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A volte mi vengono dubbi strani, poco comprensibili: come delle sensazioni sgradevoli che mi lasciano smarrito e incerto sul senso del mio esistere. Ad esempio, ora non sono sicuro che io meriti d’essere amato. Può essere che tu non veda le cose giuste? Che tu sia condizionata da qualche fattore che t’impedisce di sentire la realtà per com’è e che ti stia ingannando a darmi tutto questo valore? Momenti come questi arrivano inaspettati, e non me li so spiegare. Ho fatto molti danni nella vita, e solo una fortuna sfacciata può avermi fatto superare situazioni che per altri sarebbero state insuperabili. La merito, tutta questa fortuna? Merito il privilegio d’essere amato? Ora non riesco a trovare cose buone che giustifichino i miei privilegi. Mi piacerebbe porti questi interrogativi guardandoti e ascoltando la tua voce, ma non è possibile, ora. Sono costretto a scriverteli, e a distrarti dai tuoi compiti, quindi farei meglio a tacere e a non turbarti, sarebbe più responsabile. Ma sento forte il bisogno di parlarti.

Il bunga bunga della domenica

Visto che i professori della scuola pubblica «inculcano valori diversi da quelli delle proprie famiglie, c’è bisogno di educare liberamente i propri figli e quindi di non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato». E poi, i gay non avranno mai matrimoni equiparati a quelli delle famiglie tradizionali, perché di famiglia ce n’è una sola, né il governo consentirà adozioni agli omosessuali e ai single. «I ragazzi che sono qui sono così belli e simpatici che li invito al bunga-bunga, che significa divertirsi, fare quattro salti, magari bere qualcosa ma senza nulla d’immorale…». «Berlusconi è entrato e si è seduto sul letto. Quella notte abbiamo parlato e parlato fino alle quattro di notte. Ha parlato di politica». «Prevediamo un ormai inevitabile esodo biblico di profughi dalla Libia, e il pericolo islamico è alle porte, non dimentichiamo che siamo sempre nel mirino di Al Qaeda». «Tesoro, devo dare un nome entro dieci minuti per questa markettina… vuoi farla tu?»

Il vuoto pneumatico

Ieri sera, intervistato a Tg3 Linea Notte, il critico Achille Bonito Oliva ha affermato che il grande successo di pubblico avuto dalle recenti mostre d’arte a Roma — decine di migliaia di persone disposte a sopportare lunghe code per vedere, ad esempio, Caravaggio — si spiega con il grande vuoto pneumatico ideologico, spirituale e morale che stiamo vivendo. La gente è sempre più disorientata e ha sempre meno riferimenti, perché la società non riesce a reggere il peso della politica affaristica d’assalto e della brutale messa al bando dei valori, a tutto vantaggio dell’appropriazione e dell’ostentazione materiale. Il Potere, col suo esercizio sfacciato — una sfacciataggine di cui non s’aveva memoria –, sta riuscendo nell’intento di rendere tutto uguale a tutto e ogni cosa adattabile al suo contrario: anche le affermazioni più assurde, se fatte col  nuovo stile delle posizioni di potere, vengono fatte passare. Così i riferimenti si perdono, il senso d’identità s’indebolisce, ed è naturale che si cerchino rifugi. L’Arte, secondo Bonito Oliva, diventa un rifugio per sfuggire a questo vuoto (che, di questo passo, potrebbe annientarci).