· 37


Sono contento di essere una persona completa: se lo dici tu, mi convinco che è vero. Perché di te e del tuo giudizio mi fido moltissimo: sei la persona più giudiziosa che ho mai conosciuto. Per questo sei preziosa come pochissime altre, che saranno nascoste da qualche parte nel mondo. Ma a me piace pensarti come unica. Hai un carattere magnifico e un’intelligenza superiore: sono convinto che sai badare a te stessa e che saprai fare le scelte più giuste per la tua vita, forse proprio grazie all’esperienza negativa degli ultimi anni, che ti ha resa più accorta. Quindi apriti di più e non lasciarti guidare troppo da me, segna tu la traccia: perché io sono un passionale e potrei sbagliare. Ma sono anche molto cerebrale, a dire il vero. Di sicuro voglio aiutarti, farti guarire: questo è ciò che dobbiamo tener presente; qualsiasi mio comportamento che non sia adatto a questo proposito andrà evitato, dunque aiutami a non sbagliare. Non sopporto l’idea di fare cose che poi possono farti soffrire.

Bunga Bunga al Covent Garden

Leggendo su Vanity Fair un’intervista — intitolata Bunga Bunga al Covent Garden — al giovanissimo direttore d’orchestra Daniele Rustioni, “che per 15 anni ha fatto solo casa-conservatorio, poi ha imparato a sopravvivere all’orchestra ed è diventato famoso”, trovo dei temi che, se non nuovi, restano comunque interessanti nella loro trasparente semplicità. Perché aiutano a mantenere chiaro il fatto che in tutti i campi — tutti — c’è un filo comune che unisce la vita e l’esperienza e riesce a rappresentare le cose.

“… in Inghilterra ti fanno crescere in modo graduale, senza spintarelle, lobby, famiglie… Piccoli passi e meritocrazia”.

“In altri paesi — sì certo, anche in Italia — ci possono essere altre logiche. Quando girano sempre gli stessi nomi, qualche domanda bisogna farsela.”

“Un nome straniero appare più interessante. Vale anche per me: se non fossi andato in Inghilterra forse non mi avrebbero dato spazio, invece qualcuno avrà pensato: Ah, Rustioni! E’ a Londra, allora è bravo!”

“In Italia siamo tutti molto passionali, con poca cultura del cosiddetto collettivo: ognuno pensa di dover dire la sua, e a volte è difficile tenere durante le prove la stessa serietà e professionalità che ci vuole davanti al pubblico. Così, se in altri Paesi a volte l’orchestra dà il meglio durante la prova, in Italia non ci sono dubbi, ed è incredibile, l’orchestra si trasfigura quando si alza il sipario: scatta la magia, il fuoco, la passione, il miracolo all’italiana.”

“Il silenzio e la disciplina delle persone con cui lavori vanno conquistati con la concentrazione, la fiducia, la passione. L’autorevolezza la si acquisisce con competenza, estrema autenticità, studio.”

Com’è l’Italia, vista dall’estero?
“Sconcertante. E’ chiaro che in questo momento ci facciamo ridere dietro, e a volte mi vergogno. Ma il vero problema non è Berlusconi, che privatamente può fare quello che vuole, è la pratica di governo, la politica dei tagli: la cultura è la nostra risorsa, eppure non creiamo più nulla, perfino in Tv ci limitiamo a copiare. La musica e la cultura sono valori sociali: purtroppo la nostra classe dirigente è formata da ignoranti. Che dire? Se Bocelli rimane il nostro unico baluardo, siamo messi male.”

La vera vita

Tutte le scuole concordano nell’ammettere che l’uomo, prima della conversione filosofica, si trova in uno stato d’inquietudine infelice, che è vittima della cura, delle preoccupazioni, lacerato dalle passioni, che non vive veramente, che non è se stesso. Tutte le scuole concordano anche nel credere che l’uomo possa essere liberato da questo stato, che possa accedere alla vera vita, migliorare, trasformarsi, raggiungere uno stato di perfezione. Gli esercizi spirituali sono precisamente destinati a questa educazione di sé, a questa paideia, che ci insegnerà a vivere non già conforme ai pregiudizi umani e alle convenzioni sociali (poiché la vita sociale è essa stessa un prodotto delle passioni), ma conforme alla natura dell’uomo, che non è altro che la ragione. Tutte le scuole, ciascuna a suo modo, credono dunque nella libertà della volontà, grazie a cui l’uomo ha la possibilità di modificare se stesso, di migliorare, di realizzarsi. Alla base di questo c’è un parallelismo tra esercizio fisico ed esercizio spirituale: come, con esercizi fisici ripetuti, l’atleta dà al suo corpo una forma e una forza nuove, così, con gli esercizi spirituali, il filosofo sviluppa la sua forza d’animo, trasforma la sua atmosfera interiore, cambia la sua visione del mondo e infine l’intero suo essere. L’analogia poteva parere tanto più evidente in quanto proprio nel gymnasion, ossia nel luogo dove si praticavano gli esercizi fisici, si tenevano anche le lezioni di filosofia, ossia si praticava l’allenamento alla ginnastica spirituale. Continua a leggere “La vera vita”