· 95

Vittorio Corcos - Sogni


Quando dico grandiosa intendo che sei bella, appassionata, elegante: un’eleganza data dai modi, dal portamento, dalla voce e dallo stile di vita e di pensiero. Anche per questo ti ammiro, non solo per la tua bellezza e sensualità, che sono indiscutibili. Tu vivi secondo princìpi che senti e conosci veramente, sai riconoscere un tracciato da seguire, sei consapevole di ciò che può riservare la vita, sai valutare e rispettare il prossimo, e metterti in relazione col mondo. E tutto questo lo sai fare dalla tua angolazione specialissima, da ragazza di altri tempi, completamente avulsa dai modelli conformistico-consumistici imperanti. È per tutte queste cose che sono pazzo di te. E posso dirti un’altra cosa: star con te è l’esperienza più bella che ho avuto nella vita. Tutto ciò che mi è capitato non arriva alla meraviglia che sto vivendo con te. Tu hai una reattività, una dolcezza, una morbidezza compatta e fresca che non ricordo d’aver trovato da nessuna parte. Partecipi a tutto con una naturalezza e una concretezza che mi portano in paradiso, come non m’era mai accaduto.

 

· 80

ville_varumo_05


Vedi, quello
che scrivi mi fa pensare una serie di cose. Innanzitutto quanto sei forte, competente, talentuosa; poi che esprimi queste qualità in modo simile al mio: restando sottotono, non imponendoti, non facendole pesare, esprimendoti sugli altri solo se sollecitata, e sempre con umiltà. Faccio questa considerazione anche pensando a quante persone si esprimono dandosi importanza, facendo dichiarazioni programmatiche, millantando una competenza critica e/o artistica di gran lunga inferiore alla tua, o con altri atteggiamenti, mentre tu tiri fuori le tue capacità solo episodicamente, solo se qualcuno crea le condizioni perché tu le esprima. Così faccio anch’io: ricordo persone che osservavano come mi mostrassi solo un poco alla volta, facendo scoprire lati insospettati, perché non m’ero preoccupato di metterli in mostra; anzi, quando lo facevo quasi chiedevo il permesso, oppure chiedevo scusa per l’ardire, come tendi a fare tu. Vedi quanto ci somigliamo? È stupefacente. Secondo me questo ci fa capire la natura, la sostanza, la forza, il valore del nostro legame.

 

graduali

Forse una delle cose peggiori della palestra è la musica: spesso sembra roba da dementi, ma sarò io che son strano. Oltre alla ragazzetta – che continua a sogguardarmi, forse perché non le ho ancora rivolto la parola – ora ci si è messa pure l’istruttrice. Bionda anche lei, sulla quarantina, sobria (corpo statuario, va da sé), ogni tanto viene a chiedermi se va tutto bene: forse perché mi vede esile e vuole assicurarsi che non carichi troppo i pesi. Già mi ero messo in competizione con la ragazzetta per il gluteo, ma poi ho dovuto ridimensionarmi, visto che mi ha formicolato per due giorni. La tranquillizzo: graduali bisogna essere, anche nella vita, ormai l’ho imparato. Comunque fa piacere esser seguiti, soprattutto quando ti sorridono così. (E un po’ di electro-jazz non guasterebbe, secondo me.)

 

glutei

Oggi, in palestra, ho visto che la ragazzetta bionda (che ogni tanto mi lancia sguardi furtivi) usa la macchina per i glutei caricandola di 30 chili, mentre il mio programma d’allenamento ne prevede solo 20. Mi sono chiesto perché, visto che lei è quasi filiforme, mentre io son pur sempre un ometto. Così, quando l’ho usata ci ho messo 30 chili anch’io: e che sono, da meno? Lei, intanto, mi guardava ancora. Forse perché, non essendo partita la stagione, a quell’ora oltre a noi due c’è solo un paio di vecchietti. Comunque, guardandomi nella specchiera vedo che le spalle si son delineate e il ventre è asciutto; e i capelli ci sono ancora, per lo più scuri. È vero che la mia amica che insegna letteratura francese all’Università mi definisce un “personaggio balzachiano”: ma dubito che la ragazzetta conosca Balzac.

 

· 23


Mi piacerebbe
chiamarti nei modi più dolci, vorrei inventarne sempre di nuovi, e a volte rischio di usare parole forse troppo grandi che potrebbero crearti imbarazzi, e allora sto attento a evitarle. In realtà è una parola sola, che a volte è stata sul punto di scapparmi: cosa strana, se pensi che ci conosciamo da così poco. Non so come mai, ma questa parola conserva una sua innocenza, secondo me non comporta nulla di troppo grande o peccaminoso. Qualcosa che posso dire senza spaventarmi, e spero senza spaventarti. Il fatto che tu ti senta la terra fresca che calpesti e l’aria dolce che respiri giustifica questo mio sproposito lessicale. E la tua cultura, il tuo cervello “intellettualizzato” servono a renderti conto di tutto questo, sono parte integrante di un insieme unico, di una ragazza-donna che ha sbagliato epoca. Ma credo che tu sia come quelle opere che diventano classici intramontabili e sempre attuali: cioè staresti bene nell’Ottocento, nel Novecento, nel Duemila e oltre. Scusa per queste mie intemperanze lessicali: spero di non aver parlato a sproposito.