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Caro amico, il tuo è sicuramente un bel libro. Mi ha emozionato, quindi ha centrato lo scopo (la missione) dell’espressione letteraria, che per definizione deve trasmettere emozioni. Innanzitutto, lo stile a frasi brevi è molto moderno e azzeccato. Dunque mi hai “scavalcato a sinistra”: perché quello stile narrativo io puntavo a raggiungerlo, in una fase di “maturazione” a cui purtroppo non sono ancora arrivato. Poi, nella tua narrazione sento un’anima, un’anima che ha la dolcezza della pietas. Un’anima simile, nel narrare, l’ho sentita ad esempio (per usare un paragone rozzo) nel film La sottile linea rossa di Terrence Malick.
Come sai, in diversi passi del romanzo ho visto te: ti ho proprio visualizzato. Quando tua madre salì in macchina e guardava tuo padre seduto davanti, e pensò che “aveva delle belle spalle e un bel collo”, io ho visto te. Quando leggo la lettera di Giulio del 23 agosto 1945 mi sembra di leggere una tua lettera: lo stile e l’intonazione sono le tue, il linguaggio garbato e partecipe, la positività con cui lui guarda la vita. Non a caso, a sentir lui, durante la prigionia si era quasi divertito! L’impressione complessiva, insomma, è che tu sia il ritratto di tuo padre. Poi: Ester ha fatto la maestra. Anche mia madre — della stessa generazione — ha fatto la maestra, e tutti coloro che son stati a scuola da lei la ricordano con affetto e riconoscenza. E dipinge anche, mia madre, da quand’era ragazza. Continua a leggere “· 50”

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Pensa che prima di trovare la tua lettera “dubbiosa” avevo intenzione di raccontarti che stanotte ho avuto un incubo t r e m e n d o… tremendissimo e terribilissimo, in cui c’eri anche tu. Era molto contorto ma la scena più tremenda (e che mi ha svegliata) è stata quando, sull’orlo di un abisso, una donna dall’aspetto vampiresco e con delle unghie nere e lunghissime, mi ha artigliata per il polso, lacerandomi la pelle, e mi urlava in faccia che lei era morta ma se mi uccideva poteva prendere il mio posto e voleva buttarmi giù dal precipizio e io piangevo e con l’altra mano mi aggrappavo a te però lei era fortissima e mi strappava tutta la pelle del braccio e tu forse non saresti riuscito a trattenermi se continuava ma per fortuna mi sono svegliata, però mi batteva fortissimo il cuore e piangevo (cioè, oltre che nel sogno piangevo anche nella realtà da tanto era realistico il sogno!). Che angoscia! Be’, è solo colpa mia dato che ieri, quando ero già a letto sotto le coperte, ho iniziato a leggere l’ultimo numero di Dampyr appena acquistato ed era disegnato da Luca Rossi, mio disegnatore preferito, e c’erano delle scene spaventosissime che sicuramente hanno causato il mio incubo! Dopo ho dovuto lasciare la luce dell’ abat-jour accesa, perché se la spegnevo mi rivedevo quelle scene e mi sembravano vere! Nella confusione del momento credevo davvero che qualche essere soprannaturale potesse venire a uccidermi! Che stupida! E poi, visto che c’eri anche tu nel sogno, ho pensato a te e dopo un po’ mi sono calmata e riaddormentata… ma pensa che bello se tu ci fossi stato davvero! Mi sarei rannicchiata vicino a te come facevo da piccola con mio padre senza svegliarlo e mi sarebbe passato tutto! Stasera cos’altro potrei leggere di terrificante? Ci penserò!

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Adesso che hai trovato una “luce” ulteriore, devi solo riuscire a rilassarti e ad accettarlo. È davvero paradossale che spesso si faccia tanta fatica nell’accettare anche le cose belle; a volte la bellezza e la bontà che incontriamo ci fanno soffrire quanto il dolore e il male, se non siamo disposti ad accoglierle, se non ci sentiamo pronti. Ci fanno venire i sensi di colpa che conosci bene, i dubbi. È naturale questo, ma è un modo chiuso di vivere la vita, arrotolati su se stessi come ricci. Bisogna aprirsi, rilassarsi. Tutte cose che dico a me stessa e che non sempre riesco a praticare ma quando ci sono riuscita ho sempre capito che era la cosa più giusta e buona. Nella Bibbia c’è scritto che una persona buona e giusta non è quella che non pecca (o non sbaglia) mai, ma è quella che se pecca 7 volte, fa il bene 70 volte. Cioè non sta lì a pensare ai propri peccati ed errori, li commette ma poi va avanti, è già proiettato ad amare, ad aprirsi, a lasciarsi stupire e travolgere da tutto quel bene che, nonostante peccati ed errori, può ancora e sempre dare e ricevere. Mi sembra un discorso che si può benissimo applicare anche a noi!