La gloria umana

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Il punto è che gli dèi di Omero sono fatui, superficiali, ridicoli, spregevoli; si mescolano alla tragedia degli uomini per capriccio, divertimento, puntiglio; cambiano casacca, tifano, intrigano, bisticciano come comari e la sera si ritrovano tutti a banchettare sull’Olimpo. È la loro miseria etica a far risaltare la grandezza, il coraggio, il dolore, l’eroismo degli uomini e delle donne mortali, che pagano di persona lo spettacolo offerto da quelle banderuole. La gloria umana rifulge nell’infamia degli dèi.

Daniele Giglioli, in La Lettura #205, pag. 13

Iliade


Dal Corriere della Sera di ieri, p.17:

«Non voglio nemmeno pensare all’ipotesi che D’Alema lasci il Parlamento. Ma se le serve una mia dichiarazione, scriva così: scriva che siamo nell’epoca dei motorini, eppure qualche Ferrari, in giro, ancora si trova».
[…]
«No, dico: lo sa che mentre commentavano le feste di quelli del Pdl travestiti da Ulisse e con le teste di maiale, D’Alema ad un certo punto s’è messo a recitare l’Iliade? Secondo lei, qui, a Montecitorio, quanti ce ne sono che sanno l’Iliade a memoria?».