TEVIS & PARTNERS: rating e outlook di Luciano Ligabue (2)

Il Rumore dei Baci a Vuoto_copertina_m

Ma ciò che rileva è l’ultima pubblicazione di Luciano Ligabue, la raccolta di racconti Il rumore dei baci a vuoto (Einaudi 2012). Qui, ogni racconto è caratterizzato da un “finale aperto”, che – dopo una perdita, una scelta incomprensibile, un errore, un segreto svelato, una lettera da aprire, il passato che ferisce – lascia comunque intravedere la speranza dell’assestamento, del riscatto, della redenzione.

Sfortunatamente, queste concessioni al “buon esito” del mondo – anche se lasciato solo intuire, per le esigenze di “letterarietà” delle intenzioni – non sono sufficienti per reggere la scarsa consistenza del testo. Le storie faticano a trovare un senso, a volte una giustificazione, mentre i personaggi raccontati non riescono mai ad acquisire uno spessore.

Tutto ciò a dispetto dell’incomprensibile affermazione del noto recensore Antonio D’Orrico apparsa nell’inserto domenicale del Corriere della Sera: «Non abbiamo un Raymond Carver italiano. Mi correggo, non avevamo un Raymond Carver italiano. Ora c’è e si chiama Luciano Ligabue».

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Ora, poiché è chiaro – a chiunque abbia letto i racconti di Raymond Carver – che tale parificazione è assolutamente infondata, ci si interroga sul senso e sull’utilità di queste affermazioni. Finora, l’unica cosa evidente è che le pratiche incensatorie di questo recensore, spesso lanciate a casaccio, non fanno che alimentare la confusione di ruoli che da tempo contamina anche la produzione editoriale italiana. Continue reading

TEVIS & PARTNERS: rating di Luciano Ligabue

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Com’è noto, una quindicina d’anni fa il rocker Luciano Ligabue ha sfruttato il grande successo regalatogli dalle vastissime platee di fans per tentare di avviare una “collaterale” carriera letteraria.

L’esordio fu nel 1997, con la raccolta di racconti Fuori e dentro il borgo, che vinse il Premio Elsa Morante e il Premio Città di Fiesole. L’artista, dunque, si scoprì anche “narratore delle pianure” – sulla scia del padre nobile Gianni Celati – nella terra situata “tra la via Emilia e il West”.

9788807701566_quarta.jpg.448x698_q100_upscaleIl primo romanzo arriva nel 2004, col titolo La neve se ne frega (“I canguri” Feltrinelli). Il libro viene presentato a Torino da Francesco Piccolo (al cui romanzo Il tempo imperfetto quest’opera è palesemente ispirata, per la trovata di terza mano dell’età umana che procede al contrario, con la matrice originale che risale al maestro Philip K. Dick); a Roma da Alessandro Baricco; a Milano da Fernanda Pivano. La mobilitazione di questi ultimi “mostri sacri”, nel sostegno al rocker-scrittore, fa pensare a un disegno di marketing non improvvisato e ben strutturato, che inevitabilmente ha dato i suoi frutti in termini di vendite e di classifica. Continue reading

http://tevispartners.wordpress.com/2013/06/03/t-file-1131-rating-di-luciano-ligabue

DISTRIBUZIONE LIBRARIA?

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Anni fa si parlava dell’esigenza indiscutibile di “provvedimenti legislativi” a sostegno di una distribuzione libraria che non penalizzi – inesorabilmente, com’è la realtà – i piccoli editori, in modo da consentire l’ingresso nei circuiti di mercato anche di prodotti a bassa tiratura e di confezione artigianale, che abbiano un valore oggettivo (e non siano spazzatura).

Il piccolo editore di qualità, insomma, non dove essere stritolato dall’apparato oligopolistico dei grandi gruppi, che decidono unilateralmente cosa deve leggere la gente e lo impongono con le note politiche coercitive di stampo capitalistico-degenerativo.
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Fiat



A quanto dicono, Fiat è sempre più dipendente da Chrysler: i risultati del quarto trimestre 2011 mettono in rilievo questa forte dipendenza del gruppo. Fiat ha archiviato un quarto trimestre con un trading profit di 765 milioni di euro, di cui ben l’85% (pari a 639 milioni di euro) è stato generato da Chrysler. Questo a causa del basso contributo ai risultati di Fiat Auto, che nel trimestre ha addirittura perso 15 milioni di euro a livello di trading profit. Un risultato che è comunque meglio delle aspettative, che vedevano pessimisticamente un trading profit in rosso per 100 milioni di euro.
Per il 2012 vengono buone indicazioni da Chrysler e dal Brasile, mentre le prospettive per l’Italia restano deboli. Nella composizione dei profitti si prevede che crescerà ancora il contributo di Chrysler e del Brasile, mentre continuerà a diminuire quello dell’Italia e dell’Europa, nonostante il lancio in grande stile della nuova Panda (“ma fateci il piacere…”,  verrebbe da dire). Il contributo negativo dell’Europa dovrebbe essere controbilanciato dal buon andamento del Brasile, dove per il 2012 Fiat stima una crescita del mercato.
Quest’anno dovrebbe essere ottimo per Chrysler, che prevede di vendere dai 2,2 ai 2,4 milioni di auto, in crescita dai “soli” 2 milioni del 2011. Ma nella seconda metà del 2012 pare difficile che riesca a mantenere tassi di crescita così robusti: quest’anno l’unico nuovo modello che verrà lanciato è il Dodge Dart, mentre a gennaio in Italia e in Francia le vendite del marchio americano sono crollate rispettivamente del 17% e del 24%. Mica tutti hanno i portafogli gonfi, no?

Tempi di record

Interpretare l’andamento dell’economia mondiale è diventato molto difficile, visto che fra gli analisti economici c’è un sostanziale equilibrio fra gli ottimisti e i pessimisti. Di certo, i mesi estivi hanno contribuito ad aumentare l’incertezza: dopo l’ottimismo d’inizio anno, in cui si parlava di uscita dal tunnel e di recessione ormai dietro le spalle, ci si è resi conto che l’economia statunitense (quella che condiziona il mondo intero) non è affatto facile da stimolare, e che farla tornare ai ritmi di crescita necessari per recuperare in fretta il crollo produttivo del 2008-2009 sarà un’impresa difficilissima e incerta. I dati produttivi e soprattutto quelli occupazionali parlano chiaro: nonostante il Pil degli USA sia in ripresa da quasi cinque trimestri, l’economia americana non riesce a creare lavoro. Continua a leggere “Tempi di record”