Writing 19

Jack-Vettriano-afternoon-reveriee

Quando mi scrivi di provare questo smarrimento, il mio impulso è lo stesso che dici tu… vorrei accarezzarti mentre ti parlo e ti rassicuro, e mi sembra un’ingiustizia dovermene stare qui. Ma sai benissimo che non sei affatto inutile, guardati intorno e pensa quante persone allora dovrebbero sentirsi inutili, me compresa. E non devi avere paura, di cosa, poi? Devi stare tranquillo. Cercar di lavorare, o al contrario provare a distrarti, a far qualcosa di riposante o divertente. Leggi le mie lettere, gioca col tuo cane e senti quanta vita respira intorno a te e in te. Fa’ un’escursione (senza finire in un dirupo, però). Come puoi aver paura, se non sei solo? C’è un tutto che ci sostiene quando ci sentiamo così fragili, dobbiamo solo ricordarcene e riconoscerlo oltre le nostre paure. Forse ti sembrerà un pensiero superficiale o ingenuo, e forse lo è, ma a me consola molto quando mi sento smarrita. Anche solo guardare le colline, un torrente, o il mare quando sono in villeggiatura, o il cielo e poi me, il mio corpo e il mio spirito, che sono parte di tutto questo, mi rinfranca e non mi fa più sentire sola. Ora, poi, a tutto questo s’aggiunge il pensiero di te. Resta il fatto che la “cura” migliore sarebbe quella che vorremmo entrambi: scacciare insieme quella brutta ombra che s’è permessa di turbarti.

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Tutte le
volte che mi scrivi di provare questo smarrimento, il mio unico impulso è lo stesso che dici tu… vorrei accarezzarti il viso mentre ti parlo e ti rassicuro… e mi sembra un’ingiustizia dovermene stare qui, lontana.
Lo provi ancora? Sai benissimo che è reale quanto ingiustificato. Non sei affatto inutile, guardati intorno e pensa quante persone allora dovrebbero sentirsi inutili, me compresa. E invece no! E non devi avere paura, di cos’hai paura? Devi stare tranquillo. Cerca di provare a lavorare, o al contrario prova a distrarti, fai qualcosa di riposante o divertente, leggi la mia lettera, gioca col tuo cane e senti quanta vita respira intorno a te e in te. Come puoi avere paura quando non sei solo? Sei parte come me e come tutti di un tutto che ci sostiene quando abbiamo paura o ci sentiamo fragili, dobbiamo solo ricordarcene sempre e riconoscerlo oltre le nostre paure. Forse ti sembrerà che questo sia un pensiero superficiale o ingenuo, e forse lo è, ma a me consola molto quando sono io a sentirmi smarrita. Anche solo guardare le colline, un torrente, o il mare quando sono in villeggiatura, o il cielo e poi me, il mio corpo e il mio spirito, che sono parte di tutto questo, mi rinfranca, non mi fa sentire più sola. A tutto questo, poi, ora si aggiunge il pensiero di te. Resta il fatto che la “cura” migliore, almeno temporaneamente, sarebbe quella che vorremmo entrambi: scacciare insieme quella brutta ombra che si è permessa di turbarti.


la notte


L’altra sera mi son sentito proprio male, lo confesso. Ieri invece ho tenuto abbastanza, nonostante il debito di sonno, anche perché nella semioscurità mi sono appisolato pesantemente sulla poltrona che tengo di sotto, vicino a questa scrivania. E’ una poltrona sulla quale è rischiosissimo sedersi, perché generalmente ci si perdono i sensi per almeno un’oretta (chi l’ha provata lo sa). Mi son risvegliato di colpo, per il telefono che squillava, con un intontimento pesante come piombo. Riprendere a muovermi per prepararmi per la notte è stata un’impresa. Qui la notte è buia, tranne quando c’è la luna (in quei casi la luminosità è stupefacente), e intorno solo i piccoli suoni della vita selvatica. La porta di casa, quella principale, non è mai chiusa a chiave: sarebbe troppo rischioso, perché se poi uscissi da quella di sotto e questa mi si chiudesse inavvertitamente alle spalle, sarei fregato. Dunque, c’è una semplice porta-finestra che si apre girando la maniglia, quindi qualunque “malintenzionato” potrebbe entrare e sorprendermi nel sonno. Metto le virgolette per sottolineare l’inconsistenza della definizione, visto che qui è impossibile che vita umana si aggiri nel buio, trattandosi di aree collinose semiboschive, con terreno poco amichevole se non accidentato e pericoloso, e radi abitanti poco abbienti se non poveri tout court — anche se son convinto che molti nascondano banconote sotto il classico mattone o nel materasso. E poi si sveglierebbero prima gli animali, da cortile, da stalla, da guardia: qui sono più numerosi degli umani. Dunque, niente malintenzionati qui, neanche a pagarli.