vorrei esplorare, un mondo in cui vorrei perdermi. È impressionante sentire quanto è forte questo sentimento, quello che provo ogni volta che penso a te, cioè sempre: un amore strabiliante, così dolce e forte che mi prende ogni fibra, che quasi m’imbambola.

· 67

Quei primi messaggi erano molto misurati, è vero, ma mostrano che avevamo la chiara consapevolezza di quel che ci stava accadendo, e che non avevamo nessuna intenzione di dissimulare i sentimenti. Li dichiaravamo senza fingere, pur mantenendo un tono composto e dignitoso, segno del rispetto che eravamo decisi a portarci l’un l’altra fin dall’inizio. Ma sapevamo in che direzione stavamo andando, e ci andavamo tranquilli e sicuri, senza dubbi: quello doveva accadere, e basta. Come ho detto molte volte, sei una creatura di una bellezza “totale”: rivederti e ripensarti  mi dà il respiro grosso. Non c’è nessuna manifestazione di te che non sia bella, delicata, spontaneamente vera. Hai tante e tali qualità, e sei così affascinante – per chi sa vedere – che, come ti ho scritto, meriti la dedizione di una vita intera. Sono straconvinto che una vita passata con te sarebbe semplicemente stupenda, un premio e una grazia assoluti. Vorrei proteggerti sempre, contro tutte le contrarietà e le minacce della vita. E continuerò a incoraggiarti, perché sei solo espressione di bene e di bellezza e di bravura. Non sapevo se una cosa del genere fosse ancora possibile, nel nostro mondo, e ho scoperto che lo è. Il bello di te è che, pur essendo così superna, quindi teoricamente distante, in realtà sei semplice e amica, terrestre nella maniera più normale, ma libera da qualsiasi aberrazione che la civiltà, nel suo osceno progredire, ci ha inflitta. È così intenso il tuo essere speciale, così profondo nella sua apparente normalità, che impone riflessione e contemplazione, oltre allo slancio d’amore. Bisogna fermarsi e guardarti, e vedere la tua anima così ben scolpita e rifinita e levigata, attraverso il tuo corpo e il tuo viso così “normalmente” belli. Una bellezza che non si nota nella moltitudine in cui ci muoviamo, nelle costrizioni in cui viviamo, proprio per questa sua apparente “normalità” che non sfiora le derive esistenziali che hanno invaso il mondo. Ma tu sei bellezza, sei musica, sei amore, sei profondo rispetto per il prossimo, sei intelligenza ed equilibrio, sei fantasia, sei intelletto che scava, sei consapevolezza, sei capacità di approfondire il reale. Sei tutto: sei la donna-ragazza capace di rivoluzionare la vita, per sempre.

 

Intelligenze

Da felici siamo molto, ma molto più intelligenti che da infelici, dice Silvana De Mari. Caspita, questo sembra confliggere con l’idea che, ad esempio, le opere più sublimi — in arte e in letteratura — scaturiscano dal tormento dell’anima e (si suppone) da una conseguente infelicità. I genii, generalmente, hanno spiriti inquieti e tormentati, specie quando sono incompresi — il che accade, dicono, il più delle volte — e questo rappresenta la configurazione più tradizionale. Ma in realtà, specifica la De Mari, ciò che è in gioco non è l’intelligenza, ma sono le intelligenze: intelligenze molteplici che vanno ognuna per conto suo, e si possono dividere in quelle che agiscono su base razionale e logica e quelle che agiscono su base emotiva e analogica. E siccome a tenere i collegamenti fra le diverse intelligenze ci pensano i neurotrasmettitori come le endorfine e la serotonina (quelli che fanno star bene), se li teniamo in grande quantità e li facciamo lavorare bene e in efficienza avremo tutte le intelligenze che si muovono insieme, dando i risultati migliori. Continua a leggere “Intelligenze”

· 13


Una cosa
che mi è piaciuta molto è stata quando, parlando di noi, hai detto che la nostra amicizia non dev’essere chiusa in se stessa ma dev’essere uno stimolo per entrambi (per coltivare la serenità e la realizzazione dei progetti di ognuno di noi). Un po’ come quando avevi distinto tra l’infatuazione che si prova per una persona e il nostro pensarci, che ci aiuta a stare meglio e a lavorare con più entusiasmo. È una solidarietà partecipata che si alimenta di noi, del nostro esistere e pensare. Poi, spesso la tua opinione rispecchia il mio pensiero: abbiamo idee simili e siamo umili entrambi. Ma anche consapevoli delle nostre capacità, sia io che te, sebbene l’insicurezza continui a insidiarci più o meno assiduamente. Io credo che in fondo tu sia consapevole delle tue grandi capacità, solo che non riesci a percepire chiaramente questa consapevolezza. Sei troppo timida e insicura. Ma hai un’intelligenza così chiara e “serena”, così potente che non potrà non vincere la timidezza e l’insicurezza, che sono avversari deboli, se li guardi bene.

Per definizione

Per definizione, la macchina burocratica esclude ogni genialità e ogni capacità di giudizio; così come la fabbrica razionalizzata — un prodotto del Novecento — ha privato l’uomo di tutto ciò che è iniziativa, intelligenza, sapere, metodo, a vantaggio di un meccanismo inerte. Lo scriveva Simone Weil nel 1933.
La stessa cosa che ha continuato a fare la televisione, soprattutto quella degli ultimi trent’anni: un prodotto — dicono — del cosiddetto berlusconismo. Quel berlusconismo che, dopo aver ridotto il Paese in pezzi (i pezzi, per definizione, potrebbero anche essere reincollati), si appresterebbe ora a trasformarlo in una vera e propria mousse (che è informe e quindi definitivamente inerte).
In questo modo, l’intero processo di neutralizzazione sarebbe compiuto.

· 6

Un giorno parleremo meglio, e mi spiegherai perché “hai deluso tutti” e ti senti “una sconfitta”. Cose assurde, considerata la tua giovane età: c’è gente che non si arrende mai ed è capace di ricominciare a quaranta, cinquant’anni. E poi è inesatto che ho degli amici: ho vissuto senza amici per più di vent’anni, dopo una lunga gioventù bruciata che ha lasciato dietro di sé molti morti, per droga, malattie e disperazione. Parleremo, un giorno, e mi dirai perché ti senti una sconfitta. Di sicuro sei molto intelligente e sensibile, e sei molte altre cose, lo vedo, lo sento.  Se sei imbranata, questo si mescola alla tua dolcezza e crea qualcosa di molto speciale. Mi piace quando dici che t’infondo sicurezza e che senti il mio sguardo senza vederlo: dici che è attento e accogliente, e animato da una curiosità “buona” che lo rende acuto ma non invadente.  Ma devi spiegarmi come riesci a vedere che mi sono salvato l’anima: le sofferenze non sempre la raffinano, spesso anzi accade il contrario.