Snap the shutter

There are so many pictures that when you snap the shutter, that’s the end of their existence. It’s done. It never comes to life. You see it on a contact sheet, and you don’t even look twice. The good pictures all have a certain power or electricity to them. For a picture to have a long life it has to speak to me, have some meaning for me. And then, of course, I hope it contains enough space to hold a range of meanings for others. You might have to take 10,000 frames to produce 500 really good pictures.

Todd Hido

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To create a narrative

It really doesn’t take too many different components to create a narrative. There are three basic elements: person, place, emotion. Sometimes I’ll supply actions or the aftermath of actions in my work.
You can do almost anything with these few fundamental components. You can tell a really complicated story, and that’s what I’m after. I’ve loaded the deck for meaning to occur.

Todd Hido

Repetition

I keep this list of rules for art students in my office, the same list that John Cage kept in his studio. They’re by Sister Corita Kent, and the first rule is, ‘Find a place you trust and then try trusting it for a while.’ It’s okay to stay in the same place for a while and to trust the desire to do so. I’d go to the same suburbs and make pictures of houses at night with lights on. I’d see that a picture was really good and then make another one to see what happened. I’d go back again and again, making pictures in the same places. Slowly but surely the work evolved. I don’t think our human nature lets us truly repeat ourselves. Repetition is just part of the creative process.

Todd Hido

Subconcious in picture

Much of what happens in a picture is subconscious at the time I make it. I’m really seeing what’s there later, when a picture is done. Joan Didion puts it this way, ‘I write entirely to find out what I’m thinking, what I see, and what it means. What I want and what I fear.’ I feel the same way about photography. I learn things from my work about what I’m thinking. My mind is way more sophisticated than I realize. Sometimes, I pull things out of my hat while I’m working and later I think, ‘Whoa, where did that come from?’

Todd Hido

· 109

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Non so come pensare a te senza farmi riempire da un’ammirazione totale. Un’ammirazione così grande che, quando accade che mi racconti i tuoi timori per un confronto con gli altri, o per una prova che temi di non superare, o il tuo “dovere” di ossequiare qualcuno in maniera eccessiva o ingiustificata, sento una dissonanza che mi lascia disorientato. Quelli sono i momenti in cui ti guardo e cerco di capire il perché di certe cose, se ho equivocato qualcosa di te, o se non comprendo la realtà del mondo. Ma sempre, ogni volta, la mia ammirazione viene confermata, senza incertezze. Anch’io sono sempre arricchito da tempo che passo con te. Non è mai sprecato, nemmeno se lo si pensa come tempo non dedicato a scrivere: perché la gioia e la maturazione che mi dai, l’importanza e il “peso” di questo tuo donarti mi rendono migliore e più consapevole, arricchiscono il mio essere e di conseguenza rafforzano e stimolano il mio talento. Sono felice di farti sentir meglio e più sicura, vorrei che perdessi questa tua soggezione nei confronti degli altri, che ti sentissi pienamente tu, con i tuoi diritti e le tue scelte e i tuoi sentimenti che possano esprimersi senza condizionamenti.
Sei ancora un po’ bambina, e questo mi attrae irresistibilmente: se diventassi completamente donna chissà se mi troveresti così affascinante. Perché forse sono rimasto un po’ bambino anch’io, e forse una donna “completa”, che ha totalmente perso l’innocenza, non mi troverebbe tanto speciale.

· 108

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Quando dico che sei un tesoro è perché lo sei davvero. Sei qualcosa di prezioso e speciale in tutto il tuo essere. Quando guardo quel bimbo della foto e vedo te ora, la purezza e la sensibilità nello sguardo è la stessa. E questo non ti deve rendere infelice, non deve portarti a pensare al tuo passato nei termini in cui ci pensi in questi giorni (e nei momenti bui). E sai perché? Ci ho pensato oggi: tu dici che se avessi giocato meglio le tue carte, se avessi fatto scelte diverse, incontrato persone migliori, la tua vita sarebbe stata diversa. Questo è vero. Ma non sappiamo diversa come. Anche facendo scelte ottime, avresti potuto lo stesso fare altri errori; ti sarebbero potute comunque capitare disgrazie o sofferenze. Prima o poi, ne siamo tutti colpiti. Quindi tu sei triste per la vita che hai avuto e che conosci. Ma nessuno può garantirti che se avessi fatto altre scelte a quest’ora avresti una vita migliore; forse sì; probabilmente sì; ma anche no. Tutto quello che abbiamo è quel che abbiamo vissuto e quel che dobbiamo ancora vivere. Non buttiamo via anche il nostro presente e il nostro futuro a causa del rimpianto per il passato. Razionalmente sai che è così, ma emotivamente non riesci ancora a calmare i pensieri negativi. Ci riuscirai, però, lo so. Devi solo volerti bene, e non te ne vuoi ancora abbastanza. Guarda nei miei occhi quanto sei degno di stare a questo mondo, senti nei miei baci e nella mia ammirazione tutto il valore della tua persona… io ci riuscirò a fartelo capire, prima o poi, che nessuno dei tuoi errori più gravi ha intaccato la tua anima e la tua Bellezza e che quest’anima e questa purezza puoi ancora spenderle e trarne tanto, tante soddisfazioni anche per te stesso. Hai incamerato tanto in tutti questi anni: e ora, dolcemente e con sempre maggiore entusiasmo, tireremo fuori tutto. Non guardarti con gli occhi della tua severità: guardati coi miei occhi che da subito, ancor prima di vederti, si sono fissati sulla tua Bellezza di persona; guardati con lo sguardo un po’ tenero e un po’ sornione di Alf, che è un orso, eppure con te si è aperto subito: questa è una cosa grandissima: tu non ti rendi conto di che bella impressione fai nelle persone sagge, quelle che hanno un minimo di sensibilità. Allora, fidati di noi, di queste persone sensibili che il destino (o Dio) ti ha fatto incontrare. Non guardarti solo con gli occhi delle persone poco sensibili con le quali sei cresciuto (per es. i tuoi amici di gioventù o alcuni parenti). Sei un uomo dolce, generoso, capace di trasmettere tanto affetto; sei intelligente, arguto e simpaticissimo; sei stupendo, e prima o poi lo capirai anche tu. Ricordati che non sei mai solo, anche quando ti senti solo e dannato. Il mio pensiero ti abbraccerà e sosterrà sempre!

· 98

Antonio Donghi


Hai colto nel segno, sai? Tu cogli spesso nel segno, perché hai saggezza e sensibilità; ma a volte sembri anche ingenua come una ragazzina: quindi anche in te convivono le due nature. È anche per questo che mi piaci immensamente. Io da ragazzo ero fragile, incline a soffrire terribilmente, a ingigantire ogni cosa. Ero sempre proteso verso gli altri, come fai tu; in definitiva, i miei bisogni somigliavano – e somigliano – molto ai tuoi. È stata una benedizione averti incontrata e riconosciuta subito. E ora ho bisogno di starti al fianco, di pensarti, desiderarti e sorridere ogni volta che vedo comparire i tuoi scritti e le tue attenzioni per me. Quando poi ti vedo comparire di persona, mi sembra di aver finalmente colto il significato della vita. È vero, continuo ad avere dubbi, a interrogarmi, a cercare, e sento il bisogno di commuovermi. Io con te riesco a “essere come sono” proprio perché sei così stupenda, ma ho sempre avuto la tendenza ad aprirmi e a mostrarmi con le mie debolezze, e questo mi creava difficoltà, come puoi immaginare, perché in genere venivo sopraffatto da chi era più furbo o più insensibile o più canaglia. Ora, solo pronunciare il tuo nome mi evoca tutto ciò che di bello e di buono può esserci. Hai qualcosa dentro, una specie di “luccicanza”, che ti rende quella che sei: una creatura che sembra inimitabile, ricca di cose belle oltre ogni immaginazione. Quando ci scrivemmo le prime volte mi dicesti che non avevi voluto perdere la tua innocenza, se non in minima parte. E ci sei riuscita: sei una creatura innocente, dunque irresistibile. Spesso hai avuto il coraggio di espormi le tue debolezze denudandoti completamente, e quindi, forse, sentendoti in una condizione ancor più indifesa. Ma forse sapevi che anche disarmandoti così di fronte a me, non rischiavi quello che avresti rischiato con un’altra persona, perché con me ti senti protetta sempre. E sapere questo, che con me ti senti protetta sempre, mi fa stare benissimo, mi fa capire che la mia vita non è da buttare, ma potrebbe essere qualcosa di molto importante.

 

· 97

Picasso_Ragazza allo specchio


E io mi sono dimenticata di dirti che appena entrata in casa, dopo averti salutato, passando davanti allo specchio mi sono un attimo voltata e… che sorpresa! Mi son vista bellissima. Ero, non so come dire… LUMINOSA! E sorridente! Mentre nei giorni precedenti, incrociandomi allo specchio, mi ero vista così scialba e insignificante, brutta e “grigia”. Capisci che potere hai? Basta un tuo sguardo, un tuo abbraccio, per farmi rifiorire! Anch’io penso sempre a quante cose potremmo fare/dire insieme. Per le mie potenziali qualità di attrice… grazie: in effetti, penso che starei bene in quei filmini di famiglia che piacerebbero anche a te, in bianco e nero, ambientati nel passato. Di filmini un giorno potremo anche vederne un po’ (non tanto da annoiarti): ci sono mia mamma e i miei zii da bambini, c’è tutto il contorno familiare, con le loro arie da alta borghesia, c’è lo zio scapestrato che fa il buffone per sedurre certe signorine in visita; le atmosfere, i vestiti, le automobili ecc. sono quelle degli anni ’50 e’60, bellissime!