Leonard Bernstein’s Lectures: 6. The Poetry of Earth

Bernstein’s lectures covered a lot of terrain, touching on poetry, linguistics, philosophy and physics. But the focus inevitably comes back to music — to how music works, or to the underlying grammar of music.

SIXTH LESSON: THE POETRY OF EARTH

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Leonard Bernstein’s Lectures: 5. The 20th Century Crisis

The lectures run over 11 hours. They’re considered masterpieces, beautiful examples of how to make complicated material accessible. And they’re available in full on YouTube.

FIFTH LESSON: THE 20TH CENTURY CRISIS

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Leonard Bernstein’s Lectures: 4. Delights & Dangers of Ambiguity

The lectures run over 11 hours. They’re considered masterpieces, beautiful examples of how to make complicated material accessible. And they’re available in full on YouTube.

FOURTH LESSON: DELIGHTS AND DANGERS OF AMBIGUITY

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Leonard Bernstein’s Lectures: 3. Musical Semantics

Delivered in the fall of 1973 and collectively titled “The Unanswered Question,” Bernstein’s lectures covered a lot of terrain, touching on poetry, linguistics, philosophy and physics. But the focus inevitably comes back to music — to how music works, or to the underlying grammar of music.

THIRD LESSON: MUSICAL SEMANTICS

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Leonard Bernstein’s Lectures: 2. Musical Syntax

Delivered in the fall of 1973 and collectively titled “The Unanswered Question,” Bernstein’s lectures covered a lot of terrain, touching on poetry, linguistics, philosophy and physics. But the focus inevitably comes back to music — to how music works, or to the underlying grammar of music.

SECOND LESSON: MUSICAL SYNTAX

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Leonard Bernstein’s Lectures: 1. Musical Phonology

In 1972, the composer Leonard Bernstein returned to Harvard, his alma mater, to serve as the Charles Eliot Norton Professor of Poetry, with “Poetry” being defined in the broadest sense. The position, first created in 1925, asks faculty members to live on campus, advise students, and most importantly, deliver a series of six public lectures. T.S. Eliot, Aaron Copland, W.H. Auden, e.e. cummings, Robert Frost, Jorge Luis Borges — they all previously took part in this tradition. And Bernstein did too.

FIRST LESSON: MUSICAL PHONOLOGY

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Spazzavento

Ho cominciato a frequentare degli incontri letterari che si tengono a Bologna, attualmente presso la Biblioteca Sala Borsa, uno dei più recenti gioielli culturali della città. E’ probabile che il nome a questi incontri — Spazzavento — l’abbiano dato i principali animatori dell’iniziativa, gli scrittori Gianni Celati e Ermanno Cavazzoni. Oltre a loro ne partecipano altri, fra cui Paolo Nori e Ugo Cornia, emiliani anch’essi.
Gli incontri sono interessanti, vi si propongono testi e racconti per immagini e filmati, si dialoga, si tracciano linee che possono diventare progetto. Il nome Spazzavento, a quanto ho capito, richiamerebbe l’intento di spazzar via, di far piazza pulita di certe condizioni e devianze che inquinano, menomano, snaturano il mondo editoriale e letterario.
Ebbene, il prossimo incontro del gruppo si terrà sabato 7 maggio a Bologna, nella cosiddetta Sala Borsa, in Piazza del Nettuno, e invito chiunque mi legga a parteciparvi. Un invito che difficilmente potrà essere ignorato, dopo aver letto la mail con cui Ermanno Cavazzoni ha convocato gli interessati: in particolare, è istruttivo vedere il rapporto che l’autore del Poema dei lunatici (come molti altri scrittori, suppongo) ha con la matematica.

Cari amici tutti, amiche ecc., la prossima riunione di Spazzavento è stata fissata per il 7 maggio ore 16, sempre Sala Borsa (p.zza Maggiore, Bologna), però al piano terra, a sinistra dopo l’entrata, nella sala detta Auditorium.
Non ci sarà impianto d’amplificazione, qualcuno dice che è meglio.
Che cosa faremo? Elisabetta Menetti propone lezioni accademiche di massimo dieci minuti, su temi però lontani dall’accademia. Continua a leggere “Spazzavento”

LEZIONI

Nabokov

Quando si legge, bisogna cogliere e accarezzare i particolari. Non c’è niente di male nel chiarore lunare della generalizzazione, se viene dopo che si sono amorevolmente colte le solari inezie del libro. Se si parte invece da una generalizzazione preconfezionata, si comincia dalla parte sbagliata e ci si allontana dal libro prima ancora di aver cominciato a capirlo. Non c’è niente di più noioso e di più ingiusto verso l’autore che mettersi a leggere, per esempio, Madame Bovary, con l’idea preconcetta che sia una denuncia della borghesia. Non dimentichiamo che l’opera d’arte è sempre la creazione di un mondo nuovo; per prima cosa, dovremmo quindi studiare questo mondo nuovo il più meticolosamente possibile, come se fosse qualcosa che avviciniamo per la prima volta e che non ha alcun rapporto immediato con i mondi che già conosciamo. Una volta studiato attentamente questo mondo nuovo, allora soltanto possiamo analizzarne i legami con altri mondi, con altri settori della conoscenza. Continua a leggere “LEZIONI”