Leggibilità


Leggibilità di un testo: il grado di leggibilità

Il grado di leggibilità dà una valutazione di un testo in proporzione alla complessità delle sue frasi. Si tratta di un parametro inversamente proporzionale alla lunghezza media delle frasi del testo. In linea generale, il grado di leggibilità varia come indicato nella tabella qui sotto.

leggibilità

Ciò significa che, se scriviamo frasi con una lunghezza media troppo elevata, la leggibilità si abbassa in proporzione. Quindi, solo pochi lettori comprenderanno quello che abbiamo scritto. Attenzione però a non ricadere nell’estremo opposto: in effetti, una lunghezza media delle frasi troppo bassa rende un testo troppo elementare.

Qual è dunque il punto di equilibrio tra leggibilità e ricchezza dei contenuti? Se la lunghezza media delle frasi del testo è di 16 parole, riusciremo a raggiungere il 75% circa dei lettori.

Leggibilità di un testo: il grado di comprensibilità

Un altro fattore che determina la leggibilità di un testo è il suo grado di comprensibilità. Esso è funzione del numero di parole presenti nello scritto esaminato che sono composte da tre o più sillabe. Ecco che cosa bisogna fare per calcolarlo:

  1. Contare le parole del testo con almeno tre sillabe.
  2. Dividere il risultato per il numero totale di parole del testo e moltiplicare per 100.
  3. Sommare il risultato ottenuto al precedente punto alla lunghezza media delle frasi del testo e moltiplicare infine per 0,4.

Il numero che si ottiene esprime il cosiddetto indice di difficoltà del testo o del contenuto web. Da esso, attraverso la tabella riportata sotto, si ricava il grado di comprensibilità. La situazione ideale si ha quando l’indice di difficoltà è intorno a 20, valore che consente al testo di essere compreso da circa l’80% dei suoi lettori.

leggibilità

leggi tutto:
http://comunicaresulweb.altervista.org/scrittura/leggibilita-dei-testi

 

Annunci

Facebook forever

A Wall Street, Facebook prosegue il recupero, dopo il clamoroso tonfo successivo al collocamento in Borsa – avvenuto come sappiamo a un prezzo spropositato. Con il +5% di ieri l’altro, il titolo è salito a 24,32 dollari. A sorpresa, dal 13 novembre scorso, giorno in cui su 804 milioni di azioni è scaduto il lock up (vincolo di non vendere il titolo prima di un certo termine), il rialzo è stato del 22%.

I dipendenti azionisti e tutti quelli che a cui son state assegnate le azioni prima della quotazione in Borsa stanno verosimilmente vendendo: lo confermerebbero i volumi di scambio, che son stati superiori alla media. Dunque, pare che a fronte delle massicce vendite ci siano dall’altra parte dei compratori pronti a scommettere sulla società e sulla crescita della pubblicità. I “facebookiani” sono avvisati: si preparino a un aumento dei banner nelle loro bacheche.

Nel frattempo, la società ha annunciato un nuovo passo nel processo che porterebbe alla totale unificazione dei vari livelli del profilo. Gli utenti potranno usare senza restrizioni il servizio di condivisione di immagini e fotografie sugli smartphone gestito da Instagram, una società che Facebook ha acquisito in aprile, poco prima di quotarsi, per 1 miliardo di dollari: un prezzo a dir poco sbalorditivo, anche per gli standard “fuori di testa” delle valutazioni delle società di social network economy. Solo due settimane prima della transazione, Instagram aveva raccolto 50 milioni di euro di capitali, su una base valutativa di mezzo miliardo di dollari. Roba da matti.

 

A non rivederci, grazie

Il 4 febbraio scorso, principalmente per stanchezza, abbiamo abbandonato la postazione. Abbiamo disertato, su Twitter non ci siamo più. O meglio: non ci siamo più in modo attivo. E’ scritto anche in cima al nostro profilo. Ci capita di seguire i flussi di informazioni e leggere i contenuti dei profili che seguiamo, ma non scriviamo più nulla, almeno non direttamente.
Quel che appare su Twitter è il feed dei post e dei commenti di Giap. Ogni volta che pubblichiamo un articolo su Giap, titolo e link compaiono su Twitter. E quando qualcuno commenta, su Twitter appaiono le prime parole e il link a quel preciso commento.
A twittare attraverso il nostro profilo è, insomma, l’intera comunità che dialoga su Giap.
[In realtà, non tutti i commenti appaiono su Twitter: quest’ultimo pesca dal feed ogni ora, e riproduce gli ultimi tre contributi in ordine cronologico.]
Ovviamente, chi non fosse interessato a questa modalità di utilizzo e fruizione, può smettere di seguire il nostro profilo. E se proprio vuole interagire con noi su un social network, può farlo su Identica, dove c’è anche il gruppo che fa riferimento a Giap. Precisiamo che su Identica si lavora con lentezza, senza fare alcuno sforzo, perché chi è veloce si fa male e finisce in ospedale.

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=7225