Sette personaggi

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Sette personaggi in cerca di pace, ognuno distantissimo dall’altro, incapaci di guardarsi  negli occhi. Sette figure fermate con tutta probabilità sulla terrazza del Parc de Saint Cloud, dove Edward Hopper amava andarsi a sedere, che guardava la Senna. Uno sfruttatore; una monumentale prostituta, ammiccante, truccatissima, i capelli alla garçonne; un uomo con barba e cappello; un militare in alta uniforme o un domatore di circo visto di spalle (sarà lui l’oggetto di desiderio della prostituta?); un pagliaccio dallo sguardo assente; una coppia di borghesi che guarda la scena con distacco solo apparente: ecco i protagonisti di Soir Bleu, quadro anomalo nell’ambito della stessa produzione artistica di Hopper. Non solo per le dimensioni: 182,7 per 91,8 centimetri contro una media di 70 per 60; ma anche per il destino: esposto nel 1915 al MacDowell Club di New York, in pratica la prima vera mostra dedicata a Edward, non piacque né ai critici («troppo europeo e troppo vecchio come stile») né al pubblico, forse perché a fianco nella stessa esposizione l’artista volle mettere il più convenzionale New York Corner. Così Hopper avrebbe deciso di riprenderselo e di non mostrarlo più, tanto che sarà riscoperto, nel suo studio, solo dopo la morte, il 15 maggio 1967.

Stefano Bucci, in la Lettura #230, pp. 28-29

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Il membro


Il membro virile corrisponde ai genitori perché contiene il principio del seme, e ai figli perché esso è anche causa della loro nascita; inoltre corrisponde alla moglie e all’amante perché è destinato all’amore, e ai fratelli e a tutti i consanguinei perché ogni relazione di parentela trae origine dal membro. Esso rappresenta inoltre la forza e la virilità del corpo, perché pure di queste è causa, tanto che da alcuni è detto anche “virilità”; e rappresenta pure i discorsi e la cultura, perché il membro è tra tutte le cose la più feconda, come la parola: a Cillene ho visto una statua di Hermes rappresentata non da altro che da un fallo, secondo una certa naturale analogia.
Ancora, il membro corrisponde alla ricchezza e al possesso, perché ora cresce e ora si ritira, e può dare ed eliminare; ai progetti segreti, perché i pensieri e il membro sono omonimi; alla povertà e alla servitù e alla prigione, perché è chiamato pure così ed è simbolo della necessità; infine al rispetto dovuto a una carica importante, perché anche per questo usiamo una medesima parola. Dunque quando esiste e si trova al giusto posto, significa la stabilità di ogni singola cosa che si assimila al membro; quando cresce indica la crescita delle stesse, e quando manca la loro privazione. Se è doppio, segnala che diverranno doppie, tranne che per quanto riguarda la moglie o l’amante: al contrario, di queste comporta la privazione, perché non è possibile usare contemporaneamente due falli. Conosco un tale che era schiavo, e sognò di avere tre falli: divenne libero, e ottenne tre nomi in luogo di uno, aggiungendo al proprio quelli di chi lo aveva liberato. Ma ciò accadde una volta sola; e non occorre stabilire le interpretazioni sulla base di casi isolati, bensì sui fatti che si verificano regolarmente.

Artemidoro, Il libro dei sogni, 45, Adelphi, Milano 1975