Previsioni

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Scoperte. Esiste una tecnica previsionale che usa le curve gaussiane o quelle logistiche di Lotka-Volterra, note anche come “equazioni preda-predatore”: descrivono la dinamica di un ecosistema in cui interagiscono due specie animali, il predatore e la preda, e un certo Cesare Marchetti, dopo aver osservato diecimila eventi di natura diversa – come competizioni di mercato, fenomeni sociali, azioni eversive di gruppi terroristici – ha mostrato come tutti questi fenomeni seguano l’andamento delle equazioni logistiche. Ad esempio, quando iniziarono le rivolte nelle banlieue parigine e in altre città francesi, egli riuscì a definire con buona approssimazione la durata del fenomeno, l’intensità, il numero di auto che sarebbero state bruciate ecc.
Che figata.

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Quel passo di Lester: l’ho letto con attenzione e pensando a te (come tutti i suoi pensieri, del resto). Mi ha ricordato cose che mi hai detto fin dal primo giorno. Il tuo sentirti a volte sbagliato, inadeguato, gravato del tuo errore (per esempio quando dice che il mondo lo delude e lui delude il mondo), diverso… Mi ha colpito quando dice che non vuole morire, perché vuol continuare a cercare, ma se per questa ricerca deve correre rischi che potrebbero anche portarlo alla morte, allora è pronto a correrli. L’ho ammirato. Mi sono sentita vicina a te, molto, forse è naturale, dopo tutte le nostre confidenze. Non so invece fino a che punto io sarei disposta a rischiare: non so se tornerei “là sotto”, insomma, perché il mio attaccamento alla vita si traduce spesso nel non voler correre rischi. Forse anche a costo di perdermi qualcosa… non so. Fuori posto, invece, mi ci sento sempre, in questo siamo proprio simili. Pensa che anche oggi, mentre dalla mia postazione osservavo le persone passare, e come ti ho detto stavo bene, ero felice e soddisfatta, mi chiedevo tuttavia cosa ci facevo lì, cos’avevo in comune con loro, mi sentivo irrimediabilmente aliena, anche se parevo così normale. Ma è da quand’ero piccola che mi sento così, e credo non cambierò mai. Non è una sensazione triste, però, mi è naturale. Può diventare triste e dolorosa solo quando si aggancia ai sensi di colpa, al sentimento d’inadeguatezza. Sentirsi diversi è un conto, ma sentirsi diversi perché colpevoli o inadeguati è tutta un’altra cosa…