Writing 70

01

Grazie a te ho intrapreso quello che non riuscivo ad affrontare. Guardandoti, osservandoti, sono riemerse le forze della consapevolezza, che sembravano sparite sotto la superficie. Le pensavo dissolte, invece non lo erano. I miei richiami non servivano, fino a quando sono risorte da sole, come suscitate dalla tua presenza, dal tuo esempio, dal tuo modo di vivere, dunque di esprimere cosa significa essere nel mondo. Perché sei sempre alla ricerca di significati, di relazioni, di connessioni: la curiosità e il bisogno di conoscere ti guidano, e nella ricerca esprimi la tua tensione al bello e al bene, all’umano. Una tensione pura. E l’affetto e l’amore ti sono connaturati, sono costitutivi di ciò che fai. Allora penso a chi sostiene che la vita e l’umanità, con i complessi meccanismi naturali che le governano, tendono al Bene. Che ogni malfunzionamento, malformazione, ogni malvagità che si verificano non sono che deviazioni da questa linea di continuo accrescimento dell’essere, che partendo dalle origini si realizza con l’incessante energia che muove tutto. E tu tendi al Bene, sei pura, vuoi sempre esprimere l’umanità nel senso migliore. Questo l’ho sentito subito, appena ti ho vista.

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Valori

02

I valori, però, sono molteplici, relativi, spesso incompatibili. I valori confliggono. Ma qual è, allora, la validità di un valore rispetto all’altro?
I valori valgono, osservava Carl Schmitt giocando sull’etimologia della parola, finché valgono: un valore «non è nulla se non s’impone; la validità deve continuamente essere attualizzata, cioè esser fatta valere. Chi dice valore vuol far valere e imporre». «Non appena l’imporre e il far valere diventano una cosa seria, la tolleranza e la neutralità si ribaltano nel loro opposto, cioè in ostilità.»

Mauro Bonazzi, in La Lettura #205, pag. 7