Writing 23

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Penso che passare il tempo con te sia la cosa più bella che mi possa succedere. Anche solo tenerti per mano mentre ti ascolto, ti guardo, ti parlo, e assimilo la tua lettura delle cose. Per questo mi vado convincendo che meriti le riflessioni più profonde, le più precise e incisive, le più dense. Perché devo sentire il tuo spessore, la tua predisposizione al mondo così intensa, la tua immediatezza naturale che ti porta a riconoscere e a assimilare le cose come se ti stessi nutrendo. So che dovrei scrivere il libro, ma non c’è fretta, ora ho bisogno di pensare a te, di focalizzarti, di descriverti dentro me. La tua fisiologia e il tuo essere sono una cosa sola, un mistero da sondare, e per me riuscire a descriverti è un modo per diventare parte del tuo mondo, per partecipare dell’enorme patrimonio che è in te. Una ricchezza capace di rigenerare e ricostruire, ogni giorno.

Writing 14

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In effetti, prima di te mi sentivo estraneo al mondo, una condizione a cui m’ero quasi rassegnato, salvo qualche risveglio in cui mi usciva la spinta dolorosa della ribellione. Spinte che continuavano a tornare, inevitabilmente, come se la fisiologia della psiche non potesse snaturarsi. E ora che ci sei, accade che il mondo mi ha ripreso: è come esser stato riconosciuto, chiamato e accettato per come sono: e qui iniziano l’identità, il riformarsi dei desideri, e tutto il lavoro di ricognizione.