Timidezza

La timidezza è retaggio emblematico dell’adolescenza: di quella bruciata dagli ideali, dalla aspirazione agli ideali, più alti e vertiginosi; e alla loro sconfitta, e alla indifferenza con cui sono accolti dagli altri, conseguono lacerazioni dell’anima talora affascinate dalla morte volontaria.

Eugenio Borgna, La solitudine dell’anima, Feltrinelli, Milano 2011, p. 46

 

La sconfitta

MILANO, 31 maggio (Reuters)

Mediaset non partecipa al generale rialzo del mercato, colpita delle speculazioni sugli effetti della sonora sconfitta alle elezioni amministrative della coalizione di governo guidata dal primo azionista Silvio Berlusconi.
Già ieri il titolo aveva iniziato a soffrire e alcuni trader avevano collegato il calo all’arrivo dei dati dei ballottaggi che hanno portato il centrosinistra alla vittoria in tutte le principali città coinvolte. Oggi Bernstein ha tagliato il target price a 3,5 da 4,5 euro, mantenendo il giudizio “market-perform”, proprio per i timori legati alle possibili conseguenze sul governo dei risultati di questa consultazione elettorale.
Intorno alle 10,50 il titolo cede lo 0,16% a 3,662, con volumi non particolarmente significativi, unico titolo negativo del FTSEMib, che sale dell’1,7%. I media europei avanzano dello 0,5%.
“L’ultimo round elettorale ha inferto un duro colpo alla coalizione di centrodestra” e la sopravvivenza del governo diventa più difficile, commenta in una nota Bernstein che non esclude nei prossimi mesi un nuovo governo con la stessa maggioranza o elezioni anticipate. Sottolineando che si tratta di un ragionamento “prematuro e speculativo”, il broker spiega che “un cambio di governo potrebbe essere molto dannoso per gli investitori di Mediaset”. Continua a leggere “La sconfitta”

Punto di partenza


Qualche giorno fa ho scritto che “l’epoca è finita, il ciclo è al termine”. Mi riferivo al quasi-ventennio che ci ha accompagnati dall’esplosione di Mani Pulite nel 1992 fino ad oggi. Lo ricordo, quel 1992, ricordo i primi arresti, il clima di cambiamento che sembrava alle porte. Da lì nacque il berlusconismo che tanto ha cambiato il Paese, quel fenomeno che secondo me ci ha resi più deboli e meno consapevoli, perché con le sue continue e sistematiche manovre di spiazzamento ci ha tolto molte coordinate e ci ha confuso l’orientamento. Con un Ventennio che termina, si deve ricostruire, e questo da sé può rappresentare qualcosa di buono: un punto di partenza.

Perdenti 2011

L’epoca è finita, il ciclo è al termine. Diciassette (17) anni è un quasi-ventennio, e si sa che il Ventennio rappresenta di per sé un ciclo pieno d’implicazioni potenzialmente drammatiche. Ma Diciassette (17) è anche un numero che può avere implicazioni molto, ma molto iellate: e quando le persone portano con sé la iella lo si vede, e io purtroppo lo vidi. Ora non resta che osservare quanto sarà pesante il compiersi delle cose.

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Un giorno parleremo meglio, e mi spiegherai perché “hai deluso tutti” e ti senti “una sconfitta”. Cose assurde, considerata la tua giovane età: c’è gente che non si arrende mai ed è capace di ricominciare a quaranta, cinquant’anni. E poi è inesatto che ho degli amici: ho vissuto senza amici per più di vent’anni, dopo una lunga gioventù bruciata che ha lasciato dietro di sé molti morti, per droga, malattie e disperazione. Parleremo, un giorno, e mi dirai perché ti senti una sconfitta. Di sicuro sei molto intelligente e sensibile, e sei molte altre cose, lo vedo, lo sento.  Se sei imbranata, questo si mescola alla tua dolcezza e crea qualcosa di molto speciale. Mi piace quando dici che t’infondo sicurezza e che senti il mio sguardo senza vederlo: dici che è attento e accogliente, e animato da una curiosità “buona” che lo rende acuto ma non invadente.  Ma devi spiegarmi come riesci a vedere che mi sono salvato l’anima: le sofferenze non sempre la raffinano, spesso anzi accade il contrario.