Tevis & Partners/2: declassamento di Massimo Gramellini (al 2011)

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Questo schema operativo, rivelatosi vincente nella sfera del giornalismo-opinionismo, è stato riproposto nel primo romanzo di Massimo Gramellini, L’ultima riga delle favole (Longanesi 2010). Ma la trasposizione in un’opera narrativa di questo insieme di tecniche non ha avuto un effetto di pari qualità.

Il protagonista della storia è un uomo che crede poco in se stesso e subisce la vita, più che viverla. Un giorno, dopo un’aggressione sul molo, rischia di annegare e si risveglia in un’altra realtà, alle “Terme dell’anima”, dove inizia un percorso iniziatico-simbolico che lo condurrà a vincere le sue paure, a guardarsi dentro, a scoprire il proprio talento e a trovare l’amore, prima dentro di sé e poi verso quella che si rivelerà la sua anima gemella.

paulo-coelhoLa storia risulta canonica, richiamante l’impostazione del famoso romanzo L’alchimista di Paulo Coelho (pubblicato in Italia nel 1995 da Bompiani), di cui l’autore sembra voler seguire le orme.
Egli ha voluto ripercorrere in chiave adulta il ruolo delle fiabe, per offrire al lettore il modo di riflettere sull’essenza del vivere, di capirsi, nonché di scindersi, analizzarsi e riunirsi.

«Aveva imparato da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso per molto tempo significa che non è più un’illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione.» Continue reading

(Nota: la presente relazione di rating è precedente all’uscita del successivo romanzo dell’autore)

Tevis & Partners/1: rating di Massimo Gramellini

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Massimo Gramellini, attuale vice-direttore del quotidiano torinese La Stampa, dal 1999 vi scrive in prima pagina un corsivo di ventotto righe – intitolato “Buongiorno” – a commento di un fatto della giornata precedente.

I “Buongiorno” di Massimo Gramellini sono svolti in forma molto rigorosa: un riquadro rettangolare in taglio basso, contenente un testo diviso in due colonne, composto di due paragrafi. Uno schema complessivo che si ripete con poche variazioni. I due paragrafi che formano il testo sono perlopiù di lunghezza diversa, ma possono anche essere uguali. Più spesso, il primo paragrafo supera il secondo del 50%, nella proporzione di tre quarti/un quarto. Talvolta, il secondo paragrafo si riduce a due o tre righe, e in qualche raro caso sparisce in favore di un testo indiviso.

Il rigore formale dei “Buongiorno” di Massimo Gramellini ne investe anche la struttura concettuale ed espositiva. Essa è regolarmente improntata a una “generalizzazione semplificante” di situazioni di base – delle quali non è necessario conoscere i dettagli di sostanza – su cui l’autore costruisce una rappresentazione moralistico-apologetica della realtà che vuol descrivere, per darne una sorta di interpretazione autentica. Continue reading