Libertà

La libertà, l’avere tante opzioni davanti a sé, spesso diventa un impaccio, un problema in più. Già provato sulla mia pelle, lo riscontro anche fra i temi dell’ultimo libro di Jonathan Franzen. Ne parla Alessandro Piperno in un articolo-recensione apparso su Vanity Fair:

Jean Paul Sartre, il grande filosofo francese che ha consacrato la sua intera esistenza all’esaltazione della libertà, era il primo a riconoscere che essa, a ben vedere, è una bella seccatura. Essere liberi, non avere vincoli è ciò che più di tutto ci rende soli. Se c’è Dio o un partito politico o una morale condivisa, insomma se c’è qualcosa di autorevole che ti dice che cosa devi fare, be’ la vita diventa di sicuro più semplice. Allora sì che giudicare se stessi e il prossimo diventa un gioco da ragazzi. I problemi nascono quando scopri di avere di fronte a te un mucchio di opzioni possibili. E’ allora che scopri di avere realmente paura. E oltretutto la libertà non ti offre più alcun alibi. Se sei tu il solo a scegliere, è evidente che sei sempre tu il solo responsabile di ciò che ti capita.

Bunga Bunga al Covent Garden

Leggendo su Vanity Fair un’intervista — intitolata Bunga Bunga al Covent Garden — al giovanissimo direttore d’orchestra Daniele Rustioni, “che per 15 anni ha fatto solo casa-conservatorio, poi ha imparato a sopravvivere all’orchestra ed è diventato famoso”, trovo dei temi che, se non nuovi, restano comunque interessanti nella loro trasparente semplicità. Perché aiutano a mantenere chiaro il fatto che in tutti i campi — tutti — c’è un filo comune che unisce la vita e l’esperienza e riesce a rappresentare le cose.

“… in Inghilterra ti fanno crescere in modo graduale, senza spintarelle, lobby, famiglie… Piccoli passi e meritocrazia”.

“In altri paesi — sì certo, anche in Italia — ci possono essere altre logiche. Quando girano sempre gli stessi nomi, qualche domanda bisogna farsela.”

“Un nome straniero appare più interessante. Vale anche per me: se non fossi andato in Inghilterra forse non mi avrebbero dato spazio, invece qualcuno avrà pensato: Ah, Rustioni! E’ a Londra, allora è bravo!”

“In Italia siamo tutti molto passionali, con poca cultura del cosiddetto collettivo: ognuno pensa di dover dire la sua, e a volte è difficile tenere durante le prove la stessa serietà e professionalità che ci vuole davanti al pubblico. Così, se in altri Paesi a volte l’orchestra dà il meglio durante la prova, in Italia non ci sono dubbi, ed è incredibile, l’orchestra si trasfigura quando si alza il sipario: scatta la magia, il fuoco, la passione, il miracolo all’italiana.”

“Il silenzio e la disciplina delle persone con cui lavori vanno conquistati con la concentrazione, la fiducia, la passione. L’autorevolezza la si acquisisce con competenza, estrema autenticità, studio.”

Com’è l’Italia, vista dall’estero?
“Sconcertante. E’ chiaro che in questo momento ci facciamo ridere dietro, e a volte mi vergogno. Ma il vero problema non è Berlusconi, che privatamente può fare quello che vuole, è la pratica di governo, la politica dei tagli: la cultura è la nostra risorsa, eppure non creiamo più nulla, perfino in Tv ci limitiamo a copiare. La musica e la cultura sono valori sociali: purtroppo la nostra classe dirigente è formata da ignoranti. Che dire? Se Bocelli rimane il nostro unico baluardo, siamo messi male.”

Mentana scripsit

Leggo nella rubrica tenuta da Enrico Mentana su Vanity Fair:

Da una parte c’è la ragione di chi non sopporta più (o non ha mai sopportato) il Caimano, il suo personalismo narciso, la sua prepotenza, il suo strapotere, il suo riuscire sempre a farcela per il rotto della cuffia, ricorrendo sempre più spesso a mezzi rozzi o magari illegali, sia nelle conte politiche che nelle vicende giudiziarie. Ora questa Italia — che già gli contestava di aver snaturato la politica e usurato le istituzioni, di aver avvelenato la cultura del Paese con i suoi media, mortificato il merito e trascurato il bisogno, se non dei suoi accoliti — lo prende di petto per i suoi comportamenti privati, per aver trasformato le sue residenze in serragli, per aver svilito oltre ogni limite il ruolo della donna…