Uccidere la cultura I

Quando ho cominciato, agli inizi degli anni Settanta, la facoltà era nata da poco e risentiva fortemente del clima del Sessantotto. Di fatto le cariche erano assunte a rotazione, non esisteva quasi traccia di autorità e potere accademici, tutto si svolgeva in modi democratici. Una prima svolta si è avuta negli anni Ottanta, quando per la prima volta ho assistito a vere e proprie competizioni per diventare preside di facoltà. Nell’ultimo ventennio, da un lato la facoltà conservava elevati standard professionali, dall’altro si diffondeva il clientelismo, l’apparato burocratico veniva gonfiato enormemente, crescevano i debiti, sino alla catastrofe attuale dell’intera Università di Siena. Contemporaneamente il passaggio al 3+2 e al sistema dei crediti, realizzato a Siena con particolare prontezza e singolare durezza, si è risolto in un moltiplicarsi confuso di moduli e di corsi di laurea, con un peggioramento complessivo della qualità dell’insegnamento. Il ritorno a corsi più lunghi di 72 ore ha un poco raddrizzato la situazione nel triennio, mentre nel biennio i moduli di 36 ore continuano a imperversare con conseguenze tutt’altro che positive. Se non si dà una frequentazione nel tempo fra professore e allievi e se non si permette allo studente di stare su libri impegnativi in continuazione per diversi mesi e non solo per poche settimane, è ovvio che l’insegnamento ne risenta. Se si aggiunge poi l’incredibile burocratizzazione del ruolo di docente, sempre di più sottoposto a controlli di tipo quantitativo invece che qualitativo e sempre di più indotto a esercitare un ruolo impiegatizio ed esclusivamente didattico in senso pigramente ripetitivo, si può capire in quale spirale siamo caduti.

Romano Luperini

http://temi.repubblica.it/micromega-online/luperini-il-ventennio-berlusconiano-ha-ucciso-la-cultura/

Scilipoti vola

«Roma 30.06.2011: – L’on. Domenico Scilipoti (MRN) si è recato a Londra, presso la Camera dei Lords, per un incontro informale su invito di Lord Thomas Taylor, già Presidente del Consiglio Consultivo di Energia Elettrica e Presidente Nazionale dell’Autorità per l’Istruzione del Regno Unito, nonché consulente di varie Holdings e fondatore del Consiglio dell’Università di Lancaster.
Nell’occasione vi è stato un proficuo scambio di idee su tematiche importanti che interessano i due Stati quali le condizioni e le problematiche relative al mondo della scuola, alla disciplina delle intercettazioni telefoniche, alla medicina non convenzionale, all’ambiente e alle fonti energetiche rinnovabili.
L’incontro si è concluso con lo scambio reciproco dell’impegno di un futuro confronto, programmato per il prossimo autunno».