Donne d’Israele

Nel 1947, per ottenere il riconoscimento dello Stato di Israele da parte della formazione Agoudat Israel, Ben Gurion ha concesso il mantenimento della giurisdizione religiosa sul diritto di famiglia – secondo una tradizione ereditata dal sistema ottomano del millet. Anche se, dal 2001, i casi relativi alla custodia dei bambini e al pagamento degli alimenti possono essere regolati da organismi civili paralleli, i tribunali rabbinici, dominati dalla corrente ultraortodossa, rimangono gli unici competenti a pronunciarsi sui matrimoni e divorzi fra ebrei. Questi tribunali sono luoghi esclusivamente maschili, poiché le donne, non avendo il diritto di diventare rabbini, non possono neanche diventare giudici rabbinici, né essere ascoltate come testimoni. Peggio ancora: l’atto di divorzio (il ghet) non può essere rilasciato senza il consenso del marito, che dispone di una temibile arma di ricatto per ottenere vantaggi nella separazione. Qualora rifiuti, la moglie non potrà risposarsi; se lei avrà altri figli, saranno considerati dei mamzer, dei bastardi. Secondo Ruth Halperin-Kaddari, ricercatrice all’università Bar-Ilan, oggi, circa centomila agunah (incatenate) si trovano di fronte alla scelta di rinunciare al divorzio o accettare condizioni ingiuste.

Laura Raim, Le Monde diplomatique Italia, Novembre 2017, p. 6

Finmeccanica / Israele

Venerdì, a Piazza Affari, il titolo Finmeccanica è schizzato a 4,04 euro, arrivando a guadagnare il 15,9%. Il portentoso rialzo fa seguito all’annuncio che il ministero della Difesa di Israele ha scelto di acquistare dalla società controllata Alenia Aermacchi 30 aerei da combattimento M346 per addestrare i piloti militari, per l’ammontare di 1 miliardo di dollari. Entro il primo semestre del 2012 dovrebbe concretizzarsi l’ordine, con consegne a partire dal giugno 2014. Finmeccanica l’ha spuntata sulla sua principale concorrente, la Korean Aerospace Industries.
Per Finmeccanica il 2011 è stato un anno drammatico, con l’uscita di scena tutt’altro che tranquilla del presidente Pierfrancesco Guarguaglini, a cui ha fatto seguito un secondo semestre di drastica pulizia di bilancio. I primi nove mesi del 2011 si erano chiusi con una perdita di 358 milioni di euro, dopo svalutazioni diverse per 753 milioni. E nei conti del quarto trimestre 2011 sono previste altre svalutazioni per circa 1 miliardo di euro, una buona parte legata ai valori di avviamento della controllata americana Drs, acquistata nel maggio 2008 per 5,2 miliardi di dollari (4 miliardi di euro). Complessivamente, ci si aspetta che il bilancio 2011 chiuda con una perdita di oltre 960 milioni di euro. Va da sé che una perdita così grossa vada affrontata con una forte ristrutturazione aziendale, che permetta a Finmeccanica di tornare a una redditività in linea con le aziende concorrenti. Oltre alle svalutazioni di asset e di avviamenti per circa 1 miliardo e mezzo di euro, dovrebbero esserci un taglio di costi per 400-500 milioni di euro, la vendita di attività varie per incassare circa 1 miliardo di euro e la riduzione dei piani d’investimento. E, naturalmente, per il 2011 gli azionisti non percepiranno alcun dividendo.
Ansaldo Breda, la società di Finmeccanica che produce materiale ferroviario, è cronicamente in perdita e nessuno la vuol comprare. Così, non resta che avviare anche lì una dura ristrutturazione, con chiusura di impianti, che dovrebbe portare a risparmi di 40 milioni di euro nel 2012 e benefici complessivi di 90 milioni nel 2014. Nelle attività aeronautiche, la prevista ristrutturazione dovrebbe portare benefici per 200 milioni di euro nel 2013 e per 270 milioni nel 2015. Per il 2012 ci si aspetta comunque un andamento positivo della raccolta ordini, grazie ai Paesi emergenti: il buon auspicio viene proprio dall’ultima commessa arrivata da Israele, che — a quanto pare — non esclude di doversi impegnare in future campagne militari.

 

Ritornare a casa 3

Se vogliamo che ai nostri scritti non manchi nulla, è indispensabile far ritorno a casa. Non è necessario tornare a vivere dai propri genitori e ricominciare a farsi mantenere da loro: bisogna però prendere atto delle nostre origini, e penetrarle a fondo. Bisogna onorarle e abbracciarle, o per lo meno giungere ad accettarle. […]
Le nostre origini influiscono sul nostro modo di scrivere. Influiscono anche sulla struttura stessa del linguaggio. Mi capita spesso di scrivere secondo il ritmo ripetitivo delle preghiere e dei canti ebraici. Anche se i miei genitori non erano praticanti, in occasione delle festività solenni mi portavano in sinagoga dove potevo assistere ai riti che vi si celebravano. Da bambini siamo particolarmente impressionabili. È allora che il ritmo del linguaggio ci entra dentro. Qualcuno ha affermato che a rendere grande un poeta non è tanto quel che dice, quanto la capacità di entrare in sintonia con certi ritmi del linguaggio. […] Continua a leggere “Ritornare a casa 3”