Nella misura in cui

Nella misura in cui

Locuzione fortunatissima; poco felice, sostituibile, pure è abbastanza tollerata dai linguisti. Da galera non è; ma se ne abuso, specialmente nel linguaggio politico. Lieve variante della vetusta espressione a misura che; questa il Tommaseo annotava senza riprovarla lui istesso, ma dicendola riprovata da alcuni. Citava, il Dalmata, esempi del Redi, del Forteguerri e di altri. Per l’odierna spropositata divulgazione di nella misura in cui ci hanno messo lo zampino i francesi; tuttavia è da rivendicare alla locuzione una discendenza nobile e antica, cioè il latino dei Vangeli, là dove Matteo ammonisce chi guarda la pagliuzza nell’occhio altrui a tener conto della trave che è nel proprio: «In qua mensura mensi fueritis, remetietur vobis», cioè «Nella misura in cui avrete misurato, sarete voi stessi misurati». Non è da stupire dunque se, forti di tanto esempio, certi ispirati uomini politici non si lasciano scappar l’occasione di modellare le loro esercitazioni tribunizie a somiglianza della prosa evangelica.

Luciano Satta, Come si dice, Sansoni, Firenze, seconda edizione 1974, pag.227

Il lettore moderno

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Anni fa si diceva che il lettore moderno deve ottenere — nel senso che ne possiede il diritto — una formazione scolastica adeguata, che gli insegni non solo a leggere, ma anche a saper leggere.

Significa che il lettore dev’essere in grado di riconoscere e capire — poiché l’ha imparato e introiettato — il sistema di norme linguistico-stilistiche che costruisce l’oggetto letterario che sta leggendo e a cui si sta dedicando.

La letteratura, dunque, è fatta così: di intenzioni espressive e di strumenti adottati, che possono venire dalla tradizione, o dagli usi attuali, o da applicazioni originali e poco (o niente) sperimentate, per dare a queste intenzioni espressive sostanza e forma, ovvero corpo e aspetto.