decontestualizzare

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Leggere un resoconto su una sofferenza inspiegabile, espresso in modo chiaro e diretto, con frasi essenziali e incisive, può aprire la mente su certe cose. In casi come questo, la semplicità espositiva diventa così efficace che permette di osservare il fenomeno dall’esterno, e così di uscire dal “corpo doloroso”. È un modo per astrarsi dalla pastoia velenifera che attanaglia la psiche: equivale a de-contestualizzarla per poterla decifrare nei suoi aspetti, e poi tornarla a guardare da una certa distanza nel suo insieme ricostituito, come spettatore. Essere spettatore aiuta molto, aiuta moltissimo. Ma il problema risorge quando ci si sente prigionieri — oltre che del proprio corpo — di una cella, dove non c’è possibilità di ascolto, cioè di essere ascoltati, e nemmeno c’è possibilità di parlare a qualcuno che capisca ciò che dici.

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· 107

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Il libro che mi hai regalato è bellissimo, è lussuoso, mi fa ricordare i tempi andati, quando avevo ancora una vita pulita davanti. Poi, purtroppo, arrivò la Grande Corruzione. Ora rivedo la tua figura lontana, quando ci scorgiamo a distanza, quei capelli scuri e quegli occhiali meravigliosi che celano uno sguardo formidabile, dolcissimo, trasparente, che disarma e fa sentire tutta la bellezza vera che possiedi. Quanto è bello il tuo corpo, così snello e morbido, aggraziato, timido, dal sapore dolce. Il tuo sorriso m’incanta, non ne ho mai visto uno migliore, più adorabile, più espressivo. Questo mi colpisce di più: dietro le tue parole c’è tutta la tua storia e il tuo mondo, che m’interessano tanto che vorrei scriverci libri interi. Vorrei essere pittore per dipingerti sempre, in tutte le versioni e situazioni. Sei il mio ideale di bellezza, di gioia, d’intelligenza, di moralità, di generosità e altruismo, di interesse per il mondo e per l’umanità. Sei una donna stupenda, e fin dai primi giorni, se ricordi, mi veniva da piangere perché sentivo di non esser degno di te. E ancora un po’ lo penso: sei così pulita e profonda che non so se posso essere all’altezza. Ma il tuo amore, così grande e sentito, vero e forte, m’incoraggia e mi fa pensare che forse posso esser fiero di come sono. Ma vorrei migliorare, per poterti amare degnamente, per poterti dare tutto quello che meriti. Tu incarni la felicità, una felicità potenziale che esplode quando ci si unisce a te, spiritualmente e fisicamente, che è l’incredibile privilegio che mi è toccato. Io non riesco ancora a esprimere tutta l’ammirazione che provo: già pronunciare il tuo nome è inadeguato a far capire quanto sei grande, intelligente, profonda, arguta, enormemente simpatica. La tua simpatia – di cui ho parlato poco, perché abbagliato dalla tua bellezza totale – è grandissima, e meriteresti schiere di amici che desiderano la tua compagnia. E vogliamo parlare anche della tua capacità di scrittura e d’introspezione, e della profondità della tua cultura? Qui si aprirebbe un capitolo lungo, in cui entra in gioco il tuo talento. Se facessi la giornalista saresti una delle più brave, e se ti mettessi a scrivere libri produrresti cose di grande qualità. E’ chiaro che bisogna sentirsele, queste cose, e finché non le sentirai non è necessario forzarti. Ma così come hai trovato un amore travolgente senza nemmeno cercarlo, potrà pure accadere che ti appassioni a scrivere un’opera organica e strutturata, qualcosa che ti porterà grandi soddisfazioni. Tu sei la dimostrazione che la vita la si può apprezzare per le cose vere, semplici e profonde, quelle che veramente le danno un senso, e non per le materialità e i feticci che la guastano. Tutte queste cose messe assieme, che ho provato a sintetizzare, ma che formano solo una parte – anche piccola – della tua meravigliosa complessità, sono ciò che mi viene in mente quando dici che dietro le parole Ti Amo ci sono la tua storia e il tuo mondo. Una storia che vorrei esplorare, un mondo in cui vorrei perdermi. È impressionante sentire quanto è forte questo sentimento, quello che provo ogni volta che penso a te, cioè sempre: un amore strabiliante, così dolce e forte che mi prende ogni fibra, che quasi m’imbambola.

· 106

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Oggi, mentre in garage scendevo dalla macchina, mi sono guardata intorno pensando a quanto avevo aspettato questa vacanza e a come ora è già finita… però non l’ho pensato con tristezza ma con felicità, perché anche se queste settimane sono volate (mi sembra siano passate velocissimamente…) sono state stupende, e davvero sono già scolpite dentro me, come ti ho scritto, non le dimenticherò mai. Ti amo così tanto. È stato indescrivibilmente bello camminare con te, vedere tante cose, fare a lungo l’amore, addormentarci e svegliarci insieme, con te che mi sorridevi dolcemente, e poi finalmente non essendo incalzati dal tempo abbiamo potuto parlare con calma e profondamente, di tutto: di noi, di me, di te, di letteratura, di qualunque cosa. È stato bellissimo gironzolare in libreria e uscire carichi di libri e dischi e bere il tè insieme e riposarci stremati su una panchina, sedere al ristorante elegante con una zuppiera d’insalata davanti mentre tu rischiavi di far cadere tutte le bottiglie presenti sul tavolo, e poi fare colazione mentre tu spalmavi il burro e io mi gustavo le torte presenti e poi ormai (ma questo già le altre volte) mi sento così a mio agio con te, non m’importa se mi vedi con la fascia in testa o se esco dal bagno o cose del genere, e poi tu sei stato meraviglioso con le tue carezze, le tue coccole, quando abbiamo fatto l’amore (compreso anche quando eravamo stanchi e mi accarezzavi soltanto) mi hai fatta impazzire di piacere. Stamattina all’inizio ero un po’ strana: ero ancora stanca per la fatica di ieri e perché la notte avevo dormito poco e poi ero un po’ malinconica perché ormai dovevamo tornare a casa e così mi sono rattristata fraintendendo le cose che dicevi… Quando mi hai detto che a volte ti senti smarrito e poi ti sei commosso, be’, sappi che non sei solo e non sei smarrito: hai solo bisogno di esprimere il te stesso più vero, di conoscerti e di farti conoscere e di prendere contatto con certe parti di te che ancora possono farti soffrire.

 

· 105

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Ho per te una passione sconvolgente, che finalmente mi rende felice. I turbamenti che mi coglievano qualche mese fa sono spariti e non torneranno: non abbiamo più dubbi o incertezze, siamo gioiosi nel darci l’uno all’altra, spensierati e desiderosi di renderci felici, sentendoci sostenuti, accuditi, coccolati, amati. Io ti penso sempre e vorrei sempre abbracciarti, farti sentire la mia presenza, farti sentire quanto sei bella e importante, brava e meritevole di tutta l’attenzione del mondo. Sei stupenda e insuperabile, e il nostro amore è così forte e scatenato che ci spinge a incollarci e accarezzarci quasi ovunque, dimentichi del mondo che ci ruota intorno, persi nel guardarci negli occhi, nel sussurrarci, nell’accarezzarci ovunque le nostre mani possano arrivare (le mie, spesso, più intraprendenti delle tue). Sembra che abbiamo un tale arretrato, un tale debito d’amore che per saziarci ci vorrebbero settimane intere. Far l’amore, coccolarci, mangiare, bere, far l’amore, fare un giretto, coccolarci e fare l’amore, dormire, fare una bella colazione e poi far l’amore di nuovo, prima di fare un altro giretto e tornare a far l’amore. E, fra una cosa e l’altra, parlare di noi, di quel che ci circonda, del mondo e della vita, dei nostri progetti e di ciò che stiamo realizzando. E poi, naturalmente, tornare a far l’amore, ad abbeverarci l’uno alla fonte dell’altra, a legarci in un’unione che serve a darci vita ed energia e voglia di fare. Questa è la nostra condizione. Tu sei una creatura splendida nella tua semplicità, così rassicurante e stabile nella tua bellezza e intelligenza trasparenti. Per me sei perfetta, pur nelle tue peculiarità tanto evidenti che confliggono col concetto di perfezione; ma sono queste “imperfezioni”, le tue, uniche e inconfondibili, che mi stregano.
Sono tuo, ti amo perdutamente, ti sogno e ti vedo anche quando non ci sei, e di fatto mi accompagni sempre, dai senso alle mie giornate e uno scopo alla mia vita. Grazie a te non desidero più morire, non ora, almeno. C’è tempo: voglio conoscerti ancora, amarti, farti felice, condividere con te, nutrirmi di te e farmi guarire dalle tue mani magiche e affusolate. Spero veramente di esser degno di te, della tua attenzione, del tuo amore, della dedizione che mi stai offrendo. Mi stai dando una quantità incommensurabile di cose belle, quelle che racchiudi in te e che mi doni così generosamente e incondizionatamente. Sei fatta per amare e per essere amata, lo dissi fin dall’inizio e lo vedo confermato ogni giorno. Io non posso non amarti, ti adoro come una piccola divinità: sei tutto, sei lo splendore che illumina i giorni.