Klat Magazine

 


  • Scopro Klat Magazine. Una rivista dedicata al design, all’architettura, alla fotografia, al leisure, al luxury, al vivere, alla creatività, alle idee, alle immagini, agli oggetti, ai colori, all’ambiente e agli ambienti, all’umanità nella sua parte rilucente, al successo nelle realizzazioni – che è diverso dal successo come vulgata –, alle creazioni umane che confluiscono nell’industria e nell’arte, alla cultura nel senso contemporaneo: fruibile, al passo col tempo che si vive, con le idee e i sogni di oggi, visti nella prospettiva che evolve.
Photo by Morgan Maassen, from Klat Magazine

Una rivista che guarda, esplora, osserva, inquadra, domanda, riferisce, dà conto del mondo come raramente una pubblicazione riesce a fare, perché coniuga l’apparente settorialità alta con le correlazioni ineludibili che rinviano al resto, a ciò che è mondo-ambiente e ambiente-mondo, che accoglie tutto: l’agire e il muoversi, il guardare l’osservare e il restituire, lo scoprire, senza confini concettuali o ideologici. Il mondo è guardato nella sua integralità per estrarne frammenti e segmenti e settori che comunque riguardano tutti, sottraendoli alla limitazione canonica o ideologica da cui sono spesso condizionati. Fattori, situazioni, progetti e fabbricazioni che contribuiscono all’intera nervatura del sistema umano.

La Passione secondo Carol Rama, GAM, Torino

Una rivista-rivelazione, dunque: soprattutto per chi – come me – s’è rifugiato troppo a lungo nella cultura libresca e circolare, arginata, che crea canoni, che fa sviluppare un’introspezione analitica mancante di una necessaria prospettiva-mondo che sia concreta, visibile davvero da quella formidabile macchina naturale che è l’occhio reale.

http://www.klatmagazine.com

https://www.facebook.com/Klat-173331819993

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CAR CONCENTRATE

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In the middle of my big empty living room, between the scuffed leather couch and an ancient stereo I still use to play my scratched-up old blues albums, there sits a compressed metal block. It’s red with a white stripe running through it. And when the sunlight hits that block at just the right angle, the glare that comes off it honestly dazzles. The thing itself is not a table – despite the countless times I set stuff on top. And there isn’t a person that drops by the house that doesn’t ask me about it. Every time I come back with a different answer: depending on my mood, and depending on who’s asking.
Sometimes I say, ‘It’s something from my father.’ Sometimes, ‘It’s one hefty hunk of memory.’ And sometimes, ‘It’s a ‘68 Mustang convertible,’ or ‘It’s shining, red vengeance,’ or even, ‘It’s the anchor that holds this whole house in place. If it wasn’t right there, everything would’ve floated up into the sky long ago.’ And then, sometimes, all I say is: ‘It’s art.’ Men always try to lift it and never succeed. Women mostly touch it tentatively with the backs of their hands, as if taking the temperature of a sick kid. And if one of those women goes and touches it with the palm of her hand, if she runs her fingers along the side, and says something like, ‘It’s cold,’ or ‘That feels nice,’ I take it as a sign to try and get her in to bed.

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http://www.granta.com/New-Writing/Car-Concentrate