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Sì, immaginavo
che conoscessi Woolrich! Io l’ho scoperto grazie a Xanadù; nella bibliografia per i ragazzi c’è “L’angelo nero”, che ha avuto successo (terzo in classifica). L’ho letto e mi è piaciuto. Così mi sono incuriosita, ho cominciato a leggere ieri sera “La donna fantasma” ed eccomi qui irretita. Ieri ho anche letto un suo racconto. Di solito non sono molto attratta dal genere noir perché non mi piacciono le storie di “uomini duri” e poi spesso lì le donne sono solo “di contorno” o negative e così mi annoio. Invece sia ne “L’angelo nero” sia qui i protagonisti sono persone comuni, di cui vengono ben delineati i sentimenti e i pensieri; poi le donne sono delle presenze “vere” e c’è anche l’amore. Poi c’è una scena terribile con dei poliziotti in cui subito ho pensato a te e alla tua avversione per i poliziotti e lì infatti ci sono delle situazioni che non ho capito bene e che ti dirò, così mi spiegherai, dato che tu sei più esperto.
Come leggo: be’, per es. questo è un libro di 210 pagine; ho iniziato a leggerlo ieri sera dopo cena (avrò letto per due ore) poi ho ripreso a leggerlo altre due ore stamattina e un’ora il pomeriggio (nelle altre ore ho studiato/letto altri libri) e prima di andare a letto leggerò ancora, conto di finirlo se non stanotte domani mattina. E contemporaneamente porto avanti le altre letture obbligatorie (sempre dedicando un po’ di ore all’una e all’altra in un meccanismo in cui tutto finisce in qualche modo per incastrarsi). Ma diciamo che le letture appassionate (cioè non obbligatorie ma di puro piacere) tendono da un lato a essere lette in meno tempo, perché appunto mi entusiasmano, ma amche a distrarmi (e ciò è negativo) da quelle obbligatorie. In questo però sono abbastanza tollerante con la mia passione e non la reprimo troppo; certo, sto attenta a evitare che la “forbice” si allarghi troppo; se mi accorgo che rischio di restare troppo indietro con le cose obbligatorie mi do un’assestata, dolorosa, però. L’ideale è quando dovere e piacere coincidono, e accade spesso (anche col lavoro, in fondo)!
Non uso tecniche particolari se non, quando il libro lo permette, una specie di “lettura veloce” in cui leggo tutto senza saltare niente ma al tempo stesso procedendo in diagonale, il che mi permette di cogliere più velocemente il senso del tutto senza soffermarmi troppo sulle singole parole o frasi. Ma questo lo faccio solo con le letture obbligatorie e brutte. Le letture piacevoli e interessanti me le godo per bene.
Sei stato più sereno, oggi, dopo il momento di smarrimento? Spero proprio di sì!


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Oggi anch’io ho fatto le mie cose con tranquillità (domani pomeriggio devo presentare un libro al seminario). E sono contenta che sei riuscito a lavorare serenamente. Meno male che anche tu hai trovato grazioso quel racconto: a me sembra dolce, romantico e lievemente spiritoso. Mi fa una grande tenerezza il signor Hoppy che è così timido ed escogita uno stratagemma così scomodo, dispendioso e “lento” per conquistare la sua amata. E mi piace quando lei gli dice che se lui la aiuterà a far crescere la tartaruga sarà “sua schiava per tutta la vita”; e allora Hoppy a queste parole va in tilt ed escogita l’espediente. Mi fa ridere perché in questo modo Roald Dahl ha descritto benissimo e con sagace ironia ma anche con dolcezza la follia che scatta nel cuore di un innamorato! Ecco, a me piacciono i “signor Hoppy”, timidi, magari un po’ imbranati, ma dolci e capaci di un amore molto tenero, delicato e paziente.
A proposito, oggi mi hanno detto che ho occhi profondissimi che scrutano e guardano dentro, proprio come avevi detto tu (aggiungendo che fanno guarire). Quindi, se affermi certe cose devo crederti. Dev’essere vero, perché hai una grande capacità d’interpretare la realtà. E se davvero io sono così, posso fare grandi cose: infatti, in questi giorni ho una carica dentro che non hai idea! Non mi pesa più neanche leggere tutti quei libri… vado a spron battuto e quando mi viene un po’ di scoraggiamento penso a certe tue parole, come quelle che mi hai appena scritto, e mi torna subito la fiducia.